Perilla frutescens (L.) Britton / Perilla, conosciuta comunemente come perilla, shiso o basilico giapponese, è una pianta erbacea annuale della famiglia delle Lamiaceae. Originaria delle regioni montuose dell’Himalaya e del Sud-est asiatico, è coltivata da millenni in Cina, Corea, Giappone e India, dove è apprezzata sia in cucina sia nella medicina tradizionale. La perilla attira l’attenzione per le foglie, che variano dal verde al viola, e per il profumo caratteristico, che ricorda un incontro tra menta e anice. I semi, invece, sono una ricca fonte di acidi grassi omega-3.

Nella medicina tradizionale asiatica l’impiego della perilla è documentato per un’ampia varietà di disturbi, dai problemi respiratori a quelli digestivi. La pianta riunisce composti bioattivi come terpeni, flavonoidi e acidi fenolici, ai quali si attribuiscono effetti antinfiammatori, antiossidanti e antimicrobici. La ricerca scientifica moderna sta indagando molti di questi usi etnobotanici della Perilla frutescens, per lo più ancora in studi di laboratorio e sugli animali. Ciò alimenta l’interesse globale per la specie come alimento e pianta medicinale, senza che equivalga a un’indicazione clinica. Le varietà coltivate, come la var. crispa, nota in Giappone come shiso, appartengono alla stessa specie e sono descritte in questo stesso articolo.
Nomi Popolari e Internazionali della Perilla
I nomi della perilla cambiano a seconda della regione e della tradizione culinaria di ciascun paese. Diversi di essi richiamano piante affini della stessa famiglia, come il basilico e la menta, anche se la perilla appartiene a un altro genere.
- Francese: basilic japonais, pérille, shiso.
- Inglese: beefsteak plant, Korean perilla, perilla, perilla mint, shiso, wild sesame.
- Italiano: basilico giapponese, perilla, shiso.
- Portoghese: manjericão-chinês, manjericão-japonês, perila, shisô.
- Spagnolo: albahaca japonesa, menta de res, perilla, shiso.
- Tedesco: Grünnessel, Perilla, Schwarznessel, Shiso.
Sinonimi Botanici di Perilla frutescens
Nel corso della sua storia tassonomica, la Perilla frutescens (L.) Britton ha ricevuto diversi nomi scientifici. La stessa citazione dell’autore indica che Linneo descrisse in origine la pianta nel genere Ocimum, quello del basilico, prima che Britton la trasferisse in Perilla. Il sinonimo più frequente nella letteratura antica è Perilla ocymoides L., e la nomenclatura può ancora variare a seconda della regione e della classificazione botanica adottata.
- Dentidia nankinensis Lour.
- Mentha perilloides Lam.
- Ocimum frutescens L. (basionimo)
- Perilla nankinensis (Lour.) Decne.
- Perilla ocymoides L.
Una delle varietà più coltivate è la Perilla frutescens var. crispa, riconoscibile dalle foglie increspate e colorate. Poiché appartiene sempre alla stessa specie, in questo articolo non riceve una trattazione separata.
Famiglia Botanica: Lamiaceae
La Perilla frutescens appartiene alla famiglia delle Lamiaceae, nota anche come Labiatae, un grande gruppo di piante da fiore che comprende circa 236 generi e oltre 7.000 specie. La famiglia è diffusa in tutto il mondo, con una presenza particolarmente abbondante nelle regioni temperate e tropicali. Le Lamiaceae si riconoscono per i fusti quadrangolari, le foglie opposte e i fiori bilabiati, spesso riuniti in infiorescenze verticillate. Buona parte delle specie è aromatica e ha importanza economica come erba culinaria, medicinale od ornamentale.
Tra gli esempi più noti della famiglia ci sono la lavanda, la menta, l’origano, il rosmarino, la salvia e il timo. In queste piante la presenza di oli essenziali e composti fenolici è comune e aiuta a spiegare le attività antinfiammatorie, antimicrobiche e antiossidanti descritte per molte di esse. La perilla condivide queste caratteristiche ed è un esempio significativo della ricchezza fitochimica di questa famiglia, che comprende anche specie capaci di provocare reazioni allergiche nelle persone sensibili.
Parti Utilizzate della Perilla
Ogni parte della pianta ha un impiego proprio nella tradizione, dato che le foglie finiscono in cucina e nelle tisane, mentre i semi vengono spremuti per ottenere un olio alimentare. Anche i fusti entrano in preparazioni tradizionali e completano l’elenco delle parti utilizzate della perilla.
- Foglie (fresche o secche)
- Fusti
- Olio dei semi
- Semi
Usi Etnobotanici e Tradizionali
Gli usi elencati di seguito raccolgono testimonianze della medicina tradizionale asiatica e della saggezza popolare, che non equivalgono a un’indicazione clinica. Non sostituiscono nemmeno il controllo medico, soprattutto in situazioni come asma, febbre persistente o intossicazione alimentare.
- Allergie e asma (uso tradizionale complementare)
- Disturbi digestivi, come nausea, vomito e indigestione
- Febbre, in preparazioni ad azione antipiretica secondo la tradizione
- Infiammazioni e dolori
- Influenza e raffreddore, per alleviare tosse e congestione
- Intossicazione da pesce e frutti di mare (testimonianza della medicina cinese, che non sostituisce il pronto soccorso)
- Problemi respiratori, come la bronchite
- Sedativo leggero
Proprietà Terapeutiche della Perilla
Le proprietà elencate di seguito derivano soprattutto da studi di laboratorio, esperimenti sugli animali e testimonianze tradizionali, e poche di esse sono state confermate da sperimentazioni cliniche sull’uomo.
- Antiallergico (riduzione delle reazioni allergiche osservata in studi preliminari)
- Antibatterico (attività contro i batteri osservata in laboratorio)
- Antinfiammatorio (riduzione dei processi infiammatori in studi preliminari)
- Antiossidante (neutralizzazione dei radicali liberi in saggi di laboratorio)
- Antiproliferativo (attività osservata in studi di laboratorio, senza conferma clinica)
- Antisettico (testimonianza tradizionale, senza conferma clinica)
- Antispasmodico (sollievo dagli spasmi muscolari secondo la tradizione)
- Antivirale (attività contro i virus osservata in studi di laboratorio)
- Immunomodulante (modulazione della risposta immunitaria in studi preliminari)
- Modulatore dell’umore (effetto di tipo antidepressivo indagato in studi preliminari, senza conferma clinica)
- Neuroprotettivo (protezione delle cellule nervose osservata in studi di laboratorio)
Profilo Fitochimico Dettagliato della Perilla
La composizione chimica della Perilla frutescens è ampia e i gruppi di maggiore interesse sono i terpeni, i flavonoidi e gli acidi fenolici. A questi composti si attribuisce buona parte delle attività descritte per la pianta. L’acido rosmarinico è uno dei composti fenolici più abbondanti e studiati nelle foglie, noto per l’attività antiossidante e antinfiammatoria osservata in laboratorio. Condivide lo spazio con altri acidi fenolici, come l’acido caffeico e l’acido ferulico, che contribuiscono anch’essi al profilo antiossidante della specie.
Tra i flavonoidi presenti nella perilla, l’apigenina, la luteolina e la quercetina sono studiate per i loro effetti antiallergici e antinfiammatori. I semi, invece, si distinguono per la ricchezza di acidi grassi polinsaturi, in particolare l’acido alfa-linolenico (ALA), un omega-3 essenziale. La pianta contiene inoltre antociani, responsabili del colore viola di alcune varietà, oltre a glicosidi e a un olio essenziale la cui composizione cambia a seconda del chemiotipo. Perillaldeide, limonene e pinene sono tra i componenti frequenti di questo olio. Foglie e semi possono contenere anche perillachetone e altri chetoni furanici, in quantità che variano a seconda della varietà. Queste sostanze sono tossiche per i ruminanti e spiegano perché la sicurezza della perilla dipenda così tanto dalla forma di consumo.
L’elenco seguente riassume i principali composti citati in questo articolo e la parte della pianta o il prodotto in cui si trovano di solito.
- Acido alfa-linolenico (semi e olio di semi)
- Acido caffeico e acido ferulico (acidi fenolici)
- Acido rosmarinico (foglie)
- Antociani (varietà viola)
- Apigenina, luteolina e quercetina (flavonoidi)
- Limonene e pinene (olio essenziale)
- Perillachetone e altri chetoni furanici (foglie e semi, tossici per i ruminanti)
- Perillaldeide (olio essenziale)
Forme di Preparazione e Somministrazione della Perilla
Le forme d’uso più sicure della perilla sono quelle che si avvicinano al consumo alimentare. La foglia ha una lunga tradizione nella cucina asiatica e l’olio di semi è, prima di tutto, un alimento.
- Capsule di olio di semi di perilla, come integratore alimentare di omega-3
- Foglie fresche in preparazioni culinarie
- Olio di semi di perilla spremuto a freddo, per uso culinario a crudo
- Tisana o infuso di foglie secche
Per l’infuso, la proporzione tradizionale è di circa un cucchiaio di foglie secche per ogni tazza d’acqua bollente, in quantità moderate e vicine a quelle dell’uso alimentare. L’olio di semi va usato a crudo, conservato in frigorifero e mai riscaldato, perché si ossida rapidamente. Tinture, estratti fluidi e capsule di estratto concentrato si trovano in commercio, ma non sono indicati per l’assunzione orale, poiché gli estratti concentrati e l’olio essenziale di perilla non devono essere ingeriti. Qualsiasi uso medicinale regolare, compresa la definizione delle quantità, deve essere seguito da un professionista sanitario.
Sinergia con Altre Piante Medicinali
Le combinazioni riportate di seguito rispondono alla logica della fitoterapia tradizionale, che associa piante dalle azioni complementari, e si basano più sulla tradizione che su sperimentazioni cliniche. Per questo chi assume farmaci in modo continuativo dovrebbe parlarne con un professionista sanitario prima di combinare le erbe.
Allergie e Infiammazioni
Nella fitoterapia popolare la perilla viene associata all’ortica (Urtica dioica), un’altra pianta usata tradizionalmente in caso di allergie e infiammazioni, e a un’alimentazione ricca di quercetina, flavonoide abbondante in cipolle e mele. La logica di questa combinazione è che l’acido rosmarinico della perilla, i flavonoidi dell’ortica e la quercetina agirebbero su vie biochimiche diverse, modulando la risposta immunitaria e il rilascio di istamina. Questo meccanismo è stato descritto solo in studi iniziali e non si traduce ancora in una promessa di sollievo.
Salute Digestiva
Per i disturbi digestivi, la tradizione associa la perilla a piante considerate carminative e antispasmodiche, come lo zenzero (Zingiber officinale) e la menta piperita (Mentha × piperita), in infusi usati tradizionalmente in caso di nausea, gonfiore e coliche. I composti aromatici delle foglie di perilla, i gingeroli dello zenzero e il mentolo della menta contribuirebbero insieme a rilassare la muscolatura liscia del tratto gastrointestinale. Questa è la spiegazione proposta per la combinazione, basata soprattutto su studi con modelli sperimentali.
Influenza e Raffreddore
Nelle preparazioni casalinghe per la stagione di influenza e raffreddori, la perilla può essere combinata con l’echinacea (Echinacea purpurea) e il sambuco (Sambucus nigra), due piante con una lunga storia d’uso in questo contesto. L’idea è che i flavonoidi della perilla, studiati per la loro azione immunomodulante, completino l’attività antivirale e immunostimolante attribuita all’echinacea e al sambuco. Ciononostante, questa associazione si basa più sulla tradizione che su studi clinici.
Ricette e Protocolli di Utilizzo
Infuso di Foglie di Perilla per la Stagione delle Allergie
Ingredienti: 1 cucchiaio di foglie secche di perilla e 250 ml di acqua bollente.
Preparazione: Mettete le foglie in una tazza, versate l’acqua bollente, coprite e lasciate in infusione da 10 a 15 minuti. Poi filtrate e bevete tiepido, dolcificando con miele se lo desiderate. Questo infuso è usato tradizionalmente nella stagione delle allergie per sintomi come starnuti, prurito e congestione nasale, sempre in quantità moderate, vicine a quelle del consumo alimentare. Per un uso regolare, consultate un professionista sanitario.
Olio di Semi di Perilla nell’Alimentazione
Ingredienti: Olio di semi di perilla spremuto a freddo.
Modo d’uso: Usate l’olio a crudo, in piccole quantità, versato sulle insalate o mescolato a yogurt e frullati, come parte dell’alimentazione. La tradizione apprezza quest’olio come fonte di omega-3, perché è ricco di acido alfa-linolenico (ALA). Poiché si ossida rapidamente, va conservato in frigorifero in un flacone chiuso e mai riscaldato. Chi intende usarlo come integratore dovrebbe consultare un professionista sanitario per stabilire la quantità adeguata.
Foglie Fresche di Perilla nella Cucina Coreana e Giapponese
Ingredienti: Foglie fresche di perilla o di shiso, riso cotto e verdure, carne alla griglia o pesce a piacere.
Preparazione: Lavate e asciugate bene le foglie e usatele come involucro per piccole porzioni di riso, verdure o carne, alla maniera coreana. In alternativa, servite lo shiso per accompagnare e avvolgere sushi e sashimi, come nella cucina giapponese. È la forma di consumo tradizionale con il maggiore sostegno in termini di sicurezza, perché l’uso alimentare della foglia è tradizionale e sicuro. Chi ha la pelle sensibile può indossare guanti quando maneggia grandi quantità, dato che la perillaldeide può causare dermatite da contatto. Tinture ed estratti concentrati, talvolta suggeriti per bronchite e asma, restano fuori da questa guida, perché gli estratti concentrati e l’olio essenziale non devono essere ingeriti.
Le preparazioni sopra descritte seguono usi tradizionali e non sostituiscono il parere di un professionista. Prima di qualsiasi uso interno, consultare le controindicazioni e le interazioni descritte in questo articolo.
Terapie Associate
Agopuntura
Nella Medicina Tradizionale Cinese (MTC), la foglia di perilla, nota come Zi Su Ye, viene spesso prescritta all’interno dello stesso percorso assistenziale dell’agopuntura in casi come raffreddori, influenza, asma e allergie. Secondo i concetti della MTC, l’agopuntura cerca di riequilibrare il flusso di energia (Qi) nel corpo, mentre la perilla disperderebbe il vento-freddo, favorirebbe la sudorazione e regolerebbe il Qi. L’idea che i due approcci si potenzino a vicenda appartiene al ragionamento della tradizione e non è stata confermata da studi clinici. Inoltre non sostituisce il trattamento medico, soprattutto nel caso dell’asma.
Fitoterapia Cinese
La perilla è un componente frequente delle formule della fitoterapia cinese, apprezzata per proprietà descritte come diaforetiche, espettoranti e antinfiammatorie. Compare in miscele tradizionali per raffreddore comune, tosse, congestione nasale e disturbi digestivi. La tradizione distingue con notevole precisione le parti della pianta, impiegando le foglie (Zi Su Ye) per disperdere il freddo e liberare la superficie e indicando i semi (Zi Su Zi) per tosse e asma. Si tratta di un approccio che attribuisce una funzione specifica a ciascuna parte vegetale.
Nutrizione Funzionale
Nella nutrizione funzionale la Perilla frutescens è nota soprattutto per l’olio di semi, una delle fonti vegetali più ricche di acido alfa-linolenico (ALA), l’omega-3 essenziale di origine vegetale. Questo nutriente è studiato per il suo possibile contributo alla salute cardiovascolare, al controllo dei processi infiammatori e alla funzione cerebrale. Le foglie, invece, entrano nelle diete per la presenza di antiossidanti e composti antinfiammatori, con l’obiettivo di modulare la risposta immunitaria e ridurre lo stress ossidativo. Così la perilla funziona allo stesso tempo come alimento funzionale e, nel caso dell’olio, come integratore alimentare, sempre consumato a crudo e conservato in frigorifero.
Controindicazioni ed Effetti Collaterali della Perilla
La Perilla frutescens è considerata sicura se consumata in quantità alimentari, ma ci sono controindicazioni ed effetti collaterali che meritano attenzione prima di qualsiasi uso medicinale. Le persone con allergia nota alle piante della famiglia delle Lamiaceae, come basilico, menta e origano, possono reagire anche alla perilla. I sintomi comprendono eruzioni cutanee, prurito e, in rari casi, reazioni più gravi, perciò è prudente iniziare con piccole quantità per verificare la tolleranza individuale.
Perillachetone, Olio Essenziale ed Estratti Concentrati
Il perillachetone (perilla ketone) e altri chetoni furanici presenti in foglie e semi causano edema polmonare nei ruminanti, come i bovini che brucano la pianta. Nell’uomo il consumo alimentare della foglia è tradizionale e sicuro, ma gli estratti concentrati e l’olio essenziale non devono essere ingeriti. Questo esclude dall’uso interno tinture, estratti fluidi e capsule di estratto, anche quando sono venduti come prodotti naturali.
Dermatite da Contatto
La perillaldeide, uno dei principali componenti dell’olio essenziale, causa dermatite allergica da contatto in chi maneggia la pianta, compresi agricoltori, cuochi e persone che coltivano la perilla in casa. Chi ha già avuto questo tipo di reazione dovrebbe indossare guanti quando raccoglie o prepara le foglie.
Effetti Collaterali Comuni
In alcune persone il consumo di perilla in grandi quantità può causare un lieve disturbo gastrointestinale, come nausea o diarrea. L’olio di semi, per il suo alto contenuto di omega-3, può avere un lieve effetto anticoagulante. Per questo le persone con disturbi della coagulazione o che assumono anticoagulanti dovrebbero consumare la perilla con cautela e sotto controllo medico.
Conservazione dell’Olio di Semi
L’olio di semi, ricco di acido alfa-linolenico, è un alimento e si ossida rapidamente, quindi va conservato in frigorifero e non deve essere riscaldato. Quando è ossidato perde qualità nutrizionale e prende un sapore rancido, segno che è ora di gettarlo.
Gravidanza, Allattamento e Bambini
Non ci sono dati di sicurezza in gravidanza e allattamento a dose medicinale. Per questo le donne in gravidanza e in allattamento dovrebbero preferire il consumo alimentare e consultare un professionista sanitario prima di qualsiasi uso medicinale della perilla. Anche nei bambini la sicurezza e le quantità adeguate non sono ben stabilite, e qualsiasi uso diverso da quello culinario deve essere seguito da un pediatra o da un altro professionista sanitario.
Interazioni Farmacologiche
A causa del potenziale effetto anticoagulante, la perilla può aumentare il rischio di sanguinamento se usata insieme a farmaci come warfarin, acido acetilsalicilico o altri antinfiammatori non steroidei (FANS). La pianta può anche avere un effetto ipotensivo, cioè ridurre la pressione arteriosa, e quindi potenziare l’azione dei farmaci antipertensivi. Poiché la tradizione la impiega come sedativo leggero e studi preliminari ne indagano un effetto di tipo antidepressivo, chi assume antidepressivi, ansiolitici o sedativi dovrebbe chiedere il parere del medico prima dell’uso medicinale. Le persone con malattie croniche o che assumono farmaci regolarmente dovrebbero sempre parlarne con il medico prima di inserire la perilla nella propria routine di benessere.
Curiosità e Fatti Storici
La Perilla frutescens è coltivata e utilizzata da migliaia di anni in diverse culture asiatiche. In Corea le foglie di perilla sono un ingrediente essenziale della cucina, presenti in piatti come il kimchi e i banchan, e i semi vengono spremuti per produrre un olio aromatico. In Giappone la varietà Perilla frutescens var. crispa, conosciuta come shiso, accompagna e avvolge sushi e sashimi e serve a colorare e aromatizzare conserve come l’umeboshi, la prugna in salamoia.
In Cina la perilla rientra nell’elenco ufficiale delle specie riconosciute sia come alimento sia come medicinale, nell’ambito del concetto di omologia tra alimento e medicina adottato dalle autorità sanitarie del paese. Questa inclusione mostra il peso della pianta nella medicina tradizionale cinese. Oltre agli usi culinari e medicinali, la perilla viene coltivata anche come ornamentale per la bellezza delle foglie, che possono essere verdi, viola o combinare i due colori. Questa versatilità l’ha mantenuta presente in diversi ambiti della vita umana nel corso dei secoli.
Nonostante il nome popolare di basilico giapponese, la perilla non è un basilico, pianta del genere Ocimum. Curiosamente, Linneo descrisse la specie in origine come Ocimum frutescens, nome che sopravvive nell’abbreviazione (L.) del binomio attuale. Un altro fatto poco noto viene dalla veterinaria, che registra la pianta come causa di edema polmonare nei bovini che la consumano al pascolo. Questo effetto è legato al perillachetone e contrasta con la lunga tradizione di consumo umano delle foglie.
Domande Frequenti sulla Perilla
La Perilla Aiuta ad Alleviare le Allergie?
La tisana di perilla è usata tradizionalmente nella stagione delle allergie. Composti come l’acido rosmarinico e i flavonoidi della pianta sono studiati per la loro capacità di modulare la risposta immunitaria e ridurre il rilascio di istamina. Questi risultati provengono per lo più da studi di laboratorio e sugli animali, quindi la perilla non sostituisce il trattamento indicato dal medico per rinite, asma o altre allergie.
Come Preparare la Tisana di Perilla Secondo la Tradizione?
La forma più comune è l’infuso, con un cucchiaio di foglie secche per ogni 250 ml di acqua bollente. Il recipiente va tenuto coperto da 10 a 15 minuti prima di filtrare. La tisana può essere dolcificata con un po’ di miele o arricchita con qualche goccia di limone, e va consumata in quantità moderate, vicine a quelle dell’uso alimentare.
Ci Sono Effetti Collaterali nel Bere Tisana di Perilla Ogni Giorno?
In quantità moderate la tisana è di solito ben tollerata, anche se in rari casi può causare un lieve disturbo gastrointestinale. Le persone allergiche alle piante della famiglia delle Lamiaceae dovrebbero evitarla, e chi assume anticoagulanti dovrebbe consultare un professionista sanitario prima dell’uso regolare. Anche le donne in gravidanza e in allattamento hanno bisogno di questo parere, dato che non ci sono dati di sicurezza in gravidanza e allattamento a dose medicinale.
La Perilla Può Essere Usata dai Bambini?
L’uso nei bambini richiede cautela e il parere di un professionista sanitario, nonostante la tradizione la impieghi per raffreddori e disturbi digestivi. La sicurezza e le quantità adeguate per l’età pediatrica non sono definite con la stessa chiarezza che negli adulti. Prima di qualsiasi uso diverso da quello culinario, occorre verificare che il bambino non sia allergico alle piante della famiglia delle Lamiaceae.
L’Olio Essenziale e gli Estratti di Perilla Possono Essere Ingeriti?
Gli estratti concentrati e l’olio essenziale di perilla non devono essere ingeriti, perché il perillachetone e altri chetoni furanici di foglie e semi causano edema polmonare nei ruminanti. Il consumo alimentare della foglia, invece, è tradizionale e sicuro nell’uomo. L’olio di semi spremuto a freddo è un prodotto diverso, un alimento ricco di omega-3 che va conservato in frigorifero e usato senza riscaldarlo.
Dove Trovare la Perilla?
Foglie secche e bustine di perilla si trovano in erboristerie, negozi di prodotti naturali, supermercati di prodotti asiatici e negozi online. L’ideale è scegliere fornitori affidabili e, se possibile, prodotti biologici, per ridurre l’esposizione a pesticidi e altri contaminanti. La pianta si può anche coltivare in casa partendo dai semi, e chi acquista l’olio di semi dovrebbe tenerlo in frigorifero, perché si ossida rapidamente.
Avviso: questo contenuto è informativo e non sostituisce il parere di un professionista sanitario. Consultare un medico o un fitoterapeuta prima di usare piante medicinali, soprattutto in gravidanza, durante l’allattamento o in caso di assunzione di farmaci.
Riferimenti e Studi Scientifici
- PMC2012 Asif M. Phytochemical study of polyphenols in Perilla Frutescens as an antioxidant. Avicenna J Phytomed. 2012.
- PMC2022 Hou T, et al. Perilla frutescens: A Rich Source of Pharmacological Active Compounds. Molecules. 2022.
- PMC2010 Müller-Waldeck F, et al. Determination of toxic perilla ketone, secondary plant metabolites and antioxidative capacity in five Perilla frutescens L. varieties. Food Chem Toxicol. 2010.
- PMC2023 Wu X, et al. Perilla frutescens: A traditional medicine and food homologous plant. Chin Herb Med. 2023.
- PMC2025 Yi D, et al. Comprehensive Review of Perilla frutescens: Chemical Composition, Pharmacological Mechanisms, and Industrial Applications in Food and Health Products. Foods. 2025.
