Symplocarpus foetidus (L.) Salisb. ex W.P.C.Barton / Cavolo puzzola, chiamato nei paesi anglofoni skunk cabbage, è una pianta erbacea perenne della famiglia delle Araceae, descritta originariamente da Linneo nel 1753 con il nome di Dracontium foetidum. Originaria del Nord America orientale, la specie colpisce per la capacità di produrre calore proprio, un fenomeno noto come termogenesi che le permette di fiorire tra la fine dell’inverno e l’inizio della primavera, spesso quando il terreno è ancora coperto di neve. Il nome comune deriva dall’odore forte e sgradevole che le foglie emanano quando vengono schiacciate, una caratteristica interpretata come forma di difesa contro gli animali erbivori.

Nella medicina tradizionale dei popoli indigeni del Nord America il cavolo puzzola ebbe un ruolo di primo piano, e le sue radici e i suoi rizomi venivano impiegati per disturbi respiratori, disturbi nervosi e dolori reumatici. La pianta, tuttavia, contiene cristalli di ossalato di calcio in tutte le parti fresche, responsabili del bruciore e della tossicità quando viene consumata cruda, il che impone la massima cautela con qualsiasi preparazione. La ricerca scientifica moderna si è concentrata soprattutto sulla termogenesi e sulla chimica dell’aroma della specie, mentre gli studi farmacologici restano scarsi e nessuno studio clinico ha confermato gli usi tradizionali.
Nomi Popolari e Internazionali del Cavolo Puzzola
- Francese: chou puant, tabac du diable.
- Inglese: clumpfoot cabbage, eastern skunk cabbage, foetid pothos, meadow cabbage, polecat weed, skunk cabbage, swamp cabbage.
- Italiano: cavolo puzzola.
- Portoghese: couve-de-gambá e couve-gambá (Portogallo), repolho-gambá (Brasile).
- Spagnolo: col de los pantanos, col de los prados, col de mofeta.
- Tedesco: Stinktierkohl.
Quasi tutti questi nomi fanno riferimento all’odore marcato della pianta o agli ambienti umidi e acquitrinosi in cui cresce di solito, come paludi, zone golenali e rive dei ruscelli, mentre il paragone con il cavolo nasce dall’aspetto delle foglie larghe che compaiono dopo la fioritura.
Sinonimi Botanici di Symplocarpus foetidus
Il basionimo, cioè il nome originale attribuito da Linneo, è Dracontium foetidum L. Nel corso del tempo la pianta è stata riclassificata in diversi generi, il che ha prodotto vari sinonimi, e la denominazione attuale, Symplocarpus foetidus, fu pubblicata validamente da William P. C. Barton, che la attribuì a Richard Salisbury, con un nome di genere che, dal greco, allude ai frutti uniti in una struttura composta.
- Dracontium foetidum L. (basionimo)
- Ictodes foetidus (L.) Bigelow
- Pothos foetidus (L.) Aiton
- Pothos putorii Barton
- Spathyema angusta Raf.
- Spathyema foetida (L.) Raf.
- Spathyema lanceolata Raf.
- Spathyema latifolia Raf.
- Symplocarpus foetidus f. variegatus Otsuka
Famiglia Botanica: Araceae
La famiglia delle Araceae, la stessa dell’anturio, della calla e della monstera, riunisce circa 140 generi e quasi 4.000 specie, distribuite soprattutto nelle regioni tropicali. Il tratto che accomuna il gruppo è l’infiorescenza tipica, formata da uno spadice, una spiga carnosa di fiori molto piccoli, avvolto da una brattea modificata chiamata spata, e diverse specie della famiglia sono note per la produzione di calore e per odori intensi che attirano impollinatori specifici.
Il cavolo puzzola condivide queste caratteristiche con altre aracee termogeniche, come le specie europee del genere Arum, tra cui Arum maculatum, e il fiore cadavere (Amorphophallus titanum), originario di Sumatra. La produzione di calore compare anche al di fuori della famiglia, per esempio nei fiori della vittoria regia (Victoria amazonica), che appartiene alla famiglia delle Nymphaeaceae. Molte aracee accumulano inoltre composti bioattivi, come alcaloidi, saponine e cristalli di ossalato di calcio, che spiegano sia l’uso medicinale di alcune specie sia la tossicità di diverse tra loro.
Parti Utilizzate del Cavolo Puzzola
- Foglie
- Radici (rizoma)
La radice e il rizoma concentrano la maggior parte delle testimonianze medicinali e venivano usati dopo l’essiccazione, mentre le foglie compaiono in applicazioni esterne e, nella documentazione alimentare storica, cotte con diversi cambi d’acqua, una pratica che si sconsiglia di riprodurre senza la guida di uno specialista.
Usi Etnobotanici e Tradizionali
- Affezioni respiratorie
- Asma
- Condimento
- Disturbi nervosi
- Dolori reumatici
- Espettorante
- Idropisia (accumulo di liquidi nel corpo)
- Talismano mistico
Questi impieghi appartengono alla tradizione di diversi popoli indigeni nordamericani, che usavano la pianta come rimedio, condimento e talismano, e alla medicina erboristica degli Stati Uniti del XIX secolo, senza conferme da studi clinici moderni. In uno screening di laboratorio su piante usate dalle comunità delle Prime Nazioni del Canada per le malattie polmonari, l’estratto acquoso di S. foetidus non è risultato tra quelli con attività antimicobatterica significativa.
Proprietà Terapeutiche del Cavolo Puzzola
- Antispasmodico (documentazione tradizionale di sollievo dagli spasmi, come quelli della tosse e dell’asma)
- Diaforetico (attribuito dalla tradizione, favorirebbe la sudorazione)
- Diuretico (documentazione tradizionale di aumento della produzione di urina)
- Emetico (provoca vomito a dosi elevate, effetto indesiderato e segnale di eccesso)
- Espettorante (uso tradizionale per aiutare a espellere il catarro)
- Narcotico lieve (effetto sedativo descritto nella letteratura storica, senza conferma clinica)
Nessuna di queste proprietà è stata dimostrata in studi clinici, e le descrizioni provengono dalla letteratura etnobotanica e dalla materia medica nordamericana, motivo per cui vanno lette come documentazione storica e non come indicazione d’uso.
Profilo Fitochimico Dettagliato del Cavolo Puzzola
- Benzenoidi (aroma floreale)
- Composti azotati volatili (aroma floreale)
- Composti solforati volatili, come il disolfuro di dimetile (aroma floreale e olio essenziale delle parti aeree)
- Cristalli di ossalato di calcio (tutte le parti fresche)
- Esteri e alcoli alifatici (aroma floreale)
- Fenoli volatili, come il p-vinilguaiacolo (olio essenziale delle parti aeree)
- Ftalidi, come la (Z)-ligustilide (olio essenziale delle parti aeree)
- Furani, come il 2-pentilfurano (olio essenziale delle parti aeree)
- Monoterpeni (aroma floreale)
I cristalli di ossalato di calcio sono il componente più rilevante per la sicurezza, perché provocano bruciore e irritazione intensa in bocca e in gola quando la pianta fresca viene masticata o ingerita. Gli altri composti dell’elenco provengono da due studi chimici sull’odore della specie, e il primo di essi ha analizzato l’olio essenziale di foglie e fusti, identificando il p-vinilguaiacolo, il 2-pentilfurano e la (Z)-ligustilide come costituenti principali, con il disolfuro di dimetile tra i più caratteristici per l’odore.
Il secondo studio, pubblicato nel 2024, ha esaminato l’aroma delle infiorescenze e ha trovato una grande varietà di composti volatili azotati, solforati, monoterpenici, benzenoidi e alifatici, con due chemiotipi distinti tra gli individui analizzati. Mancano ancora analisi complete delle sostanze non volatili della radice, proprio la parte di maggiore uso tradizionale, il che limita qualsiasi conclusione sui meccanismi d’azione attribuiti alla pianta.
Forme di Preparazione e Somministrazione del Cavolo Puzzola
- Cataplasma di foglie riscaldate (uso esterno)
- Cottura delle foglie con diversi cambi d’acqua (documentazione alimentare storica)
- Decotto della radice secca
- Essiccazione di radici e foglie
In tutte le forme la tradizione lavora con materiale secco o lungamente lavorato, e la pianta fresca non deve mai essere usata per via interna, a causa del contenuto di ossalato di calcio. L’essiccazione accurata della radice è la fase che precede qualsiasi uso tradizionale, ma non rende la pianta priva di rischi, poiché dosi eccessive possono comunque causare nausea, vomito e capogiri, e per questo quantità e frequenza devono essere stabilite da un professionista qualificato.
Sinergia con Altre Piante Medicinali
Problemi Respiratori
Nella tradizione erboristica nordamericana il cavolo puzzola compare in combinazione con la grindelia (Grindelia robusta) e la lobelia (Lobelia inflata) in formule usate tradizionalmente per l’asma e altri disturbi respiratori. La grindelia è descritta in fitoterapia come espettorante e antispasmodica, proprietà che si sommerebbero a quelle attribuite al cavolo puzzola, mentre la lobelia è registrata come rilassante dei bronchi, pur contenendo lobelina e avendo una tossicità nota, il che fa di questa associazione una materia riservata a un professionista esperto.
Dolori Reumatici
Per i dolori reumatici la tradizione associa il cavolo puzzola all’artiglio del diavolo (Harpagophytum procumbens) e alla corteccia di salice bianco (Salix alba). L’artiglio del diavolo è studiato per la sua attività antinfiammatoria e analgesica, e la corteccia di salice bianco contiene salicina, precursore dell’acido salicilico, sostanza associata alla riduzione del dolore e dell’infiammazione, motivo per cui entrambe le piante richiedono cautela nelle persone che assumono anticoagulanti o che sono allergiche ai salicilati.
Ricette e Protocolli di Utilizzo
Decotto della Radice Secca per Problemi Respiratori
Documentato nella medicina indigena e nella medicina erboristica nordamericana, il decotto della radice secca di cavolo puzzola veniva usato tradizionalmente per alleviare tosse, respiro sibilante e altri disturbi respiratori, sempre con la radice già essiccata e mai con materiale fresco.
Ingredienti:
- Acqua
- Radice di cavolo puzzola essiccata e lavorata con attenzione, in quantità stabilita da un professionista sanitario
Preparazione:
- Mettere la radice secca e l’acqua in una pentola.
- Portare sul fuoco e lasciar bollire da 10 a 15 minuti.
- Togliere dal fuoco e filtrare prima dell’uso.
Per questa preparazione non esiste una dose sicura stabilita, e quantità e frequenza d’uso non vanno decise in autonomia, per cui prima di qualsiasi utilizzo è necessario consultare un professionista sanitario, tenendo presente che dosi eccessive possono causare nausea, vomito e capogiri.
Cataplasma di Foglie Riscaldate per Dolori Reumatici
Applicazione esterna usata tradizionalmente per alleviare i dolori reumatici, secondo la documentazione popolare nordamericana, preparata con foglie riscaldate e senza alcuna ingestione della pianta.
Ingredienti:
- Foglie fresche di cavolo puzzola
Preparazione:
- Indossare guanti per maneggiare le foglie fresche, che possono causare dermatite da contatto.
- Riscaldare le foglie in acqua calda o al vapore.
- Prima dell’applicazione, fare una prova su una piccola area di pelle e attendere qualche minuto per osservare eventuali reazioni.
- Applicare le foglie tiepide sulla zona interessata, coprire con un panno e lasciare in posa da 20 a 30 minuti.
- Rimuovere subito in caso di bruciore, arrossamento o prurito, e non applicare mai su pelle lesa.
Le preparazioni sopra descritte seguono usi tradizionali e non sostituiscono il parere di un professionista. Prima di qualsiasi uso interno, consultare le controindicazioni e le interazioni descritte in questo articolo.
Terapie Associate
Fitoterapia
Nella fitoterapia di tradizione nordamericana il cavolo puzzola viene impiegato con cautela per via della sua tossicità allo stato fresco. Le preparazioni, in genere a base di radice secca, sono state usate storicamente in quadri spasmodici, come l’asma e la pertosse, e per alleviare i dolori reumatici, sempre sotto la supervisione di un professionista sanitario qualificato, dato che non esistono studi clinici che ne definiscano l’efficacia o una dose sicura.
Omeopatia
In omeopatia il rimedio Symplocarpus foetidus si prepara a partire dalla pianta fresca, in diluizioni, e la materia medica omeopatica lo descrive per sintomi come mal di testa, vertigini e disturbi respiratori, soprattutto se accompagnati da sensazione di gonfiore e congestione. La prescrizione segue la corrispondenza tra i sintomi del paziente e la patogenesi del rimedio, principio proprio dell’omeopatia, e l’efficacia di questo tipo di preparazione non è dimostrata da studi clinici controllati.
Controindicazioni ed Effetti Collaterali del Cavolo Puzzola
Il cavolo puzzola (Symplocarpus foetidus) contiene alte concentrazioni di ossalato di calcio in tutte le parti fresche, che causano bruciore e irritazione intensa alla bocca e alla gola se masticato o ingerito crudo, oltre a un possibile gonfiore lungo il tratto gastrointestinale.
Precauzioni d’Uso
- La radice deve essere accuratamente essiccata e lavorata prima di qualsiasi uso tradizionale, e anche così dosi eccessive possono causare nausea, vomito e capogiri.
- Non usare mai la pianta fresca per via interna.
- Usare solo sotto la guida di un professionista qualificato, per la mancanza di studi solidi su sicurezza e dosaggio.
Controindicazioni Specifiche
- Bambini: non usare.
- Calcoli renali di ossalato: controindicato, per il contenuto di questo composto.
- Gravidanza e allattamento: non usare, anche per la mancanza di studi sulla sicurezza.
Effetti Collaterali Comuni
- Bruciore, irritazione e gonfiore in bocca e in gola, se la pianta viene masticata o ingerita cruda.
- Irritazione cutanea: la manipolazione delle foglie fresche può causare dermatite da contatto.
- Nausea, vomito e capogiri: il consumo di dosi elevate della radice, anche secca, può provocare questi disturbi.
Interazioni Farmacologiche
Non ci sono informazioni sufficienti sulle interazioni farmacologiche del cavolo puzzola, per cui si raccomanda prudenza nell’associare la pianta a qualsiasi farmaco assunto in modo continuativo, con particolare attenzione ai gruppi seguenti.
- Anticoagulanti e antiaggreganti piastrinici: le combinazioni tradizionali con il salice bianco, fonte di salicina, e con l’artiglio del diavolo richiedono una valutazione professionale in chi assume questi farmaci.
- Sedativi e depressori del sistema nervoso centrale: poiché la letteratura storica descrive un lieve effetto narcotico, l’associazione va evitata senza indicazione professionale.
Curiosità e Fatti Storici
- Due profili aromatici: uno studio del 2024 ha individuato due chemiotipi di aroma floreale tra le piante analizzate, il che potrebbe spiegare perché alcune descrizioni antiche parlino di odore fetido e altre di un profumo gradevole, simile a quello della mela.
- Farmacopea ufficiale: la radice figurò nella Farmacopea degli Stati Uniti tra il 1820 e il 1882, con il nome di Dracontium, periodo in cui veniva indicata per malattie respiratorie, disturbi nervosi, reumatismi e idropisia.
- Impollinazione: l’odore caratteristico attira mosche e altri insetti che si nutrono di materia in decomposizione, indicati come i suoi principali impollinatori, e i ricercatori discutono l’ipotesi che l’aroma imiti queste fonti di cibo.
- Longevità: il cavolo puzzola è una pianta longeva, che può vivere diversi decenni, e le sue radici contrattili trascinano ogni anno la pianta più in profondità nel terreno, rendendola sempre più difficile da estirpare.
- Respirazione alternativa: il calore deriva dall’intensa attività dei mitocondri dello spadice, nei quali nel 1993 alcuni ricercatori hanno purificato parzialmente l’ossidasi alternativa resistente al cianuro, un enzima legato alla produzione di calore nelle piante termogeniche.
- Termogenesi: in uno studio pubblicato sulla rivista Science nel 1974, lo spadice ha mantenuto una temperatura interna da 15 a 35 °C superiore a quella dell’aria, con l’ambiente tra -15 e +15 °C, e per almeno 14 giorni ha consumato ossigeno a un ritmo paragonabile a quello di animali omeotermi di dimensioni equivalenti, un calore sufficiente a sciogliere la neve circostante.
- Termostato a cicli: ricercatori giapponesi hanno osservato che la produzione di calore dello spadice oscilla in cicli di circa 60 minuti e risponde a variazioni di temperatura inferiori a 0,9 °C, funzionando come un termostato naturale di grande precisione.
Domande Frequenti sul Cavolo Puzzola
La Tisana di Cavolo Puzzola È Sicura?
Non esiste una dose sicura stabilita per la tisana di cavolo puzzola, e la tradizione la prepara soltanto con la radice accuratamente essiccata e lavorata, mai con la pianta fresca, che è tossica per via interna. Anche con la radice secca, dosi eccessive possono causare nausea, vomito e capogiri, per cui l’uso deve avvenire solo sotto la guida di un professionista qualificato.
A Cosa Serve la Tisana di Cavolo Puzzola?
Nella documentazione tradizionale la tisana di radice secca è stata usata dai popoli indigeni del Nord America e dalla medicina erboristica del XIX secolo per alleviare disturbi respiratori, come l’asma, e dolori reumatici. Questi usi non sono stati confermati da studi clinici, e la pianta non deve sostituire il controllo medico di queste condizioni.
Posso Raccogliere e Preparare da Solo il Cavolo Puzzola?
È una pratica sconsigliata, perché il corretto riconoscimento della pianta e una preparazione sicura richiedono conoscenze specifiche per evitare la tossicità dell’ossalato di calcio presente nelle parti fresche. Chi ha un’indicazione professionale all’uso del cavolo puzzola dovrebbe rivolgersi a prodotti di provenienza affidabile e seguire le indicazioni ricevute.
Perché il Cavolo Puzzola Provoca Bruciore in Bocca?
Tutte le parti fresche del cavolo puzzola contengono alte concentrazioni di cristalli di ossalato di calcio, che causano bruciore e irritazione intensa alla bocca e alla gola quando la pianta viene masticata o ingerita cruda. Per questo motivo la pianta fresca non deve mai essere usata per via interna, e anche la semplice manipolazione delle foglie può irritare la pelle.
Chi Soffre di Calcoli Renali di Ossalato Può Usare il Cavolo Puzzola?
No, perché il cavolo puzzola è controindicato in caso di calcoli renali di ossalato, per il contenuto di questo composto nella pianta. La specie non va usata nemmeno in gravidanza, durante l’allattamento o nei bambini, e qualsiasi altro uso richiede la guida di un professionista qualificato, per la mancanza di studi solidi su sicurezza e dosaggio.
Come Fa il Cavolo Puzzola a Fiorire nella Neve?
Il cavolo puzzola produce calore proprio grazie a una respirazione molto intensa nelle cellule dello spadice, che può risultare da 15 a 35 °C più caldo dell’aria circostante. Questo calore scioglie la neve intorno all’infiorescenza e permette alla pianta di fiorire tra la fine dell’inverno e l’inizio della primavera, prima della maggior parte delle altre specie.
Avviso: questo contenuto è informativo e non sostituisce il parere di un professionista sanitario. Consultare un medico o un fitoterapeuta prima di usare piante medicinali, soprattutto in gravidanza, durante l’allattamento o in caso di assunzione di farmaci.
Riferimenti e Studi Scientifici
Vedi Tutti i 9 Riferimenti Citati
Studi Scientifici Peer-Reviewed (6)
- PMC1993 Berthold DA, Siedow JN. Partial purification of the cyanide-resistant alternative oxidase of skunk cabbage (Symplocarpus foetidus) mitochondria. Plant Physiol. 1993.
- PMC2024 Goodrich KR, Gibernau M. Floral scent of eastern skunk cabbage (Symplocarpus foetidus: Araceae). Phytochemistry. 2024.
- PMC2004 Ito K, et al. Temperature-triggered periodical thermogenic oscillations in skunk cabbage (Symplocarpus foetidus). Plant Cell Physiol. 2004.
- PMC1974 Knutson RM. Heat production and temperature regulation in eastern skunk cabbage. Science. 1974.
- PMC2015 Miyazawa M, et al. Chemical Composition and Aroma Evaluation of Essential Oils from Skunk Cabbage (Symplocarpus foetidus). J Oleo Sci. 2015.
- PMC2010 Webster D, et al. Antimycobacterial screening of traditional medicinal plants using the microplate resazurin assay. Can J Microbiol. 2010.
Letture Complementari (3)
- 1996 Chevallier A. The Encyclopedia of Medicinal Plants. Londra: Dorling Kindersley. 1996.
- Stritch L. Eastern Skunk Cabbage (Symplocarpus foetidus (L.) Salisb. ex W.P.C. Barton). United States Department of Agriculture, Forest Service. s.d.
- Williams KA. A Botanical Study of Skunk Cabbage, Symplocarpus foetidus. Torreya. 1919;19(2):21-29.
