Riepilogo rapido
Harungana madagascariensis Lam. ex Poir. è un arbusto o piccolo albero sempreverde della famiglia Hypericaceae (in passato inclusa nelle Clusiaceae), originario del Madagascar, di Mauritius e di gran parte dell’Africa tropicale e australe. Poiché per questa specie africana e malgascia non esiste un nome comune…
Precauzione principale: Harungana madagascariensis contiene antranoidi (harunganina) ad effetto lassativo e per questo è controindicata in gravidanza, durante l’allattamento, nei bambini e in caso di ostruzione intestinale. Inoltre non…
Harungana madagascariensis Lam. ex Poir. è un arbusto o piccolo albero sempreverde della famiglia Hypericaceae (in passato inclusa nelle Clusiaceae), originario del Madagascar, di Mauritius e di gran parte dell’Africa tropicale e australe. Poiché per questa specie africana e malgascia non esiste un nome comune italiano consolidato, nel testo che segue si usa il binomio stesso. Il termine haronga resta riservato all’uso internazionale ormai affermato, accanto ai nomi inglesi dragon’s blood tree e orange-milk tree. La pianta attira l’attenzione per la linfa aranciata che fuoriesce quando la corteccia viene ferita. Foglie, corteccia e frutti entrano in diverse preparazioni della medicina tradizionale africana, che la apprezza per un ampio ventaglio di impieghi.

Nella tradizione popolare, Harungana madagascariensis viene impiegata per un lungo elenco di disturbi che comprende dissenteria, disturbi gastrointestinali, problemi del fegato e della cistifellea e infezioni di vario tipo. L’uso più riconosciuto riguarda la corteccia e la foglia per i fastidi digestivi, sempre inteso come dato della tradizione. La ricerca moderna ha indagato la composizione chimica della specie e ha individuato composti bioattivi che aiutano a spiegare una parte di questi impieghi. La maggior parte dei dati, però, proviene da prove di laboratorio e su animali, senza studi clinici che ne confermino l’efficacia nell’uomo. Tra le attività più studiate figurano quella antimicrobica, quella antinfiammatoria e quella antiossidante, sulle quali si concentra gran parte delle pubblicazioni scientifiche dedicate alla pianta.
Nomi Popolari e Internazionali di Harungana madagascariensis
I nomi riportati di seguito circolano soprattutto nelle pubblicazioni straniere e nel commercio internazionale di estratti vegetali. La specie non ha un nome comune consolidato né in italiano né in portoghese, e le denominazioni che talvolta compaiono in queste lingue sono per lo più traduzioni letterali dall’inglese.
- Francese: arbre lait orange, arbre sang-dragon, haronga.
- Inglese: dragon’s blood tree, haronga, orange-milk tree, praying hands bush.
- Italiano: albero latte arancio, albero sangue di drago, haronga.
- Portoghese: nessun nome comune registrato in Brasile; si usa il binomio Harungana madagascariensis o il termine internazionale haronga.
- Spagnolo: árbol leche naranja, árbol sangre de dragón, haronga.
- Tedesco: Drachenblutbaum, Haronga, Orangenmilchbaum.
Sinonimi Botanici di Harungana madagascariensis
Harungana madagascariensis Lam. ex Poir. è il nome botanico accettato, ma nel corso della sua storia tassonomica la specie ha accumulato diversi sinonimi. Questa varietà riflette riclassificazioni successive e le diverse interpretazioni dei botanici che hanno studiato il materiale raccolto in Africa e in Madagascar. Tra questi figurano i seguenti:
Arungana paniculata Pers., Haemocarpus paniculatus (Pers.) Spreng., Haronga madagascariensis (Lam. ex Poir.) Choisy, Haronga paniculata (Pers.) Lodd. ex Steud., Haronga paniculata f. oblongifolia Engl., Haronga paniculata var. oblongifolia (Engl.) De Wild., Harungana paniculata Pers., Harungana pubescens Poir., Harungana robynsii Spirlet, Psorospermum leonense Turcz.
Famiglia Botanica: Hypericaceae
La famiglia Hypericaceae, a cui appartiene Harungana madagascariensis, riunisce circa 9 generi e 560 specie distribuite soprattutto nelle regioni tropicali e subtropicali. Molte di queste specie erano in passato classificate nelle Clusiaceae (Guttiferae). Le piante del gruppo si distinguono per la presenza di ghiandole secretrici e per la produzione di composti dotati di un’attività biologica rilevante, come flavonoidi, xantoni e floroglucinoli, che spiegano buona parte dell’interesse farmacologico della famiglia. È anche la famiglia dell’iperico (Hypericum perforatum), una parentela che motiva l’avvertenza sulla fotosensibilità riportata nelle controindicazioni. Il prestigio di H. madagascariensis nella medicina tradizionale poggia invece sulle attività antinfiammatoria e antimicrobica studiate in laboratorio.
Parti Utilizzate di Harungana madagascariensis
La corteccia e la foglia concentrano l’uso tradizionale più riconosciuto della specie, mentre frutti, radice e linfa compaiono in preparazioni locali più specifiche, a seconda della regione e della finalità descritta da chi pratica la medicina tradizionale.
- Corteccia
- Foglie
- Frutti
- Linfa (lattice)
- Radice
Usi Etnobotanici e Tradizionali
Gli usi elencati di seguito corrispondono a testimonianze della medicina tradizionale africana e malgascia e non equivalgono a indicazioni comprovate. Per questo, condizioni come malaria, epatite, febbre tifoide, anemia, malattie cardiache e malattie sessualmente trasmissibili richiedono diagnosi e trattamento medico convenzionale. L’impiego più riconosciuto resta quello della corteccia e della foglia per i fastidi digestivi, anch’esso come dato della tradizione.
- Anemia
- Asma
- Cataratta
- Cefalee
- Diarrea
- Dismenorrea
- Dissenteria
- Dolore ai denti
- Epatite
- Febbre tifoide
- Ittero
- Malaria
- Malattie cardiache
- Malattie della pelle
- Malattie gastrointestinali
- Malattie parassitarie
- Malattie respiratorie
- Malattie sessualmente trasmissibili
- Problemi al pancreas
- Problemi epatici e della cistifellea
- Ulcere
Proprietà Terapeutiche di Harungana madagascariensis
Le proprietà che seguono riassumono attività descritte in studi di laboratorio e su animali o tramandate dalla tradizione, senza conferma in sperimentazioni cliniche sull’uomo. Per questo vanno lette come linee di ricerca e non come indicazioni d’uso.
- Antibatterico (attività osservata in estratti testati in laboratorio)
- Antifalcizzante (effetto sulla deformazione dei globuli rossi descritto in studi preliminari)
- Antifungino (attività osservata in saggi di laboratorio)
- Antinfiammatorio (effetto indagato in studi sperimentali)
- Antiossidante (capacità di neutralizzare i radicali liberi osservata in vitro)
- Antiparassitario (dato tradizionale, con attività osservata in laboratorio)
- Antiprotozoario (attività contro tricomonadi e plasmodio osservata in studi di laboratorio)
- Antivirale (attività riportata in studi preliminari)
- Cicatrizzante (uso tradizionale nella medicazione delle ferite)
- Epatoprotettivo (effetto sul fegato indagato in studi su animali)
- Immunomodulante (influenza sul sistema immunitario suggerita da studi preliminari)
- Lassativo (effetto attribuito agli antranoidi, come l’harunganina)
Profilo Fitochimico Dettagliato di Harungana madagascariensis
Tra i gruppi chimici individuati nella specie, gli antranoidi prenilati, come l’harunganina, meritano un’attenzione particolare perché sono responsabili dell’effetto lassativo della pianta. Figurano inoltre tra i composti più studiati nei saggi antimicrobici e antiossidanti, insieme a flavonoidi, tannini e xantoni.
- Alcaloidi
- Antocianine
- Antranoidi (harunganina)
- Fenoli
- Flavonoidi
- Floroglucinoli
- Glicosidi cardiaci
- Saponine
- Tannini
- Terpenoidi
- Xantoni
Forme di Preparazione e Somministrazione di Harungana madagascariensis
Nella tradizione, il decotto della corteccia e l’infuso delle foglie sono le forme più comuni di uso interno, mentre il cataplasma è riservato all’applicazione sulla pelle. Le preparazioni concentrate, come estratti e tinture, vanno usate solo su indicazione di un professionista sanitario.
- Cataplasma
- Decotto
- Estratto
- Infuso
- Macerato
- Tintura
Sinergia con Altre Piante Medicinali
Sostegno alla Funzione Epatica
Harungana madagascariensis può essere abbinata al cardo mariano (Silybum marianum), la cui silimarina è studiata per il suo effetto sulle cellule del fegato. L’abbinamento è usato per tradizione a sostegno della funzione epatica e biliare. Non esistono studi che valutino questa combinazione nell’uomo, e qualsiasi sospetto di epatite o di problemi alla cistifellea richiede una valutazione medica prima di ricorrere alle piante.
Fastidi Gastrointestinali
Per la dissenteria e altri disturbi intestinali, la tradizione associa la specie a piante ad azione astringente e antimicrobica, come la guaiava (Psidium guajava) o il melograno (Punica granatum). Questa combinazione viene impiegata tradizionalmente per alleviare diarrea e crampi, grazie alla somma dei tannini e degli altri composti bioattivi presenti nelle piante. Diarrea con sangue, febbre alta o segni di disidratazione richiedono assistenza medica, e l’abbinamento non sostituisce né la reidratazione né la terapia delle infezioni.
Infiammazioni e Dolori
Per le proprietà antinfiammatorie osservate in laboratorio, Harungana madagascariensis può essere associata all’artiglio del diavolo (Harpagophytum procumbens) o alla curcuma (Curcuma longa) in preparazioni tradizionalmente impiegate per alleviare dolori e infiammazioni articolari, muscolari e cutanee. La curcumina della curcuma e gli arpagosidi dell’artiglio del diavolo hanno meccanismi propri, tuttora oggetto di studio. La loro somma con H. madagascariensis, però, non è stata valutata in sperimentazioni cliniche, e chi assume anticoagulanti deve chiedere il parere di un professionista prima di combinarle.
Ricette e Protocolli di Utilizzo
Decotto Tradizionale della Corteccia
Ingredienti: una piccola quantità di corteccia essiccata di Harungana madagascariensis e acqua.
Preparazione: Far bollire la corteccia in acqua da 15 a 20 minuti e filtrare prima di bere. Questo decotto è usato tradizionalmente a sostegno della funzione epatica e biliare e per i fastidi digestivi. La tradizione lo impiega anche in casi di ittero ed epatite, condizioni che richiedono sempre accertamenti medici. Poiché la corteccia contiene antranoidi ad effetto lassativo e non è stata stabilita una dose priva di rischi, è bene consultare un professionista sanitario prima dell’uso e non protrarlo oltre 1 o 2 settimane consecutive.
Infuso Tradizionale delle Foglie
Ingredienti: una piccola quantità di foglie essiccate di Harungana madagascariensis e acqua bollente.
Preparazione: Versare l’acqua bollente sulle foglie, lasciare in infusione per 10 minuti e filtrare. Questo infuso è usato tradizionalmente per alleviare i sintomi di dissenteria, diarrea e altri fastidi gastrointestinali, sulla base delle proprietà antimicrobiche e astringenti attribuite alle foglie. La tradizione lo impiega anche per calmare l’apparato digerente. Poiché non è stata definita una frequenza d’uso priva di rischi, è bene consultare un professionista sanitario prima dell’uso e limitarlo a non più di 1 o 2 settimane consecutive.
Macerato Tradizionale della Radice
Ingredienti: una piccola quantità di radice essiccata di Harungana madagascariensis e acqua fredda.
Preparazione: Lasciare la radice a bagno in acqua fredda da 8 a 12 ore, di solito durante la notte, e filtrare prima di bere. Nella tradizione questa preparazione è legata all’anemia, perché la credenza popolare attribuisce alla radice composti che favorirebbero la formazione dei globuli rossi, un’idea non confermata da studi scientifici. Poiché l’anemia ha cause diverse e richiede una diagnosi, è bene consultare un professionista sanitario prima dell’uso e non sostituire la terapia indicata.
Tintura Tradizionale di Corteccia o Foglie
Ingredienti: 1 parte di corteccia o foglie essiccate di Harungana madagascariensis per 5 parti di alcol al 70%.
Preparazione: Unire la pianta essiccata all’alcol in un flacone di vetro scuro e lasciare macerare da 2 a 4 settimane, agitando ogni giorno, poi filtrare e conservare in un flacone scuro. La tintura è una forma concentrata di estrazione dei composti attivi e compare nella tradizione per infezioni e infiammazioni di vario tipo. Essendo più concentrata della tisana, la quantità da assumere va definita caso per caso, quindi è bene consultare un professionista sanitario ed evitarne l’uso per più di 1 o 2 settimane consecutive.
Le preparazioni sopra descritte seguono usi tradizionali e non sostituiscono il parere di un professionista. Prima di qualsiasi uso interno, consultare le controindicazioni e le interazioni descritte in questo articolo.
Terapie Associate
Fitoterapia Clinica
In fitoterapia clinica, Harungana madagascariensis compare sotto forma di estratti standardizzati, capsule o tinture rivolti soprattutto ai fastidi digestivi. In misura minore viene impiegata anche per disturbi epatici, infiammatori e infettivi, sempre sulla base della tradizione e di dati sperimentali. Il dosaggio viene di solito adattato alla concentrazione dei principi attivi e alla condizione di ciascun paziente. La fitoterapia moderna cerca di integrare il sapere tradizionale con le evidenze scientifiche disponibili, che nel caso di questa specie restano essenzialmente precliniche.
Medicina Tradizionale Africana
La specie occupa un posto centrale nella medicina tradizionale africana, in cui guaritori e comunità locali la utilizzano per un’ampia gamma di disturbi, dai problemi gastrointestinali e dalle febbri fino alle malattie della pelle e alle infezioni. Proprio per questa ampiezza di impieghi, in queste culture è considerata un rimedio versatile. I metodi di preparazione vanno dai decotti e dagli infusi ai cataplasmi e ai macerati e riflettono la profonda conoscenza etnobotanica di queste comunità. È la tradizione orale, unita alla pratica continua, a mantenere vivo questo uso di generazione in generazione.
Controindicazioni ed Effetti Collaterali di Harungana madagascariensis
Controindicazioni Generali
Harungana madagascariensis contiene antranoidi (harunganina) ad effetto lassativo e per questo è controindicata in gravidanza, durante l’allattamento, nei bambini e in caso di ostruzione intestinale. Inoltre non va usata per più di 1 o 2 settimane consecutive, poiché l’uso prolungato di lassativi antranoidici può provocare una perdita di elettroliti. Anche in presenza di dolore addominale senza diagnosi la pianta va evitata fino alla valutazione medica. La mancanza di studi di sicurezza su donne in gravidanza e in allattamento giustifica ulteriormente questa restrizione, a tutela del feto e del neonato. Chi ha un’ipersensibilità nota alle piante della famiglia Hypericaceae o a qualsiasi componente della specie deve astenersi dall’uso. Chi soffre di malattie epatiche o renali preesistenti deve consultare un professionista sanitario prima di qualsiasi preparazione, per il possibile impatto su questi organi.
Fotosensibilità
Poiché appartiene alla famiglia Hypericaceae, la stessa dell’iperico (Hypericum perforatum), Harungana madagascariensis può causare fotosensibilità, cioè reazioni esagerate della pelle alla luce solare, come arrossamento, bruciore e macchie. Durante l’uso è necessario evitare l’esposizione solare intensa, comprese le lampade abbronzanti, e raddoppiare la cautela nelle persone di pelle chiara o che assumono già farmaci fotosensibilizzanti. In caso di qualsiasi reazione cutanea è opportuno sospendere la pianta e rivolgersi a un professionista sanitario.
Interazioni Farmacologiche
La pianta può interagire con i farmaci, soprattutto con quelli metabolizzati dal fegato, poiché la varietà di fitocomposti presenti può alterarne l’efficacia o la tossicità. Chi assume anticoagulanti, ipoglicemizzanti e altri farmaci per il diabete, antipertensivi o immunosoppressori deve chiedere il parere del medico prima di usare la specie. Lo stesso vale per chi assume diuretici o farmaci per il cuore, perché la perdita di potassio associata ai lassativi antranoidici può aggravare gli effetti avversi di questi medicinali.
Curiosità e Fatti Storici
In inglese Harungana madagascariensis è chiamata dragon’s blood tree per via della linfa, da arancione a rossastra, che fuoriesce quando la corteccia viene incisa. Questa caratteristica ne facilita l’identificazione sul campo e ha portato all’uso tradizionale della linfa come colorante e nei rituali. Il nome inglese non va confuso con il sangue di drago noto in Brasile, che corrisponde al lattice di Croton lechleri e di altre specie di Croton, né con la resina degli alberi del genere Dracaena, piante prive di stretta parentela con H. madagascariensis.
Lo stesso nome del genere deriva da harongana, nome malgascio della pianta. La specie è nota anche come pioniera in grado di colonizzare aree degradate, il che le conferisce interesse ecologico nei progetti di ripristino forestale. I suoi frutti, pur non essendo commestibili per l’uomo, nutrono uccelli e altri animali che disperdono i semi e contribuiscono a mantenere la biodiversità locale. Questa resilienza e questa adattabilità rendono la specie rilevante sia per l’ecologia sia per la ricerca medicinale.
Domande Frequenti su Harungana madagascariensis
Harungana madagascariensis Può Essere Usata in Gravidanza?
No, la specie è controindicata in gravidanza, durante l’allattamento e nei bambini, perché contiene antranoidi ad effetto lassativo e non esistono studi che ne dimostrino la sicurezza per il feto o il neonato. In caso di dubbi in questi periodi, è bene consultare un professionista sanitario prima di usare qualsiasi pianta medicinale.
Quali Parti di Harungana madagascariensis Si Utilizzano?
Le parti più usate sono la corteccia e le foglie, che concentrano l’uso tradizionale più riconosciuto, seguite dalla radice, mentre frutti e linfa compaiono in preparazioni locali più specifiche. Ogni parte contiene concentrazioni diverse di composti bioattivi e di solito viene preparata come decotto, infuso o tintura, secondo la tradizione di ciascuna regione.
Harungana madagascariensis Ha Effetti Collaterali?
Sì, perché gli antranoidi della pianta hanno effetto lassativo e possono causare fastidi intestinali, soprattutto con l’uso prolungato, motivo per cui non si devono superare 1 o 2 settimane consecutive. Possono inoltre comparire reazioni allergiche nelle persone sensibili alle piante della famiglia Hypericaceae, fotosensibilità e interazioni con farmaci come gli anticoagulanti, per cui il parere di un professionista sanitario è indispensabile.
Perché Harungana madagascariensis Richiede Cautela con il Sole?
Poiché appartiene alla famiglia Hypericaceae, la stessa dell’iperico, la pianta può causare fotosensibilità e rendere la pelle più reattiva alla luce solare. Durante l’uso è bene evitare l’esposizione solare intensa e sospendere la pianta se compaiono arrossamento, bruciore o macchie, rivolgendosi a un professionista sanitario.
Harungana madagascariensis Ha un Nome Comune in Italiano?
Per questa specie africana e malgascia non esiste un nome comune italiano consolidato, per cui la scelta più sicura è il binomio scientifico. Il termine haronga, di uso internazionale ormai affermato, è il più diffuso, ma non va confuso con il sangue di drago noto in Brasile, ricavato da specie di Croton.
Come Si Usa Harungana madagascariensis nei Problemi del Fegato?
Nella tradizione, il decotto della corteccia è impiegato in casi di ittero ed epatite, e studi sperimentali indagano una possibile azione epatoprotettiva legata a flavonoidi, xantoni e altri composti della pianta. Questi dati non sono ancora stati confermati nell’uomo, e le malattie del fegato richiedono diagnosi e controllo medico, per cui la pianta non sostituisce la terapia convenzionale.
Avviso: questo contenuto è informativo e non sostituisce il parere di un professionista sanitario. Consultare un medico o un fitoterapeuta prima di usare piante medicinali, soprattutto in gravidanza, durante l’allattamento o in caso di assunzione di farmaci.
Come citare questo articolo
NATUGREENS. Harungana madagascariensis: Proprietà e Benefici. Natugreens, 3 nov. 2026. Disponível em: https://natugreens.com/it/haronga-harungana-madagascariensis-it/. Consultato il: 4 nov. 2026.
Natugreens. (2026). Harungana madagascariensis: Proprietà e Benefici. Natugreens. https://natugreens.com/it/haronga-harungana-madagascariensis-it/
Riferimenti e Studi Scientifici
- PMC2008 Iwalewa EO, et al. Anti-protozoan activities of Harungana madagascariensis stem bark extract on trichomonads and malaria. J Ethnopharmacol. 2008.
- PMC2016 Kengni F, et al. Antityphoid properties and toxicity evaluation of Harungana madagascariensis Lam (Hypericaceae) aqueous leaf extract. J Ethnopharmacol. 2016.
- PMC2005 Kouam SF, et al. Prenylated anthronoid antioxidants from the stem bark of Harungana madagascariensis. Phytochemistry. 2005.
- PMC2025 Mouozong R, et al. Phytochemical Composition, Antibacterial Activity, Modes of Action, and Antibiotic Resistance-Modifying Effects of Harungana madagascariensis (Hypericaceae) Against Multidrug-Resistant Pseudomonas aeruginosa. Scientifica (Cairo). 2025.
- PMC2016 Tankeo SB, et al. Antibacterial activities of the methanol extracts, fractions and compounds from Harungana madagascariensis Lam. ex Poir. (Hypericaceae). J Ethnopharmacol. 2016.
