La Rumex acetosella è un’erba perenne di piccola taglia della famiglia delle Polygonaceae, la stessa stirpe del grano saraceno e del rabarbaro, riconoscibile sul campo per le foglie a punta di lancia e per il sapore francamente acido che le è valso il nome di romice acetosella. La specie è originaria dell’Europa e dell’Asia occidentale temperata, ma ha seguito l’espansione agricola europea e oggi si trova naturalizzata in quasi tutte le regioni temperate e subtropicali del pianeta, dall’Artico canadese alle isole subantartiche.
Ciò che rende la pianta notevole non è la statura, che di rado supera i quaranta centimetri, bensì la combinazione di strategie che le ha permesso di prosperare dove poche erbacee riescono a insediarsi. Si moltiplica per seme e per gemme avventizie formate su radici striscianti, tollera suoli sabbiosi, acidi e poveri di basi, costituisce banche di semi che restano vitali per decenni e risponde alla lavorazione del terreno producendo più getti di quanti ve ne fossero prima. Questa resistenza ha fatto della romice acetosella una delle piante spontanee più studiate dell’agronomia temperata, segnalata in almeno settanta paesi.
Dal punto di vista tassonomico, la Rumex acetosella è assai più complicata di quanto lasci intendere il suo aspetto modesto. Il nome copre un complesso poliploide con razze diploidi, tetraploidi, esaploidi e ottoploidi la cui delimitazione in sottospecie resta oggetto di revisione. Questa scheda raccoglie la classificazione confermata nell’IPNI e in Plants of the World Online, la morfologia secondo i trattamenti floristici primari, la distribuzione documentata, il comportamento agronomico, la fenologia, la composizione chimica descrittiva, la documentazione storica e la situazione di conservazione della specie.
Il romice-acetosella è un'erba perenne di piccola taglia della famiglia delle Polygonaceae, la stessa stirpe del grano saraceno e del rabarbaro.

Originario dell'Europa e dell'Asia occidentale temperata, il romice-acetosella è oggi naturalizzato in quasi tutte le regioni temperate e subtropicali del pianeta.
Tassonomia
Il binomio Rumex acetosella fu pubblicato da Carlo Linneo in Species Plantarum, volume 1, pagina 338, nel 1753, e resta il nome accettato in Plants of the World Online, dei Royal Botanic Gardens Kew, con identificativo IPNI 224391-2. La gerarchia qui adottata segue il POWO, con la collocazione di classe registrata secondo la Flora e Funga do Brasil, che applica la circoscrizione più consueta nella letteratura brasiliana.
- Regno: Plantae
- Divisione: Tracheophyta
- Classe: Magnoliopsida
- Ordine: Caryophyllales
- Famiglia: Polygonaceae A. Juss.
- Sottofamiglia: Polygonoideae
- Tribù: Rumiceae
- Genere: Rumex L.
- Specie: Rumex acetosella L., Sp. Pl. 1: 338 (1753)
Va registrato che le banche dati divergono al livello di classe: il POWO colloca la specie in Equisetopsida, sottoclasse Magnoliidae, all’interno di una classificazione ampia delle piante vascolari, mentre la Flora e Funga do Brasil impiega Magnoliopsida. La divergenza riguarda l’assetto formale tra banche dati e non tocca l’identità della specie.
Sinonimi
Plants of the World Online riconosce sei sinonimi omotipici, tutti derivati dal tipo linneano e tutti frutto di trasferimenti di genere proposti fra il Settecento e il Novecento:
- Acetosa acetosella (L.) Mill.
- Acetosella acetosella (L.) Small
- Lapathum acetosella (L.) Scop.
- Pauladolfia acetosella (L.) Börner
- Rumex acetosella var. vulgaris Roth
- Rumex infestus Salisb.
Il trattamento della Flora of North America aggiunge inoltre Acetosa hastata Moench e Acetosella vulgaris Fourr. alla sinonimia della specie, il che illustra quanto le scuole tassonomiche varino nell’assorbire i segregati di Rumex.
Sottospecie Accettate
Sei sottospecie risultano accettate nel POWO, e la distinzione fra esse poggia soprattutto sul numero cromosomico, sulla forma dei lobi basali della foglia e sull’aderenza dei tepali interni all’achenio:
- Rumex acetosella subsp. acetosella
- Rumex acetosella subsp. acetoselloides (Balansa) Den Nijs
- Rumex acetosella subsp. angiocarpus (Murb.) Murb.
- Rumex acetosella subsp. arenicola Y. Mäkinen ex Elven
- Rumex acetosella subsp. multifidus (L.) Schübl. & G. Martens
- Rumex acetosella subsp. pyrenaicus (Pourr. ex Lapeyr.) Akeroyd
La razza a distribuzione quasi cosmopolita, quella che predomina fra le popolazioni naturalizzate fuori dall’Eurasia, è esaploide, ha lobi fogliari laterali non multifidi e presenta angiocarpia, ossia tepali interni aderenti al frutto maturo. Per decenni è stata chiamata Rumex angiocarpus Murb. oppure subsp. angiocarpus, attribuzione che la revisione di den Nijs, nel 1984, e la nomenclatura fissata da Akeroyd, nel 1991, hanno corretto in subsp. pyrenaicus.
Etimologia
Il nome generico Rumex viene dal latino classico, dove gli autori romani lo applicavano alle acetoselle e ai romici, ed è spesso accostato al termine che designava un tipo di giavellotto, allusione alla sagoma delle foglie sagittate. L’epiteto acetosella è il diminutivo di acetosa, aggettivo latino formato su acetum, aceto, e rinvia al tempo stesso al sapore acido delle foglie e alla taglia minore della pianta rispetto all’acetosa coltivata, Rumex acetosa.
Descrizione Morfologica
Si tratta di un’erba perenne glabra, con radice principale verticale e radici orizzontali striscianti che emettono gemme avventizie. I fusti nascono in numero variabile dalla base, sono eretti o ascendenti, si ramificano nella metà superiore e raggiungono dai dieci ai quaranta centimetri di altezza, eccezionalmente quarantacinque. Le colonie fitte che la specie forma sui suoli aperti derivano quasi sempre da un singolo individuo diffuso per via vegetativa, e non da molte plantule vicine. La pianta è dioica, con individui maschili e femminili separati.
Foglie
Le foglie sono la struttura diagnostica più affidabile. La lamina misura da due a sei centimetri di lunghezza per tre millimetri a due centimetri di larghezza, con contorno che varia da obovato-oblungo a lanceolato, talvolta quasi lineare. La base è astata, con due lobi divergenti interi o a volte multifidi, benché esistano foglie prive di lobi evidenti e con base largamente cuneata. Il margine è intero e piano, l’apice acuto oppure ottuso. La colorazione va dal verde chiaro al verde medio e assume tonalità rossastre su suoli molto acidi o in condizioni di stress idrico. Alla base del picciolo si trova un’ocrea, la guaina membranosa tubolare caratteristica delle Polygonaceae, brunastra nella porzione inferiore e argentea e lacerata nella metà superiore.
Fiori
L’infiorescenza è terminale, occupa in genere i due terzi distali del fusto e forma una pannocchia lassa e interrotta, larga o stretta secondo il vigore della pianta. I pedicelli misurano da uno a tre millimetri e i fiori si dispongono in verticilli di cinque-otto unità, occasionalmente di tre-dieci. I tepali interni si accrescono poco o per nulla alla maturazione e misurano da 1,2 a 1,7 millimetri di lunghezza per 0,5-1,3 millimetri di larghezza, con base cuneata e apice ottuso o subacuto. I fiori maschili mostrano una tonalità giallastra che arrossa all’antesi, mentre quelli femminili passano dal verdastro al rosso brunastro man mano che fruttificano, il che conferisce ai campi infestati la tinta ruggine tipica della fine della primavera.
Frutti e Semi
Il frutto è un achenio trigono, liscio e lucente, bruno o bruno scuro, lungo da 0,9 a 1,5 millimetri e largo da 0,6 a 0,9 millimetri. Nelle razze angiocarpiche i tepali interni restano aderenti all’achenio maturo e non se ne staccano con facilità, mentre in quelle gimnocarpiche il frutto si libera nudo. L’assenza di valve fruttifere espanse e di tubercoli cospicui separa la specie dalla maggior parte delle altre acetoselle e romici del genere.
Radice e Fusto
Il sistema sotterraneo unisce un asse verticale legnoso alla base della pianta a organi orizzontali che percorrono lo strato superficiale del terreno e portano gemme capaci di dare nuovi getti aerei. La natura di questi organi è descritta in modo variabile nella letteratura, ora come rizomi striscianti, come nel trattamento della Flora of North America, ora come radici gemmifere, come nella rassegna agronomica canadese dedicata alla specie, e la distinzione ha conseguenze pratiche solo per chi studia l’anatomia del sistema. Questa architettura spiega la persistenza della pianta: piccoli frammenti staccati dall’erpicatura o dalla sarchiatura rigenerano individui completi, e lavorare il terreno funziona da metodo di moltiplicazione anziché di controllo. I fusti aerei sono sottili, solcati longitudinalmente e spesso rossastri alla base.
Distribuzione e Habitat del Romice-acetosella
L’areale nativo della Rumex acetosella corrisponde all’Eurasia temperata, con un probabile centro di diversificazione nell’Europa meridionale e nell’Asia sudoccidentale, la regione in cui il complesso poliploide mostra la maggiore variazione. Fuori da quella fascia, tutte le popolazioni note derivano da introduzione, soprattutto come contaminante di sementi, foraggio e zavorra agricola a partire dal Cinquecento. La Flora of North America è esplicita nel classificare la specie come introdotta in tutto il continente nordamericano, dalla Groenlandia e dallo Yukon fino alla Florida e al Texas, il che corregge un’attribuzione di nativismo americano che circola ancora nelle fonti secondarie.
In Brasile, la Flora e Funga do Brasil registra la specie come naturalizzata e non endemica in sei stati, tutti nel dominio della Foresta Atlantica: Minas Gerais, Paraná, Rio de Janeiro, Rio Grande do Sul, Santa Catarina e São Paulo. I tipi di vegetazione associati sono aree antropizzate, praterie d’altitudine, foresta ombrofila e foresta ombrofila mista, il che descrive bene la nicchia della pianta nel paese, legata ai pascoli d’altura, agli arbusteti secondari e ai bordi stradali delle regioni montane dal clima mite.
L’habitat preferenziale riunisce bordi di strada, campi coltivati, terreni incolti, aree disturbate, tappeti erbosi, prati, massicciate ferroviarie e rive sabbiose o fangose, quasi sempre su suoli acidi. L’ampiezza altitudinale va dal livello del mare a circa 2.700 metri. La presenza abbondante della romice acetosella funziona da bioindicatore di acidità: segnala suoli poveri di basi scambiabili, con pH basso e tenori elevati di alluminio e manganese disponibili, condizione che limita la maggior parte delle colture commerciali e delle foraggere.
In diverse giurisdizioni la pianta compare negli elenchi di specie esotiche invasive. La Global Invasive Species Database documenta invasione in Australia, Canada, Groenlandia, isole Falkland, Nuova Zelanda, isola della Riunione, Sant’Elena, Sudafrica e Georgia del Sud e Isole Sandwich Australi, con formazione di popolamenti densi che spiazzano graminacee ed erbe native e rallentano la successione naturale.
Coltivazione
La romice acetosella si coltiva soltanto su scala domestica o in collezioni di ortaggi non convenzionali, dato che non esistono cultivar commerciali selezionate della specie. Nell’orticoltura europea il ruolo di ortaggio da foglia è spettato storicamente a parenti dalla foglia più ampia, anzitutto Rumex acetosa e Rumex patientia. Chi la tiene in coltivazione lavora dunque con materiale selvatico, e l’attenzione principale ricade sul contenimento, perché la pianta sfugge dalle aiuole con grande facilità.
La propagazione vegetativa è la via più efficiente e avviene per divisione delle radici orizzontali, che radicano se piantate a pochi centimetri di profondità. La propagazione per seme richiede terreno smosso ed esposizione alla luce, requisito che rispecchia il comportamento della specie come colonizzatrice di aree disturbate. I semi sono piccoli e prodotti in gran numero, e ogni fusto fiorifero può generarne da centoventiquattro a centocinquanta, con rilievi francesi di oltre milleseicento per fusto.
Quanto alle esigenze, la pianta chiede pieno sole e non tollera l’ombreggiamento prolungato, preferisce suoli sabbiosi, ben drenati, poveri di nutrienti e con pH fra 4,5 e 6,5, e fa a meno dell’irrigazione nei climi a piovosità moderata. La rusticità al freddo è notevole e comprende popolazioni insediate a latitudini subartiche. Fra gli organismi associati, la fauna di insetti è dominata da specialisti delle Polygonaceae: le larve di Ametastegia equiseti consumano le foglie, quelle di Apion si nutrono sulle radici e inducono galle sulle infiorescenze, e Rhinoncus castor compie parte del ciclo sulla pianta. Fra i funghi, la ruggine Uromyces acetosae parassita i tessuti vivi, Ramularia pratensis provoca maculature fogliari e Venturia rumicis compare sulle foglie senescenti. Il crisomelide Gastrophysa viridula, molto citato come agente di lotta biologica nel genere, è associato soprattutto a Rumex crispus e Rumex obtusifolius, e non alla romice acetosella.
Dove la pianta viene raccolta, il materiale prelevato sono le giovani foglie basali, staccate prima dell’allungamento dei fusti fiorali, quando la lamina è ancora tenera. In ambito agricolo l’interesse è di solito opposto a quello della coltivazione. Le strategie di gestione documentate per ridurre l’infestazione nei pascoli combinano la calcitazione per innalzare il pH, la correzione della fertilità e l’insediamento di una copertura vegetale densa e competitiva. Il controllo meccanico da solo tende ad aggravare il problema, perché frammenta le radici, e tanto il fuoco quanto il pascolamento intenso favoriscono l’espansione dei popolamenti.
Fenologia
Nell’emisfero settentrionale la fioritura si concentra fra primavera ed estate, con un picco da maggio ad agosto secondo la latitudine. Nelle popolazioni naturalizzate del sud e del sud-est del Brasile il calendario si inverte e l’emissione dei fusti fioriferi avviene dalla primavera all’estate australe, all’incirca da ottobre a febbraio. La fruttificazione segue da vicino la fioritura, e le piante femminili assumono la caratteristica colorazione rossastra quando gli acheni maturano.
Essendo dioica, la specie dipende interamente dall’impollinazione incrociata, affidata al vento. I fiori non hanno nettari funzionali né richiami visivi per gli insetti, e la compensazione arriva dal volume di polline: le stime attribuiscono a una sola pianta la produzione di centinaia di milioni di granuli. Questa abbondanza ha una conseguenza sanitaria nota, poiché il polline di Rumex è un aeroallergene riconosciuto e figura fra gli induttori moderati di rinite allergica stagionale nelle regioni dove la pianta abbonda.
La dispersione degli acheni è prevalentemente passiva, per gravità, ai piedi della pianta madre, il che produce chiazze fitte anziché una colonizzazione diffusa. La dispersione a distanza dipende da vettori secondari, fra i quali l’acqua corrente, l’adesione al pelo e agli zoccoli degli animali, il fieno contaminato, le piantine di vivaio, i pneumatici e le macchine agricole. A chiudere il ciclo, la banca del seme è notevolmente persistente: è documentata la germinazione di semi recuperati sotto un popolamento di Pinus strobus di oltre ottant’anni, e prove controllate mostrano vitalità conservata dopo più di un decennio di interramento, con l’umidità del substrato quale principale determinante della longevità.
Specie Affini e Confusioni
Il genere Rumex riunisce circa duecento specie delle regioni temperate, diverse delle quali naturalizzate in Brasile, e l’identificazione della romice acetosella richiede attenzione ai parenti prossimi e ad alcuni sosia di altre famiglie.
- Convolvulus arvensis e vilucchi affini: condividono il contorno fogliare sagittato, ma sono rampicanti volubili, dal fiore infundibuliforme e vistoso, e non possiedono l’ocrea alla base del picciolo. L’assenza di quella guaina membranosa scioglie il dubbio all’istante.
- Oxalis spp.: portano in italiano proprio il nome di acetosella, e questa è la confusione più insidiosa della specie, tanto più che il sapore acido è simile e dovuto anch’esso agli ossalati. Hanno però foglie trifogliate con foglioline obcordate e fiori con cinque petali liberi, appartengono alle Oxalidaceae e non sono parenti stretti di Rumex.
- Rumex acetosa: l’acetosa coltivata è più robusta, arriva al metro di altezza, ha foglie ben più grandi con lobi basali rivolti verso il basso anziché divergenti, e produce valve fruttifere nettamente espanse a maturità.
- Rumex crispus: il romice crespo supera agevolmente il metro, ha foglie oblunghe dal margine fortemente ondulato, prive di lobi basali, e radice fittonante spessa e giallastra.
- Rumex obtusifolius: presenta foglie grandi a base cordata, valve fruttifere dentate e taglia assai superiore, e occupa suoli ricchi e umidi, al contrario della predilezione della romice acetosella per i terreni poveri e acidi.
All’interno dello stesso complesso acetosella, la separazione delle sottospecie non si risolve a occhio nudo con sicurezza. Dipende dal conteggio cromosomico, dall’esame dell’aderenza dei tepali all’achenio e dalla forma dei lobi fogliari, e persino gli specialisti divergono sui limiti fra le razze.
Fitochimica
La composizione chimica della romice acetosella segue il modello del genere Rumex, nel quale sono state descritte oltre centotrenta molecole, distribuite fra antranoidi, naftaleni, flavonoidi, stilbenoidi, terpenoidi e composti fenolici diversi. La descrizione che segue è strettamente compositiva e non implica alcun effetto sugli organismi.
- Antrachinoni e antranoidi: crisofanolo, emodina e fisciona figurano fra i derivati identificati, con concentrazione disuguale fra gli organi. Le analisi per cromatografia liquida su estratti metanolici mostrano che le radici sono la frazione più ricca di antranoidi, le foglie occupano una posizione intermedia e i frutti sono i più poveri.
- Catechine e proantocianidine: l’epigallocatechina compare fra i composti registrati nelle radici, accanto a tannini condensati.
- Flavonoidi: la quercetina e i suoi glicosidi, oltre alla miricetina e a derivati di flavoni come apigenina e luteolina, si trovano soprattutto nelle foglie, che concentrano i tenori più alti di flavonoidi fra gli organi della pianta.
- Ossalati e acido ossalico: distribuiti fra foglie e fusti, rendono conto del sapore acido che caratterizza la specie e del suo nome popolare in diverse lingue.
- Steroli: il gamma-sitosterolo compare come componente maggioritario nelle analisi della parte aerea per gascromatografia accoppiata a spettrometria di massa.
Un punto di sicurezza va registrato al presente, e non come episodio storico. Le foglie e i fusti accumulano ossalati solubili, e l’ingestione di grandi quantità di materiale verde provoca intossicazione in ovini, bovini ed equini, con casi mortali documentati su pascoli fortemente infestati. Per la stessa ragione la pianta è elencata come tossica per cani, gatti e cavalli nelle banche dati di riferimento sulle piante a rischio per gli animali da compagnia.
Storia ed Etnobotanica
La specie entrò nella nomenclatura botanica moderna con Linneo, nel 1753, ma circolava molto prima nella letteratura erboristica europea sotto nomi vernacolari legati all’acidità delle foglie. Nell’Antichità e nel Medioevo, autori greco-latini e compilatori medievali trattarono insieme diverse piante dal sapore acido sotto designazioni come oxalis, il che rende rischioso attribuire le menzioni antiche specificamente alla Rumex acetosella anziché a congeneri o a Oxalidaceae.
Nelle economie contadine del nord e dell’est dell’Europa, i registri etnografici descrivono il consumo delle foglie giovani come alimento selvatico, crude o incorporate a zuppe, con particolare rilievo nelle tradizioni irlandese, scandinava e slava. La pianta si raccoglieva su terreni poveri dove le colture di sussistenza fallivano, e la sua disponibilità negli anni di carestia le conferì il ruolo di risorsa alimentare supplementare. In Nordamerica, fonti etnobotaniche dell’Ottocento e del primo Novecento documentano che popoli indigeni, fra i quali Algonchini, Cherokee e Irochesi, impiegavano foglie e fusti della pianta ormai naturalizzata nella loro alimentazione.
Nel Novecento la romice acetosella acquisì notorietà di altro ordine entrando nella miscela di quattro piante divulgata come Essiac, composta dall’infermiera canadese Rene Caisse negli anni Venti e da lei ricondotta al sapere erboristico ojibwa. Gli altri componenti registrati nella formula erano la radice di Arctium lappa, la corteccia di Ulmus rubra e la radice di Rheum palmatum. L’episodio interessa qui come fatto della storia culturale delle piante e della circolazione di formule erboristiche nel Canada fra le due guerre.
Conservazione
La Rumex acetosella non dispone di una valutazione globale pubblicata nella Lista Rossa dell’IUCN, situazione che la mantiene formalmente come non valutata. L’assenza di valutazione, in questo caso, non indica una lacuna di conoscenza sulla specie bensì l’assenza di qualsiasi motivo di preoccupazione: si tratta di una pianta abbondante, dall’areale amplissimo, con popolazioni documentate come stabili o in espansione nel suo areale nativo. La specie non compare nemmeno negli allegati della CITES.
L’agenda di conservazione legata alla romice acetosella è, in pratica, rovesciata. L’interesse ricade sugli impatti che essa causa fuori dall’areale nativo, dove forma popolamenti densi che competono con la flora nativa in praterie, dune e isole oceaniche, e dove la persistenza della banca del seme e il ricaccio da frammenti di radice ostacolano i programmi di ripristino. Negli ecosistemi insulari e nelle praterie d’altitudine, ambienti a flora specializzata e a bassa ridondanza funzionale, l’effetto si avverte di più.
In Brasile la specie figura nella Flora e Funga do Brasil come naturalizzata in sei stati, priva di statuto di protezione e assente dagli elenchi ufficiali di specie minacciate, situazione coerente con la sua condizione di pianta esotica ben insediata nelle aree antropizzate.
Curiosità
- La romice acetosella è uno degli esempi classici di complesso poliploide fra le piante con fiore, con razze che vanno da 2n uguale a 14 fino a 2n uguale a 56, cioè dal diploide all’ottoploide, tutte raccolte sotto lo stesso nome di specie.
- La banca del seme della specie è fra le più longeve documentate per le erbacee di clima temperato. Alcuni semi germinarono dopo essere stati recuperati dal suolo sotto un popolamento di pino strobo di oltre otto decenni, il che significa che erano rimasti interrati da prima dell’impianto degli alberi.
- La tinta ruggine che invade campi interi a fine primavera non viene dal fogliame secco bensì dalle piante femminili in fruttificazione, che arrossano in massa e tradiscono da lontano l’estensione dell’infestazione.
- I tecnici agricoli usano l’abbondanza della pianta come lettura rapida del suolo. Dove essa domina, ci si aspetta pH basso, saturazione in basi ridotta e alluminio disponibile a tenori che limitano le foraggere convenzionali.
- Malgrado la taglia minuscola, una sola pianta può liberare centinaia di milioni di granuli di polline per stagione, contributo di rilievo al calendario degli aeroallergeni delle regioni temperate dove la specie è comune.
Avviso: questo contenuto è informativo e non sostituisce il parere di un professionista sanitario. Consultare un medico o un fitoterapeuta prima di usare piante medicinali, soprattutto in gravidanza, durante l’allattamento o in caso di assunzione di farmaci.
Riferimenti e Studi Scientifici
Vedi Tutti i 9 Riferimenti Citati
Studi Scientifici Peer-Reviewed (1)
- DOI2011 Stopps, G. J., White, S. N., Clements, D. R., Upadhyaya, M. K. The biology of Canadian weeds. 149. Rumex acetosella L. Canadian Journal of Plant Science, 91(6), 1037-1052. 2011. ↗
Letture Complementari (8)
- 1991 Akeroyd, J. R. Protologo di Rumex acetosella subsp. pyrenaicus (Pourr. ex Lapeyr.) Akeroyd. Botanical Journal of the Linnean Society, 106(2): 99. 1991.
- 1984 den Nijs, J. C. M. Protologo di Rumex acetosella subsp. acetoselloides (Balansa) den Nijs. Feddes Repertorium, 95(1-2): 60. 1984.
- Flora e Funga do Brasil. Rumex acetosella L. Orto Botanico di Rio de Janeiro. ↗
- Global Invasive Species Database. Rumex acetosella. IUCN SSC Invasive Species Specialist Group. ↗
- International Plant Names Index. Rumex acetosella L., scheda 224391-2. The Royal Botanic Gardens Kew, The Harvard University Herbaria e Australian National Herbarium. ↗
- Linneo, C. Species Plantarum, vol. 1, p. 338. Stoccolma. 1753.
- 2005 Mosyakin, S. L. Rumex acetosella. In: Flora of North America Editorial Committee (a cura di). Flora of North America North of Mexico, vol. 5. New York e Oxford. 2005. ↗
- Plants of the World Online. Rumex acetosella L. Royal Botanic Gardens Kew. ↗
