Carthamus tinctorius L. / Cartamo, conosciuto popolarmente anche come zafferanone, è una pianta erbacea annuale della famiglia delle Asteraceae descritta da Linneo nel 1753. Originaria delle regioni aride dell’Asia meridionale, della Cina, dell’India, dell’Iran e dell’Egitto, la specie si è diffusa in diversi continenti grazie ai suoi molteplici usi, sia medicinali sia industriali. Coltivata da millenni, la pianta compare nelle testimonianze storiche dell’Antico Egitto, dove serviva come colorante e faceva parte dei rituali funerari. I suoi fiori, che vanno dal giallo all’arancio-rossastro, sono la parte più apprezzata della pianta, sia per l’estrazione dei pigmenti sia per le applicazioni fitoterapiche.

Nella tradizione erboristica il cartamo occupa un posto di rilievo in culture come quella indiana e quella cinese, che lo impiegano per un’ampia gamma di disturbi, dai problemi mestruali a quelli cardiovascolari. La ricerca scientifica moderna sta indagando molte di queste indicazioni e descrive una composizione fitochimica ricca, che comprende flavonoidi, glicosidi feniletanoidi e acidi grassi, sostanze associate alle attività antiossidante, antinfiammatoria e anticoagulante osservate negli studi sperimentali. Questo insieme di dati fa del cartamo una pianta medicinale di grande interesse per la scienza, anche se la maggior parte delle prove proviene ancora da studi di laboratorio e su animali, e non da sperimentazioni cliniche sull’uomo.
Nomi Popolari e Internazionali del Cartamo
I nomi del cartamo nelle diverse lingue riflettono quasi sempre il paragone con lo zafferano vero e l’antico impiego dei fiori in tintoria, come mostrano le forme usate in ciascuna lingua.
- Francese: carthame, safran bâtard, safran des teinturiers.
- Inglese: dyer’s saffron, false saffron, safflower.
- Italiano: cartamo, zafferanone.
- Portoghese: açafrão-agreste, açafrão-bastardo, açafrão-bravo, açafrão-dos-tintureiros, açafroa, açafrol, cártamo.
- Spagnolo: alazor, azafrán bastardo, cártamo.
- Tedesco: Färberdistel, Saflor.
Sinonimi Botanici di Carthamus tinctorius
Il nome Carthamus tinctorius L. è il nome botanico accettato per questa specie, ma nel corso della storia della botanica le sono stati attribuiti diversi sinonimi, che riflettono sia le variazioni morfologiche della pianta sia le diverse interpretazioni tassonomiche di ciascuna epoca. Tra i sinonimi meno comuni figurano i seguenti nomi:
- Carthamus glaber Burm.f.
- Carthamus tinctorius var. inermis (Hegi) Schmalh.
- Carthamus tinctorius var. spinosus (Hegi) Schmalh.
Le due varietà citate si riferiscono principalmente alla presenza o all’assenza di spine sulle foglie e sulle brattee della pianta, caratteristiche che possono influire sul contenuto di olio dei semi e che aiutano a distinguere i tipi coltivati.
Famiglia Botanica: Asteraceae
La famiglia delle Asteraceae, nota anche come Compositae, è una delle più grandi e diversificate famiglie di piante da fiore, con circa 1.900 generi e oltre 32.000 specie diffuse in tutto il mondo. Il suo tratto più caratteristico è l’infiorescenza chiamata capolino, in cui numerosi piccoli fiori, i flosculi, sono fittamente raggruppati e formano una struttura che ricorda un unico fiore. La famiglia comprende molte piante di grande importanza economica, come il girasole, la lattuga e il carciofo, oltre a numerose specie con un uso medicinale consolidato dalla tradizione.
In quanto membro delle Asteraceae, il cartamo condivide le caratteristiche morfologiche tipiche del gruppo, tra cui i fiori tubulosi e la presenza di brattee che avvolgono il capolino. La famiglia si distingue inoltre per la produzione di un’ampia gamma di composti bioattivi, come lattoni sesquiterpenici, flavonoidi e oli essenziali, che sono alla base delle proprietà attribuite a molte delle sue specie. Questa diversità fitochimica è oggetto di intense ricerche volte allo sviluppo di nuovi fitofarmaci e integratori.
Parti Utilizzate del Cartamo
Sebbene il fiore concentri la maggior parte dell’uso medicinale tradizionale, del cartamo si sfruttano diverse parti, ed è bene distinguere fin da subito il fiore, di uso medicinale e tintorio, dall’olio estratto dai semi, che è un alimento di consumo comune.
- Fiori (flosculi)
- Foglie
- Frutti
- Olio dei semi
- Semi
Usi Etnobotanici e Tradizionali
Gli usi elencati di seguito raccolgono testimonianze della medicina tradizionale e popolare di diverse regioni, come India, Iran, Cina e Thailandia, e descrivono pratiche storiche, non indicazioni di efficacia dimostrata da studi clinici.
- Amenorrea (assenza di mestruazioni)
- Antidoto contro la puntura di scorpione (testimonianza storica, che non sostituisce il soccorso d’emergenza)
- Artrite
- Colorante alimentare e tessile
- Colorazione dei capelli (Thailandia)
- Diabete (medicina popolare iraniana, senza conferme cliniche)
- Dolore addominale post-partum
- Dolori articolari
- Febbre flemmatica (concetto della medicina umorale tradizionale)
- Ferite (uso interno ed esterno)
- Infiammazioni
- Intorpidimento degli arti
- Ittero (tisana di fiori secchi in India)
- Macchie cutanee e vitiligine
- Malinconia
- Mastalgia
- Psoriasi
- Reumatismi
- Scabbia
- Sollievo dai crampi mestruali e dalla dismenorrea
- Stitichezza occasionale (uso come lassativo)
- Traumi
- Tumori gastrici (testimonianza della medicina tradizionale, senza conferme cliniche)
Proprietà Terapeutiche del Cartamo
Le proprietà che seguono uniscono la testimonianza tradizionale ad attività osservate in studi di laboratorio e su animali, e poche di esse sono state confermate da sperimentazioni cliniche sull’uomo, per cui nessuna sostituisce il controllo medico.
- Analgesico (uso tradizionale per alleviare il dolore, con effetto indagato in studi su animali)
- Antiaggregante piastrinico (inibizione dell’aggregazione delle piastrine osservata in studi sperimentali)
- Anticoagulante (effetto sulla coagulazione descritto in studi sperimentali)
- Antinfiammatorio (attività osservata in studi sperimentali)
- Antiossidante (neutralizzazione dei radicali liberi osservata in test di laboratorio)
- Antipiretico (uso tradizionale nella gestione della febbre)
- Antiproliferativo (attività osservata in studi di laboratorio, senza conferme cliniche)
- Cardioprotettivo (effetto sul sistema cardiovascolare indagato in studi preclinici)
- Diuretico (uso tradizionale per aumentare il volume delle urine)
- Ipocolesterolemizzante (effetto dell’olio dei semi sul colesterolo indagato in studi preliminari)
- Ipotensivo (riduzione della pressione arteriosa descritta in studi preliminari)
- Lassativo (testimonianza tradizionale di un lieve effetto lassativo)
- Neuroprotettivo (effetto sul sistema nervoso indagato in modelli sperimentali)
- Vasodilatatore (dilatazione dei vasi sanguigni osservata in studi sperimentali)
Profilo Fitochimico Dettagliato del Cartamo
La composizione chimica del cartamo varia a seconda della parte della pianta, poiché i fiori concentrano pigmenti e flavonoidi, come la cartamina e l’idrossisafflor giallo A, mentre i semi forniscono un olio ricco di acidi grassi insaturi.
- Acido linoleico (omega-6)
- Acido oleico (monoinsaturo)
- Acido stearico
- Apigenina
- Cartamina (pigmento rosso del gruppo dei chinocalconi)
- Cumarine
- Flavonoidi
- Glicosidi feniletanoidi
- Idrossisafflor giallo A (HSYA)
- Steroidi
Forme di Preparazione e Somministrazione del Cartamo
Le forme d’uso variano a seconda della parte impiegata, perché i fiori compaiono di solito in tisane, tinture ed estratti, mentre l’olio dei semi si usa in cucina, in capsule e in applicazioni sulla pelle.
- Capsule di olio
- Estratti
- Olio (uso culinario e topico)
- Tinture
- Tisana (infuso dei fiori)
Sinergia con Altre Piante Medicinali
Salute Cardiovascolare
Per le attività ipocolesterolemizzante e vasodilatatrice descritte negli studi, il cartamo compare in combinazioni tradizionali con piante come l’aglio (Allium sativum) e il biancospino (Crataegus monogyna). L’aglio è studiato per i suoi effetti sul colesterolo e sulla pressione arteriosa, mentre il biancospino vanta una lunga tradizione d’uso a sostegno del muscolo cardiaco e della circolazione coronarica. Per questo l’associazione è usata tradizionalmente come approccio complementare per la salute del cuore e dei vasi sanguigni. Poiché anche l’aglio interferisce con l’aggregazione piastrinica, la somma con il cartamo può accentuare l’effetto sulla coagulazione, il che richiede il parere di un professionista, soprattutto per chi assume già anticoagulanti, antiaggreganti piastrinici o farmaci per la pressione.
Supporto nei Quadri Infiammatori
Nei quadri infiammatori il cartamo è tradizionalmente associato a piante di consolidato uso antinfiammatorio, come la curcuma (Curcuma longa) e lo zenzero (Zingiber officinale). Secondo studi sperimentali, la curcumina della curcuma e i gingeroli dello zenzero modulano la risposta infiammatoria con meccanismi diversi da quelli dei composti del cartamo, ragione per cui la combinazione è usata tradizionalmente in condizioni croniche come l’artrite. Curcuma e zenzero possono anche sommare un effetto antiaggregante a quello del cartamo, e l’associazione richiede una prudenza ancora maggiore nelle persone con disturbi della coagulazione o che assumono anticoagulanti.
Supporto Digestivo
Per il lieve effetto lassativo descritto dalla tradizione, il cartamo può essere combinato con la senna (Senna alexandrina), usata tradizionalmente per la stitichezza occasionale, o con la menta piperita (Mentha × piperita), impiegata nei fastidi gastrointestinali. La senna agisce come lassativo stimolante, mentre la menta piperita ha azione carminativa e antispastica, e la combinazione va usata con prudenza, soprattutto per quanto riguarda la senna, che non si presta a un uso prolungato per il rischio di dipendenza e di altri effetti avversi. Nessuna di queste associazioni con il fiore di cartamo va fatta durante la gravidanza o l’allattamento.
Ricette e Protocolli di Utilizzo
Tisana di Fiori di Cartamo per il Periodo Mestruale
Ingredienti: Una piccola quantità di fiori secchi di cartamo e una tazza di acqua bollente, in proporzioni da stabilire con un professionista della salute.
Preparazione: Mettete i fiori nella tazza, versate l’acqua bollente, coprite e lasciate in infusione da 5 a 10 minuti prima di filtrare. Questa tisana è usata tradizionalmente per alleviare i crampi mestruali e regolare il ciclo, in virtù delle proprietà emmenagoghe e analgesiche attribuite al fiore. Frequenza e durata dell’uso vanno definite con un professionista della salute, e la tisana non va bevuta in gravidanza, in caso di sospetta gravidanza né da chi ha un sanguinamento mestruale abbondante.
Olio di Cartamo in Cucina
Ingredienti: Olio di semi di cartamo spremuto a freddo.
Preparazione: Usate l’olio di cartamo al posto di altri oli vegetali in insalate, condimenti e preparazioni che non richiedono alte temperature, sempre nelle quantità abituali in cucina. Per l’alto contenuto di acidi grassi insaturi viene spesso scelto come fonte di grassi all’interno di un’alimentazione varia, ed è bene bilanciarne il consumo con fonti di omega-3, poiché l’eccesso di omega-6 può alterare questo rapporto.
Tintura di Fiori di Cartamo per Dolori Muscolari e Articolari
Ingredienti: 50 g di fiori secchi di cartamo e 250 ml di alcol etilico alimentare al 70%.
Preparazione: Mettete i fiori in un barattolo di vetro scuro, copriteli con l’alcol, chiudete bene e lasciate macerare da 2 a 4 settimane in un luogo fresco e buio, agitando ogni giorno, poi filtrate e conservate la tintura. È usata tradizionalmente per alleviare dolori muscolari, articolari e infiammatori e concentra i principi attivi del fiore, il che rende la dose un punto delicato: quantità e frequenza vanno stabilite da un professionista della salute, e la tintura va evitata in gravidanza, durante l’allattamento, da chi assume anticoagulanti o antiaggreganti piastrinici e in caso di sanguinamento mestruale abbondante.
Le preparazioni sopra descritte seguono usi tradizionali e non sostituiscono il parere di un professionista. Prima di qualsiasi uso interno, consultare le controindicazioni e le interazioni descritte in questo articolo.
Terapie Associate
Agopuntura
Nella Medicina Tradizionale Cinese il cartamo (hóng huā) è spesso usato insieme all’agopuntura in quadri che questa tradizione associa alla stasi del sangue, come dolore, amenorrea e disturbi cardiovascolari. Nella pratica cinese sono documentate applicazioni di preparati di cartamo su specifici punti di agopuntura allo scopo di potenziare lo stimolo alla circolazione e il sollievo dal dolore, all’interno di un approccio integrativo che mira a riequilibrare l’energia del corpo secondo i principi della MTC. Questo tipo di procedura, tuttavia, va eseguito solo da un professionista abilitato.
Fitoterapia Clinica
Nella fitoterapia clinica moderna il cartamo compare in diverse formulazioni, tra cui estratti standardizzati e capsule, studiate come complemento nella gestione delle dislipidemie, delle malattie cardiovascolari e delle condizioni infiammatorie. L’indicazione spetta a un professionista abilitato, che valuta le prove disponibili, le esigenze di ciascun paziente e le possibili interazioni con altri farmaci, soprattutto anticoagulanti, antiaggreganti piastrinici e ipoglicemizzanti. In questo contesto il cartamo interviene solo come agente complementare a sostegno della salute cardiovascolare e del metabolismo lipidico, mai come sostituto delle terapie convenzionali.
Medicina Tradizionale Cinese (MTC)
Nella MTC il fiore di cartamo (hóng huā) è classificato come un’erba che muove il sangue e dissolve la stasi, usata tradizionalmente come emmenagogo, cioè stimolante del flusso mestruale, e come attivatore della circolazione in quadri come dismenorrea, amenorrea, dolore post-partum, traumi e dolori articolari. Viene spesso combinato con altre erbe in formule complesse, pensate per potenziarne gli effetti e affrontare squilibri energetici specifici. La tradizione lo considera un componente centrale per rivitalizzare la circolazione e alleviare il dolore associato al ristagno del sangue, motivo per cui la stessa MTC ne limita l’uso in gravidanza.
Controindicazioni ed Effetti Collaterali del Cartamo
Il fiore di cartamo, usato tradizionalmente nella medicina cinese come emmenagogo (stimolante del flusso mestruale) e attivatore della circolazione, ha controindicazioni ben definite e può causare effetti collaterali, soprattutto a dosi elevate o in persone sensibili. L’olio dei semi, di comune uso alimentare, ha invece un profilo di sicurezza diverso. Per questo l’uso medicinale del fiore va fatto con cautela e, preferibilmente, sotto la guida di un professionista della salute qualificato.
Attenzione: il fiore (a differenza dell’olio dei semi) è tradizionalmente controindicato in gravidanza, per l’uso storico come stimolante uterino; occorre cautela in chi usa anticoagulanti o antiaggreganti piastrinici, per il possibile effetto additivo sulla circolazione; sono possibili reazioni allergiche nelle persone sensibili alle piante della famiglia delle Asteraceae; e si raccomanda cautela in caso di sanguinamento mestruale abbondante. L’olio dei semi, nel normale uso alimentare, non comporta questi rischi.
Controindicazioni e Precauzioni
- Allattamento: Le donne che allattano devono evitare l’uso medicinale del cartamo, perché non ci sono dati sufficienti sulla sicurezza per il lattante.
- Allergia alle Asteraceae: Le persone con allergia nota alle piante della famiglia delle Asteraceae, come margherite, crisantemi e ambrosia, devono evitare il fiore di cartamo per il rischio di reazioni allergiche.
- Bambini: L’uso medicinale del cartamo nei bambini non è raccomandato senza indicazione medica.
- Disturbi Emorragici: Chi ha disturbi della coagulazione o un intervento chirurgico programmato deve evitare il fiore, poiché le sue proprietà anticoagulanti possono aumentare il rischio di sanguinamento.
- Gravidanza: Il fiore è controindicato in gravidanza per il potenziale effetto emmenagogo e abortivo, che può stimolare contrazioni uterine e compromettere lo sviluppo embrionale; studi su animali hanno mostrato alterazioni istologiche nel sistema nervoso degli embrioni e disturbi dello sviluppo.
- Sanguinamento Mestruale Abbondante: Poiché la tradizione attribuisce al fiore la stimolazione del flusso mestruale, il suo uso richiede cautela nelle donne con mestruazioni abbondanti o con sanguinamenti uterini non ancora diagnosticati.
Interazioni Farmacologiche
- Anticoagulanti e Antiaggreganti Piastrinici: L’uso concomitante con warfarin, acido acetilsalicilico, clopidogrel e simili richiede estrema cautela, perché l’effetto additivo sulla circolazione può aumentare il rischio di emorragie; lo stesso vale per l’associazione con piante dall’azione simile, come aglio, curcuma e zenzero.
- Antipertensivi: Poiché studi preliminari descrivono un effetto ipotensivo, chi assume farmaci per la pressione deve informare il medico prima di ricorrere al fiore di cartamo.
- Ipoglicemizzanti: Le persone con diabete, in particolare quelle che usano insulina o ipoglicemizzanti orali, devono usare il cartamo con prudenza, perché può influire sui livelli di glucosio nel sangue e richiedere un monitoraggio più stretto della glicemia.
Possibili Effetti Collaterali
- Disturbi Gastrointestinali: Il consumo di olio di cartamo, soprattutto a dosi elevate, può causare nausea, vomito e diarrea.
- Effetti sulla Fertilità: Studi su animali suggeriscono che il cartamo possa avere effetti avversi sulla fertilità maschile e femminile, tra cui la riduzione dei follicoli ovarici e la tossicità testicolare, dati non ancora confermati nell’uomo.
- Reazioni Allergiche: Sebbene rare, nelle persone sensibili possono verificarsi reazioni cutanee, come dermatite da contatto od orticaria.
- Squilibrio degli Acidi Grassi: L’elevato contenuto di acido linoleico (omega-6) dell’olio di cartamo può, se consumato in eccesso, alterare il rapporto tra omega-6 e omega-3, con possibili implicazioni per la salute a lungo termine.
Curiosità e Fatti Storici
Una delle Colture Più Antiche
Il cartamo è considerato una delle colture più antiche dell’umanità, con testimonianze d’uso che risalgono a oltre 4.000 anni fa. Semi e ghirlande fatte con i suoi fiori sono stati ritrovati in antiche tombe egizie, compresa quella del faraone Tutankhamon, a dimostrazione della sua importanza culturale e rituale. Questa lunga storia di coltivazione aiuta a comprendere il ruolo della pianta nell’evoluzione delle pratiche agricole e medicinali di diverse civiltà.
Lo “Zafferanone”
In italiano il cartamo è chiamato “zafferanone”, e in altre lingue porta nomi che significano “zafferano bastardo” o “zafferano dei tintori”, perché produce un colorante giallo-arancio simile a quello dello zafferano vero (Crocus sativus), motivo per cui è stato molto usato come sostituto più economico dello zafferano in cucina e in tintoria. Il nome del genere, Carthamus, viene spesso collegato all’arabo “kurthum” e all’ebraico “kartami”, termini legati all’atto di tingere, mentre l’epiteto tinctorius deriva dal latino e significa “dei tintori”, il che conferma la vocazione storica della pianta come fonte di colorante.
Versatilità Industriale e Medicinale
Oltre agli usi medicinali, il cartamo ha una notevole versatilità industriale, perché prima dell’avvento dei coloranti sintetici era una delle principali fonti di pigmenti per l’industria tessile, con una gamma che andava dal giallo al senape, al cachi e fino al rosso. Oggi la pianta è coltivata soprattutto per i semi ricchi di olio, apprezzato nell’industria alimentare come olio da cucina e in cosmetica per le proprietà idratanti. Questa doppia vocazione, tra salute e industria, spiega l’importanza costante del cartamo in mercati diversi.
Domande Frequenti sul Cartamo
La Tisana di Cartamo Aiuta a Dimagrire?
Sebbene l’olio di cartamo sia popolarmente associato alla perdita di peso per via del contenuto di acido linoleico, le prove scientifiche dirette sulla tisana di cartamo nel dimagrimento sono limitate. Alcuni studi suggeriscono che l’acido linoleico coniugato (CLA), ottenuto dall’olio di cartamo, possa contribuire alla riduzione del grasso corporeo, ma alla tisana la tradizione attribuisce soprattutto un’azione diuretica, e il suo effetto antiossidante è stato osservato solo in laboratorio. Nel migliore dei casi può accompagnare una dieta equilibrata e l’attività fisica, senza funzionare come soluzione a sé.
Quali Sono i Benefici Attribuiti alla Tisana di Cartamo?
La tisana di cartamo è apprezzata per le attività antinfiammatoria, antiossidante, analgesica e anticoagulante descritte negli studi, per lo più sperimentali. La tradizione la impiega per alleviare i crampi mestruali, nella febbre, nell’ittero e a sostegno della salute cardiovascolare, e alcuni composti dei fiori, come i flavonoidi e l’idrossisafflor giallo A, sono studiati per la loro azione sulla circolazione sanguigna e per la protezione delle cellule dallo stress ossidativo. Questi usi tradizionali, però, non sostituiscono la diagnosi né le cure prescritte da un medico.
La Tisana di Cartamo Ha Controindicazioni?
Sì, e sono importanti, dato che il fiore è controindicato in gravidanza, per l’uso storico come stimolante uterino e per il rischio di contrazioni e aborto, oltre a richiedere cautela in caso di sanguinamento mestruale abbondante. Le persone con disturbi emorragici o che assumono anticoagulanti o antiaggreganti piastrinici devono evitare la tisana, perché l’effetto additivo sulla circolazione può aumentare il rischio di emorragie, e anche chi è allergico alle piante della famiglia delle Asteraceae deve astenersene. In caso di dubbio, è meglio consultare un professionista della salute prima di usare la pianta.
Come Preparare Correttamente la Tisana di Cartamo?
La preparazione tradizionale è per infusione: una piccola quantità di fiori secchi si mette in una tazza, si versa sopra acqua bollente e si lascia coperto da 5 a 10 minuti prima di filtrare, senza far bollire i fiori direttamente nell’acqua. La quantità di fiori, la frequenza e la durata dell’uso vanno stabilite con un professionista della salute, poiché il fiore ha controindicazioni importanti, e la tisana si beve di solito tiepida e senza zucchero.
Si Può Bere la Tisana di Cartamo Tutti i Giorni?
Il consumo quotidiano di tisana di cartamo deve essere moderato e, preferibilmente, seguito da un professionista, perché non esistono dati di sicurezza sufficienti sull’uso continuativo del fiore. L’uso prolungato e in grandi quantità può causare effetti collaterali, come disturbi gastrointestinali, e richiede un’attenzione ancora maggiore in chi ha altre condizioni di salute o assume farmaci, ragione per cui si consiglia di fare pause nel consumo regolare, come per qualsiasi pianta medicinale.
L’Olio di Cartamo Ha gli Stessi Rischi del Fiore?
No, perché le controindicazioni legate alla gravidanza, alla circolazione e al sanguinamento mestruale riguardano il fiore, usato tradizionalmente come emmenagogo e attivatore della circolazione, e l’olio dei semi nel normale uso alimentare non comporta questi rischi. Ciò non autorizza gli eccessi, poiché un consumo elevato di olio può causare fastidi gastrointestinali e alterare il rapporto tra omega-6 e omega-3 nella dieta.
Avviso: questo contenuto è informativo e non sostituisce il parere di un professionista sanitario. Consultare un medico o un fitoterapeuta prima di usare piante medicinali, soprattutto in gravidanza, durante l’allattamento o in caso di assunzione di farmaci.
Riferimenti e Studi Scientifici
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