Diospyros kaki Thunb. / Cachi, noto in Italia come cachi o loto del Giappone, in Brasile come caqui e in Portogallo come dióspiro, è la specie più coltivata del genere Diospyros, che appartiene alla famiglia delle Ebenaceae. Originario dell’Asia orientale, in particolare della Cina, dove viene coltivato da oltre duemila anni, il cachi si è diffuso in diverse regioni del mondo, tra cui Corea, Giappone, Brasile, Turchia e Italia, apprezzato sia per il sapore dei frutti sia per il posto che occupa nelle medicine tradizionali. L’albero produce un frutto dal colore vivace e dalla polpa succosa, stimato per il valore nutrizionale e per gli impieghi che la medicina popolare asiatica gli attribuisce da secoli.

Nella medicina tradizionale asiatica, le foglie e i frutti del cachi sono impiegati da tempo in un’ampia varietà di disturbi, e la ricerca scientifica moderna sta indagando questi usi descrivendo un profilo fitochimico ricco di composti bioattivi. Studi di laboratorio e sugli animali indicano un’attività antiossidante, antinfiammatoria e ipoglicemizzante, risultati che devono ancora essere confermati nell’uomo ma che aiutano a spiegare perché il cachi susciti interesse sia come pianta medicinale sia come alimento funzionale.
Nomi Popolari e Internazionali del Cachi
I nomi del cachi cambiano parecchio da un paese all’altro, e molti di essi derivano dalla parola giapponese kaki, che ha dato origine anche all’epiteto scientifico della specie.
- Italiano: cachi, diospiro, loto del Giappone.
- Francese: figue caque, kaki, plaqueminier.
- Inglese: Japanese persimmon, oriental persimmon, persimmon.
- Portoghese: caqui, caquizeiro (l’albero), dióspiro.
- Spagnolo: caqui, palosanto, persimón.
- Tedesco: Kaki, Kakibaum, Kakipflaume.
Sinonimi Botanici di Diospyros kaki
Nel corso dell’Ottocento, i botanici descrissero la specie con altri nomi scientifici, oggi considerati sinonimi di Diospyros kaki: Diospyros chinensis Blume, Diospyros costata Carrière, Diospyros roxburghii Carrière e Diospyros schi-tse Bunge.
Famiglia Botanica: Ebenaceae
La famiglia delle Ebenaceae riunisce alberi e arbusti, spesso dal legno scuro e denso come l’ebano, e ha nel genere Diospyros il suo gruppo più rappresentativo, con oltre 700 specie diffuse soprattutto nelle regioni tropicali e subtropicali. Le piante di questa famiglia sono note per i frutti commestibili e per la presenza di tannini, responsabili dell’astringenza di molte specie, e il cachi, con i suoi frutti dolci e talvolta astringenti, è l’esempio più noto dell’importanza economica e culturale del gruppo.
Parti Utilizzate del Cachi
La tradizione sfrutta quasi tutta la pianta, anche se il frutto e le foglie concentrano la maggior parte dell’uso popolare e della ricerca scientifica.
- Corteccia
- Foglie
- Frutti
- Radici
- Semi
Usi Etnobotanici e Tradizionali
Le fonti etnobotaniche, soprattutto di Cina, Corea e Giappone, riportano l’impiego di foglie, frutti e altre parti del cachi nelle condizioni elencate di seguito. Sono usi popolari, non indicazioni di efficacia dimostrata, e nessuno di essi sostituisce la diagnosi o il controllo medico, soprattutto in quadri gravi come l’ictus, l’angina e le emorragie.
- Angina
- Asma
- Aterosclerosi
- Bronchite cronica
- Dermatite
- Diabete
- Emorragia interna
- Ictus ischemico
- Ipertensione
- Malattie infettive
- Stitichezza
- Ulcere croniche
Proprietà Terapeutiche del Cachi
Le proprietà elencate di seguito sono state descritte in studi di laboratorio e sugli animali, oltre che in revisioni della letteratura su frutti e foglie, e la maggior parte di esse non è ancora stata confermata da studi clinici sull’uomo.
- Antibatterico (attività contro i batteri osservata in laboratorio)
- Antimelanogenico (inibizione della produzione di melanina in colture cellulari)
- Antimutageno (riduzione delle mutazioni nei test di laboratorio)
- Antinfiammatorio (riduzione dei marcatori infiammatori in cellule e animali)
- Antiossidante (neutralizzazione dei radicali liberi misurata in laboratorio)
- Antiproliferativo (attività osservata in studi di laboratorio, senza conferma clinica)
- Antitrombotico (inibizione della formazione di trombi in studi sperimentali)
- Emostatico (impiego tradizionale nei sanguinamenti, senza conferma clinica)
- Ipoglicemizzante (riduzione della glicemia in studi sugli animali, senza conferma nell’uomo)
- Ipolipidemizzante (riduzione dei lipidi nel sangue in studi sugli animali)
- Neuroprotettivo (protezione delle cellule nervose in modelli sperimentali)
Profilo Fitochimico Dettagliato del Cachi
I composti elencati di seguito sono stati identificati in diverse parti della pianta, soprattutto nei frutti e nelle foglie, e la concentrazione di ciascuno varia in base alla varietà, al grado di maturazione e al tipo di lavorazione.
- Acido clorogenico
- Acido cumarico
- Acido ferulico
- Acido gallico
- Acido protocatechico
- Acido vanillico
- Antocianidine (cianidina, delfinidina, malvidina, pelargonidina, peonidina, petunidina)
- Carotenoidi (alfa-carotene, beta-carotene, beta-criptoxantina)
- Catechine (catechina, epicatechina, epigallocatechina, gallocatechina)
- Flavonoidi (apigenina, crisantemina, flavanoni, flavonoli, glicosidi del kaempferolo, glicosidi della quercetina, luteolina)
- Proantocianidine
- Tannini (condensati, idrolizzabili)
- Terpenoidi
- Vitamina C
Forme di Preparazione e Somministrazione del Cachi
Il frutto si consuma fresco o essiccato, mentre foglie, corteccia, radici e semi compaiono in preparazioni tradizionali e in prodotti industriali, la cui qualità e concentrazione variano molto da un produttore all’altro.
- Capsule
- Decotto (corteccia e radici)
- Estratti
- Frutto essiccato
- Frutto fresco
- Polvere
- Tè (infuso di foglie)
- Tintura
Sinergia con Altre Piante Medicinali
Le associazioni che seguono compaiono in fonti tradizionali e in testi di fitoterapia, ma nessuna è stata valutata come combinazione in studi clinici, e chi assume farmaci in modo continuativo deve parlarne con un professionista sanitario prima di unire più piante.
Cuore e Circolazione
Nella fitoterapia popolare, il cachi viene spesso associato a piante ricche di flavonoidi e antiossidanti, come il tè verde (Camellia sinensis) e il biancospino (Crataegus monogyna), in preparazioni tradizionalmente usate per la salute cardiovascolare. I tannini e le proantocianidine del cachi, insieme alle catechine del tè verde, sono oggetto di studi sperimentali per la loro possibile influenza sul colesterolo e sulla funzione endoteliale, ma questi risultati non autorizzano a presentare la combinazione come un modo per evitare le malattie cardiovascolari o l’aterosclerosi, e il biancospino può sommare il proprio effetto a quello dei farmaci per il cuore e per la pressione.
Associazioni Tradizionali Legate alla Glicemia
Nelle fonti di fitoterapia popolare, il cachi compare accanto alla cannella (Cinnamomum verum) e alla gymnema (Gymnema sylvestre), due piante studiate anch’esse per l’azione sul metabolismo del glucosio. I flavonoidi del cachi, i polifenoli della cannella e gli acidi gimnemici della gymnema sono oggetto di ricerca in studi sugli animali e in piccoli studi clinici, senza conclusioni solide sull’effetto nelle persone con diabete di tipo 2, e l’unione di più piante con possibile azione ipoglicemizzante può potenziare i farmaci per il diabete, motivo per cui questa associazione richiede un controllo professionale.
Supporto Antiossidante
L’abbinamento del cachi con frutti come il melograno (Punica granatum) e l’açaí (Euterpe oleracea) è usato tradizionalmente per variare l’apporto di antiossidanti nella dieta. I carotenoidi, le antocianidine e la vitamina C del cachi si aggiungono ai polifenoli e alle antocianine di questi frutti, e la capacità antiossidante di questi composti è già stata misurata in laboratorio, anche se il beneficio pratico di questa somma per un invecchiamento sano o per la salute generale non è ancora stato valutato in studi sull’uomo.
Ricette e Protocolli di Utilizzo
Tè di Foglie di Cachi
In Cina, Corea e Giappone il tè di foglie di cachi è per tradizione una bevanda di tutti i giorni e, nella medicina popolare, viene associato alla pressione alta. Studi sperimentali stanno indagando un effetto ipotensivo delle foglie, ma questo effetto non è stabilito nell’uomo, e il tè non sostituisce i farmaci né il controllo medico di chi soffre di ipertensione.
Ingredienti: 1 cucchiaio di foglie di cachi essiccate e 250 ml di acqua bollente.
Preparazione: Versare l’acqua bollente sulle foglie, coprire e lasciare in infusione da 10 a 15 minuti, poi filtrare e bere tiepido. La tradizione orientale consuma la bevanda in quantità moderata durante la giornata, ma chi ha la pressione bassa o assume antipertensivi, anticoagulanti o antiaggreganti piastrinici deve consultare un professionista sanitario prima di bere il tè con regolarità.
Decotto di Corteccia per i Disturbi Digestivi
Nella medicina tradizionale, il decotto di corteccia secca di cachi viene impiegato in disturbi digestivi come diarrea e dispepsia, un uso che la tradizione attribuisce all’astringenza e all’azione antinfiammatoria dei tannini. Non esistono dati di sicurezza sufficienti su questo preparato, e per questo la quantità e la frequenza di consumo vanno stabilite con un professionista sanitario.
Ingredienti: Una piccola porzione di corteccia secca di cachi e 500 ml di acqua.
Preparazione: Mettere la corteccia e l’acqua in una pentola, portare a ebollizione e poi cuocere a fuoco basso per circa 20 minuti. Filtrare e lasciare intiepidire prima di consumare il decotto nella quantità indicata dal professionista. Essendo ricco di tannini, questo decotto va evitato da chi soffre di stitichezza, ha già avuto un bezoar o assume integratori di ferro.
Estratto Fresco del Frutto Maturo
L’estratto fresco di cachi è usato tradizionalmente come fonte di carotenoidi e vitamina C nell’alimentazione, e la preparazione sfrutta la polpa di frutti ben maturi, che contengono meno tannini solubili di quelli acerbi.
Ingredienti: Cachi freschi ben maturi.
Preparazione: Lavare i frutti, tagliarli a pezzi e togliere i semi, poi frullarli fino a ottenere una purea omogenea e filtrare il succo attraverso un panno sottile. La porzione tradizionale è di 30-50 ml di estratto fresco al giorno, all’interno di un’alimentazione varia.
Polvere di Semi di Cachi
La polvere dei semi di cachi compare in ricette casalinghe legate alla glicemia, e studi iniziali stanno indagando questa possibile azione, ancora senza conferma nell’uomo. Poiché non esistono dati di sicurezza sul consumo regolare dei semi, la quantità va stabilita con un professionista sanitario, soprattutto se si assumono farmaci ipoglicemizzanti.
Ingredienti: Semi di cachi essiccati.
Preparazione: Togliere i semi dai frutti maturi, lavarli e farli asciugare completamente al sole o in un essiccatore, poi macinarli fino a ottenere una polvere fine e conservarla in un contenitore ermetico. Se il professionista sanitario approva l’uso, la polvere può essere mescolata ad acqua o succo, nella quantità e con la frequenza che indicherà.
Le preparazioni sopra descritte seguono usi tradizionali e non sostituiscono il parere di un professionista. Prima di qualsiasi uso interno, consultare le controindicazioni e le interazioni descritte in questo articolo.
Terapie Associate
Fitoterapia
In fitoterapia il cachi è apprezzato per le diverse parti che la tradizione impiega: le foglie compaiono in infusi tradizionalmente associati all’ipertensione e all’aterosclerosi, usi che la ricerca sta ancora indagando, mentre i frutti si consumano per il contenuto di antiossidanti e fibre. Estratti standardizzati di foglia sono oggetto di studio come ingredienti di formulazioni dedicate al metabolismo del glucosio e alla salute cardiovascolare, ma l’efficacia di queste formulazioni nell’uomo dipende ancora da studi clinici più solidi, e l’uso deve essere seguito da un professionista qualificato.
Nutrizione Funzionale
Il cachi è considerato un alimento funzionale per la sua composizione nutrizionale e fitochimica, e rientra in piani alimentari orientati alla salute cardiovascolare e all’apporto di antiossidanti. Per le persone con diabete, la nutrizione funzionale include il frutto con attenzione alle porzioni, dato che contiene zuccheri naturali, e lo inserisce in strategie alimentari che puntano non solo a soddisfare i fabbisogni di base ma anche a sostenere in modo complementare la gestione delle malattie croniche, senza sostituire il controllo medico.
Medicina Tradizionale Cinese (MTC)
Nella MTC le foglie di cachi, note come Shi Ye, hanno una lunga storia d’uso, e le fonti tradizionali ne citano l’impiego in quadri come ictus ischemico, angina, emorragie interne e ipertensione, condizioni che oggi richiedono un controllo medico. La MTC descrive le foglie come astringenti e rinfrescanti, associate all’equilibrio del Qi e del sangue e al sistema cardiovascolare, in una lettura olistica degli effetti sul corpo che non equivale a una prova scientifica.
Controindicazioni ed Effetti Collaterali del Cachi
Controindicazioni Generali
Un consumo eccessivo di cachi può portare alla formazione di un fitobezoar (diospirobezoar), una massa indurita che si forma nello stomaco o nell’intestino e può causare un’ostruzione, rischio che aumenta soprattutto con frutti astringenti o acerbi e con il consumo a digiuno prolungato. Il rischio è maggiore in chi ha subito un intervento chirurgico allo stomaco, soffre di gastroparesi o ha il diabete, e richiede attenzione anche da parte di chi ha ulcere o altri problemi digestivi, che deve consumare il frutto con moderazione. Le persone con allergia nota al cachi o ad altri frutti della famiglia delle Ebenaceae devono evitarlo.
I tannini del cachi riducono l’assorbimento del ferro presente negli altri alimenti dello stesso pasto, un aspetto a cui deve prestare attenzione chi ha un’anemia da carenza di ferro o assume integratori di questo minerale. Donne in gravidanza, donne che allattano e bambini devono consultare un professionista sanitario prima di usare estratti, tè di foglie, polvere di semi o integratori di cachi, perché mancano studi conclusivi sulla sicurezza di queste preparazioni in tali gruppi.
Effetti Collaterali Comuni
Gli effetti collaterali del cachi sono in genere lievi e legati soprattutto al contenuto di tannini del frutto. Un consumo eccessivo può causare stitichezza, in particolare con frutti acerbi o di varietà astringenti, e alcune persone riferiscono fastidio gastrico, nausea o cattiva digestione, oltre alla sensazione di bocca secca o ruvida dovuta all’astringenza. Questi effetti sono di solito passeggeri e si possono ridurre scegliendo frutti ben maturi, consumati in quantità moderata.
Interazioni Farmacologiche
Poiché studi sugli animali indicano un possibile effetto ipoglicemizzante, il cachi, specie sotto forma di estratti, tè di foglie o polvere di semi, può sommare il proprio effetto a quello dei farmaci per il diabete e favorire l’ipoglicemia, per cui le persone con diabete devono monitorare con attenzione la glicemia e parlarne con il medico prima di un uso regolare. Il possibile effetto ipotensivo del tè di foglie di cachi è ancora oggetto di studio e non va considerato un fatto accertato né un sostituto della terapia per la pressione alta, ma giustifica prudenza in chi assume antipertensivi.
L’attività antitrombotica descritta per le foglie in studi sperimentali richiede anch’essa il parere del medico per chi assume anticoagulanti o antiaggreganti piastrinici, e i tannini possono ridurre l’assorbimento di alcuni farmaci e nutrienti, come il ferro, motivo per cui si raccomanda di distanziare il consumo del frutto dall’assunzione dei medicinali. Rivolgersi a un professionista sanitario è fondamentale per evitare interazioni indesiderate.
Curiosità e Fatti Storici
Il Frutto degli Dei
Il nome del genere Diospyros, adottato da Linneo nel XVIII secolo, deriva dal greco dios, divino o relativo a Zeus, e pyros, frumento o grano, e viene di solito tradotto come cibo degli dei. La denominazione vale per tutto il genere, ma si addice bene al cachi, il cui sapore e le cui qualità nutrizionali gli hanno dato un posto di prestigio in molte culture, e la presenza del frutto in leggende e tradizioni asiatiche accentua quest’aura quasi sacra.
Una Descrizione Botanica del Settecento
La prima descrizione botanica del cachi fu pubblicata nel 1780 dal botanico svedese Carl Peter Thunberg, allievo di Linneo, che pochi anni prima aveva studiato la flora del Giappone durante il suo soggiorno nell’avamposto commerciale olandese di Dejima. A quell’epoca la specie era già coltivata in Cina da oltre due millenni, e solo molto tempo dopo si diffuse in paesi lontani dall’Asia orientale, come Brasile, Turchia e Italia.
Varietà e Astringenza
Esistono centinaia di varietà di cachi, classificate soprattutto in base all’astringenza: quelle astringenti, come ‘Hachiya’, contengono livelli elevati di tannini solubili, che rendono il frutto allappante finché non è completamente maturo e perdono questo effetto solo a piena maturazione, quando i tannini diventano insolubili. Le varietà non astringenti, come ‘Fuyu’, si possono invece mangiare anche sode, perché perdono l’astringenza naturalmente già sull’albero, e questa diversità consente un’ampia gamma di usi in cucina e di preferenze di consumo.
Longevità dell’Albero
L’albero di cachi è noto per la sua longevità e può vivere oltre cento anni continuando a produrre frutti, una caratteristica che lo rende prezioso in frutteti e giardini. Oltre alla produzione, l’albero ha una bellezza ornamentale, soprattutto in autunno, quando le foglie assumono vivaci tonalità di rosso e arancio, e la sua resistenza e la capacità di adattarsi a climi diversi aiutano a spiegare la popolarità che ha raggiunto in tutto il mondo.
Domande Frequenti sul Cachi
Le Persone con Diabete Possono Mangiare i Cachi?
Il cachi è ricco di fibre, e studi sugli animali stanno indagando alcuni composti del frutto e delle foglie per la loro possibile azione sulla glicemia, ma questo effetto non è stato confermato nell’uomo e non va considerato un modo per controllare il diabete. Poiché il frutto contiene anche zuccheri naturali, chi ha il diabete deve consumarlo con moderazione, monitorare la glicemia e ricordare che in questo gruppo il rischio di fitobezoar è maggiore quando il consumo è eccessivo. Un professionista sanitario può indicare la porzione adeguata all’interno del piano alimentare.
Come Scegliere un Cachi Maturo?
Nelle varietà astringenti, come ‘Hachiya’, il cachi deve essere molto morbido al tatto, quasi gelatinoso, segno che l’astringenza è scomparsa. In quelle non astringenti, come ‘Fuyu’, il frutto deve essere sodo, con buccia liscia e lucida e colore arancio intenso, e in entrambi i casi il colore uniforme e l’assenza di macchie scure indicano una buona qualità.
Qual È la Differenza tra il Cachi e lo Sharon Fruit?
Sharon Fruit è il nome commerciale dato ai frutti della cultivar ‘Triumph’ prodotti in Israele, che appartengono alla stessa specie, Diospyros kaki. Sebbene la ‘Triumph’ sia naturalmente astringente, i frutti subiscono dopo la raccolta un processo che ne rimuove l’astringenza, e arrivano sul mercato senza semi, con un sapore delicato e pronti da mangiare anche quando sono ancora sodi.
Si Può Mangiare la Buccia del Cachi?
La buccia del cachi è commestibile e ricca di fibre e antiossidanti, anche se alcune persone preferiscono sbucciare il frutto per la consistenza o per una leggera astringenza residua, più frequente nelle varietà astringenti non del tutto mature. Prima di consumare la buccia, lavare bene il frutto sotto l’acqua corrente.
Il Cachi Aiuta a Perdere Peso?
Il cachi ha un apporto calorico moderato ed è ricco di fibre e acqua, il che contribuisce al senso di sazietà e al buon funzionamento dell’intestino quando il frutto è ben maturo. Per questo può far parte di una dieta equilibrata orientata al controllo del peso, ma da solo non fa dimagrire e va consumato con moderazione, all’interno di un piano alimentare sano.
Mangiare Troppi Cachi Può Causare un’Ostruzione Intestinale?
Sì, un consumo eccessivo di cachi può portare alla formazione di un fitobezoar (diospirobezoar), una massa indurita che si forma nello stomaco o nell’intestino a partire dai tannini e dalle fibre del frutto e che, in alcuni casi, provoca un’ostruzione. Il rischio aumenta con frutti astringenti o acerbi, con il consumo a digiuno prolungato e in chi ha subito un intervento chirurgico allo stomaco, soffre di gastroparesi o ha il diabete. Dolore addominale persistente, vomito o senso di pienezza gastrica dopo aver mangiato cachi richiedono una valutazione medica.
Avviso: questo contenuto è informativo e non sostituisce il parere di un professionista sanitario. Consultare un medico o un fitoterapeuta prima di usare piante medicinali, soprattutto in gravidanza, durante l’allattamento o in caso di assunzione di farmaci.
Riferimenti e Studi Scientifici
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