Fraxinus ornus L. / Orniello, noto anche come frassino da manna, è un albero deciduo della famiglia delle Oleaceae, originario dell’Europa meridionale e dell’Asia sudoccidentale. Il suo areale si estende dalla Spagna e dall’Italia fino al Caucaso. La specie deve la sua fama alla manna, una linfa zuccherina ricca di mannitolo estratta dal tronco, usata tradizionalmente come lassativo blando, soprattutto nei bambini e negli anziani. Nei bambini piccoli, però, questo uso deve avvenire solo sotto la guida del pediatra. Nel corso della storia l’albero ha occupato anche un posto di rilievo nella medicina tradizionale mediterranea, che impiegava foglie, corteccia e fiori per scopi molto diversi.

L’estrazione della manna, pratica antica che ha dato all’albero uno dei suoi nomi popolari, frassino da manna, mostra bene l’importanza etnobotanica della specie. Anche altre parti della pianta contengono composti bioattivi che suscitano l’interesse della ricerca scientifica. Gli studi sul profilo fitochimico di Fraxinus ornus hanno individuato cumarine, secoiridoidi e altre sostanze con attività antinfiammatoria e antiossidante in saggi di laboratorio e in modelli animali. Questi risultati devono ancora essere confermati da studi clinici prima di trarre qualsiasi conclusione sull’uso nell’uomo. Per questa eredità medicinale e per la sua chimica singolare, la pianta continua ad attirare l’attenzione di botanici e farmacologi.
Nomi Popolari e Internazionali dell’Orniello
- Francese: frêne à fleurs, frêne à manne, orne.
- Inglese: flowering ash, manna ash, South European flowering ash.
- Italiano: frassino da manna, orniello, orno.
- Portoghese: freixo-das-flores, freixo-de-flor, freixo-de-folhas-redondas, freixo-do-maná, freixo-florido, freixo-orneiro, orneiro.
- Spagnolo: fresno de flor, fresno del maná, fresno florido, orno.
- Tedesco: Blumen-Esche, Manna-Esche, Schmuck-Esche.
Sinonimi Botanici di Fraxinus ornus
I sinonimi botanici sono nomi scientifici alternativi attribuiti alla stessa specie nel corso della storia della tassonomia. Conoscerli è indispensabile per identificare la pianta con precisione in opere antiche, collezioni d’erbario e banche dati scientifiche. Nel caso di Fraxinus ornus, uno dei più citati è Ornus europaea Pers., riflesso di una classificazione antica in cui la specie era collocata nel genere Ornus. Anche il nome Fraxinus montana Salisb. compare in letteratura, sebbene sia considerato un nome superfluo.
Tra i sinonimi omotipici riconosciuti, cioè i nomi basati sullo stesso tipo nomenclaturale della specie, figurano i seguenti:
- Fraxinus montana Salisb.
- Ornus europaea Pers.
- Ornus ornus (L.) H.Karst.
Famiglia Botanica: Oleaceae
Fraxinus ornus appartiene alla famiglia delle Oleaceae, un gruppo diversificato di piante a fiore che comprende alberi, arbusti e liane. La famiglia è ampiamente distribuita nelle regioni temperate e tropicali del mondo. Tra i suoi membri più noti ci sono l’olivo (Olea europaea), il lillà (Syringa vulgaris) e il gelsomino (Jasminum officinale). Molte specie della famiglia sono apprezzate per il legno, per i fiori ornamentali, per i frutti commestibili o per l’impiego nella medicina tradizionale.
Le Oleaceae si distinguono per le foglie opposte, i fiori in genere bisessuali e frutti di vario tipo, come drupe, bacche e samare. Nei frassini il frutto tipico è la samara, dotata di un’ala che favorisce la dispersione a opera del vento. Sul piano chimico, la presenza di iridoidi, in particolare di secoiridoidi, è un tratto comune a molte specie della famiglia. Questi composti aiutano a spiegare l’interesse farmacologico per diverse Oleaceae, tra cui lo stesso Fraxinus ornus, che condivide questa ricchezza chimica con i suoi parenti botanici.
Parti Utilizzate dell’Orniello
Diverse parti dell’albero compaiono nelle testimonianze di uso tradizionale, ciascuna associata a forme di preparazione specifiche e a finalità distinte nella medicina popolare del Mediterraneo:
- Corteccia (del fusto e della radice)
- Fiori
- Foglie
- Manna (essudato del fusto)
Usi Etnobotanici e Tradizionali
Gli impieghi elencati di seguito provengono da fonti etnobotaniche e dalla pratica popolare. Descrivono come la pianta è stata usata nel tempo e non equivalgono a indicazioni di efficacia dimostrata:
- Artrite (corteccia, foglie)
- Dissenteria (corteccia)
- Diuretico (foglie)
- Dolcificante (manna)
- Ferite (corteccia)
- Lassativo blando (manna, foglie)
- Malaria (corteccia della radice e foglie; uso tradizionale riferito a una malattia grave, che richiede assistenza medica)
- Polmonite (corteccia della radice e foglie; uso tradizionale riferito a una malattia grave, che richiede assistenza medica)
- Sollievo dalle infiammazioni (corteccia)
- Tonico (manna)
Proprietà Terapeutiche dell’Orniello
Le proprietà che seguono riuniscono attività studiate in laboratorio e in modelli animali, oltre ad azioni attribuite dalla tradizione. Tra parentesi, ogni voce indica il grado di evidenza disponibile finora:
- Antimicrobico (attività riportata in studi di laboratorio, senza conferma clinica)
- Antinfiammatorio (attività studiata nel topo con estratto della corteccia e con esculina, senza conferma clinica)
- Antiossidante (attività dei composti fenolici osservata in saggi di laboratorio)
- Antiprotozoario (attribuzione basata sull’uso tradizionale, senza conferma in studi clinici)
- Diuretico (uso tradizionale legato alle foglie)
- Lassativo (azione osmotica del mannitolo presente nella manna)
- Purgativo (effetto lassativo più intenso, associato a quantità maggiori di manna)
- Tonico (uso tradizionale, senza conferma scientifica)
Profilo Fitochimico Dettagliato dell’Orniello
Fraxinus ornus ha un profilo fitochimico diversificato, e buona parte dell’interesse per la specie si concentra sulla manna, l’essudato zuccherino del tronco. Questo essudato è ricco di mannitolo, un polialcol con azione lassativa osmotica quando viene ingerito. In ambito ospedaliero il mannitolo si usa anche per via endovenosa come diuretico osmotico. Oltre al mannitolo, la pianta contiene cumarine, secoiridoidi, flavonoidi e lignani, composti ai quali si attribuisce parte delle azioni farmacologiche descritte negli studi sperimentali.
Tra le cumarine spiccano esculetina, esculina, fraxetina e fraxina, sostanze con attività antinfiammatoria e antiossidante descritta in studi sperimentali. Un lavoro sul topo, per esempio, ha valutato l’effetto dell’estratto totale della corteccia e dell’esculina sull’edema della zampa indotto da zimosano e da carragenina. I secoiridoidi, come l’oleuropeoside, completano il profilo chimico della pianta. La combinazione di questi fitocomposti spiega perché Fraxinus ornus continui a essere studiato nella ricerca di nuove molecole di interesse farmacologico.
Ricerche più specifiche aiutano a chiarire dove si concentrano questi composti. Dalla corteccia è stata isolata l’escuside, una molecola che riunisce nella sua struttura una cumarina e un secoiridoide. Nelle foglie, esculetina ed esculina sono state localizzate al microscopio a fluorescenza in inclusioni all’interno del vacuolo delle cellule del parenchima a palizzata.
- Cumarine (esculetina, esculina, fraxetina, fraxina)
- Flavonoidi
- Lignani
- Mannitolo
- Secoiridoidi (oleuropeoside)
Forme di Preparazione e Somministrazione dell’Orniello
- Decotto (corteccia)
- Manna (consumo diretto o in preparazioni)
- Tisana (infuso di foglie)
Nella tradizione mediterranea la manna è la forma di consumo più conosciuta, di solito sciolta in acqua o latte tiepido. Le foglie si preparano di norma come tisana per infusione, mentre la corteccia, più dura, richiede un decotto per liberare i suoi composti. In qualunque di queste forme, la quantità e la durata dell’uso vanno stabilite con un professionista sanitario, soprattutto in caso di consumo prolungato o in gruppi più vulnerabili.
Sinergia con Altre Piante Medicinali
Stitichezza
Come uso tradizionale per la stitichezza occasionale, la manna dell’orniello viene spesso associata ad altre piante dall’azione lassativa blanda, come la prugna (Prunus domestica) e il tamarindo (Tamarindus indica). La logica della combinazione è complementare, dato che il mannitolo della manna richiama acqua nell’intestino per via osmotica. Le fibre e gli acidi organici dei frutti, a loro volta, contribuiscono al transito intestinale. Nessuno studio ha valutato questa associazione in quanto tale, perciò è prudente iniziare con piccole quantità ed evitare l’uso prolungato.
Infiammazioni
Per le infiammazioni muscoloscheletriche e quelle associate all’artrite, la tradizione fitoterapica riporta l’uso della corteccia dell’orniello insieme al salice bianco (Salix alba) o all’olmaria (Filipendula ulmaria). Anche queste due piante sono usate tradizionalmente per dolori e gonfiori. L’idea alla base dell’associazione è sommare le cumarine del frassino ai salicilati del salice e dell’olmaria. Questo presunto potenziamento dell’effetto antinfiammatorio, però, non è ancora stato verificato in studi clinici. Poiché i salicilati interagiscono con gli anticoagulanti e non devono essere usati da chi è allergico all’acido acetilsalicilico, la combinazione va adottata solo con la guida di un professionista.
Ricette e Protocolli di Utilizzo
Decotto Tradizionale della Corteccia
Ingredienti: 1 cucchiaio di corteccia essiccata di orniello e 500 ml di acqua.
Preparazione: Mettete la corteccia e l’acqua in una pentola, portate sul fuoco e lasciate bollire da 10 a 15 minuti; poi togliete dal fuoco, coprite e lasciate raffreddare prima di filtrare. Questo decotto è usato tradizionalmente per infiammazioni interne ed esterne, come quelle associate all’artrite o alla dissenteria, ma per la corteccia mancano dati di sicurezza sufficienti, per cui la quantità da assumere e la frequenza d’uso vanno stabilite caso per caso. Consultate un professionista sanitario prima dell’uso.
Infuso Tradizionale delle Foglie
Ingredienti: 1 cucchiaino di foglie essiccate di orniello e 200 ml di acqua bollente.
Preparazione: Aggiungete le foglie all’acqua bollente, coprite e lasciate in infusione da 5 a 7 minuti, quindi filtrate. Questo infuso è usato tradizionalmente come diuretico, per aumentare il volume delle urine, ma l’uso di diuretici, anche di origine naturale, può alterare l’equilibrio di liquidi e sali minerali dell’organismo, per questo la quantità giornaliera va stabilita con la guida di un professionista, soprattutto da chi ha condizioni preesistenti, come malattie renali o cardiache. Consultate un professionista sanitario.
Manna Sciolta come Lassativo Blando Tradizionale
Ingredienti: una piccola porzione di manna di orniello, in quantità da stabilire con un professionista sanitario, e un bicchiere di acqua o latte tiepido.
Preparazione: Sciogliete la manna nell’acqua o nel latte tiepido e assumetela prima di coricarvi, secondo l’uso tradizionale che la impiega come lassativo blando, con effetto atteso la mattina seguente. Dosi elevate e uso prolungato vanno evitati, per il rischio di diarrea, coliche e squilibrio elettrolitico tipico dei lassativi osmotici, e donne in gravidanza, donne che allattano e bambini piccoli devono usarla solo su indicazione del medico o del pediatra. Se la stitichezza persiste, rivolgetevi al medico.
Le preparazioni sopra descritte seguono usi tradizionali e non sostituiscono il parere di un professionista. Prima di qualsiasi uso interno, consultare le controindicazioni e le interazioni descritte in questo articolo.
Terapie Associate
Fitoterapia Clinica
In fitoterapia clinica, Fraxinus ornus interessa soprattutto per la possibilità di ottenere estratti che ne concentrino i composti attivi. Corteccia e foglie possono comparire in formulazioni orientate al supporto antinfiammatorio e diuretico, pur in assenza di studi clinici che ne stabiliscano dosi ed efficacia. La ricerca fitochimica continua a cercare di identificare e isolare nuove molecole con potenziale farmacologico. Qualsiasi applicazione clinica della pianta richiede il controllo di un professionista sanitario qualificato, in grado di regolare le quantità e di valutare le possibili interazioni con i farmaci.
Omeopatia
L’uso omeopatico di Fraxinus ornus è poco documentato e molto meno comune di quello di altre piante. Quando avviene, segue i principi dell’omeopatia, che impiega preparazioni altamente diluite scelte in base alla totalità dei sintomi del paziente e alla legge dei simili. Questa pratica non ha prove scientifiche solide di efficacia e, per questo, non deve sostituire la diagnosi né il controllo medico. La scelta di qualsiasi preparazione va fatta con un medico omeopata.
Ricerca in Dermatologia e Cosmetologia
Uno studio pubblicato nel 2024 ha valutato in laboratorio l’attività biologica della manna di Fraxinus ornus e ne ha indagato la possibile incorporazione in idrogel per la dermatologia e la cosmetologia. Questa linea di ricerca estende l’interesse per l’essudato oltre l’uso lassativo tradizionale. È però un lavoro sperimentale, i cui risultati devono ancora essere confermati da studi sull’uomo prima di qualsiasi raccomandazione d’uso sulla pelle.
Controindicazioni ed Effetti Collaterali dell’Orniello
Controindicazioni Generali
L’uso di Fraxinus ornus è controindicato nelle persone con ipersensibilità nota a qualsiasi componente della pianta o ad altre specie della famiglia delle Oleaceae. Chi soffre di occlusione intestinale, dolore addominale di origine sconosciuta o malattia infiammatoria intestinale in fase acuta deve astenersi dalle preparazioni lassative dell’orniello. Le donne in gravidanza e in allattamento devono evitarne l’uso di propria iniziativa, specialmente della manna a dosi elevate, perché mancano studi conclusivi sulla sua sicurezza in questi gruppi. I bambini piccoli devono usare qualsiasi preparazione della pianta solo sotto la guida del pediatra.
Precauzioni Specifiche per la Manna
Essendo ricca di mannitolo, la manna richiede precauzioni specifiche, che chiunque intenda usarla deve rispettare:
- Cautela in caso di diabete, perché il mannitolo può influire sul controllo glicemico in grandi quantità.
- Controindicata in caso di occlusione intestinale: la linfa non deve essere usata in questa situazione.
- Evitare l’uso prolungato o dosi elevate, per il rischio di diarrea, coliche e squilibrio elettrolitico tipico dei lassativi osmotici.
- I bambini piccoli devono usarla solo sotto la guida del pediatra.
- Non usare in gravidanza e allattamento senza indicazione medica.
Sebbene la tradizione mediterranea impieghi la manna come lassativo blando nei bambini e negli anziani, sono proprio questi i gruppi più sensibili alla perdita di liquidi e sali minerali. Ciò rende indispensabile il controllo di un professionista ogni volta che si prende in considerazione la manna per loro.
Interazioni Farmacologiche
Per le azioni diuretica e lassativa, le preparazioni dell’orniello possono potenziare l’effetto di diuretici e lassativi farmaceutici e favorire squilibri elettrolitici. I composti antinfiammatori della pianta possono interagire con i farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) e con gli anticoagulanti, rischio che aumenta quando la corteccia è combinata con salice od olmaria, ricchi di salicilati. Le persone con diabete che usano insulina o farmaci ipoglicemizzanti devono parlarne con il medico prima di assumere manna in quantità. Chiunque assuma farmaci in modo continuativo deve informare il medico o il farmacista del consumo della pianta.
Effetti Collaterali Comuni
A dosi elevate la manna può causare disturbi gastrointestinali, con flatulenza, crampi addominali e diarrea. Le reazioni allergiche, sebbene rare, possono comparire nelle persone sensibili sotto forma di eruzioni cutanee, prurito o, nei casi più gravi, difficoltà respiratorie. In presenza di qualsiasi reazione avversa persistente o grave, l’uso va interrotto immediatamente ed è necessario rivolgersi a un medico per una valutazione e indicazioni adeguate.
Curiosità e Fatti Storici
Origine del Nome della Manna
Il nome popolare frassino da manna deriva dalla sostanza zuccherina che trasuda dal tronco dell’albero, soprattutto in Sicilia e in Calabria. Questa linfa fu paragonata alla manna biblica, il cibo che, secondo la tradizione, cadde dal cielo per nutrire gli israeliti nel deserto. Nel corso dei secoli la manna di frassino è stata molto usata come lassativo blando e come dolcificante, con un ruolo rilevante nella medicina e nella cucina di diverse culture mediterranee.
Raccolta della Manna
La raccolta della manna è una pratica ancestrale che ancora oggi si svolge in alcune zone dell’Italia meridionale, come le Madonie, nella Sicilia settentrionale. Qui i produttori praticano incisioni sulla corteccia durante l’estate e lasciano che la linfa coli e si solidifichi a contatto con l’aria. Il mannitolo, principale zucchero della manna, si accumula naturalmente anche nella corteccia dell’albero, e ricerche recenti studiano come l’ombreggiamento del tronco e la siccità influenzino questo accumulo.
Uso nell’Antichità
Fraxinus ornus ha una lunga storia nella medicina tradizionale, che risale all’antichità, e le fonti storiche indicano che la pianta era apprezzata da diverse civiltà. Oltre alla manna, secondo queste fonti, corteccia e foglie venivano impiegate in caso di febbri, infiammazioni e disturbi digestivi. Questa versatilità ha reso l’orniello una presenza frequente negli erbari e nelle farmacopee antiche, consolidandone il ruolo di pianta di grande rilevanza storica e culturale.
Domande Frequenti sull’Orniello
La Tisana di Orniello È Adatta ai Bambini?
La manna, essudato dell’orniello, ha un uso tradizionale come lassativo blando anche nei bambini. La tisana di foglie o di corteccia, invece, può avere effetti più intensi e non è indicata per i bambini senza supervisione professionale. I bambini piccoli devono usare qualsiasi preparazione della pianta solo sotto la guida del pediatra, che potrà valutare la quantità adatta all’età e alle condizioni di salute.
Quali Sono i Principali Usi Tradizionali della Tisana di Orniello?
La tisana di orniello, preparata di solito con le foglie, ha un uso tradizionale come diuretico e lassativo ed è impiegata dalla medicina popolare nei casi di lieve ritenzione idrica. La tradizione la associa anche al sollievo da dolori e infiammazioni, come quelli dell’artrite, e a disturbi digestivi. La ricerca scientifica su questi usi, però, è ancora agli inizi e non conferma benefici nell’uomo.
L’Orniello Interagisce con i Farmaci?
Sì, soprattutto nelle preparazioni più concentrate, come gli estratti di corteccia, che possono potenziare diuretici e lassativi farmaceutici e favorire squilibri elettrolitici. I composti antinfiammatori della pianta possono interagire anche con i farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) e con gli anticoagulanti. Per questo chi assume farmaci in modo continuativo deve informare il medico o il farmacista prima di consumare l’orniello.
La Manna Può Essere Usata in Gravidanza e Allattamento?
La manna non va usata in gravidanza e allattamento senza indicazione medica, perché mancano studi conclusivi sulla sua sicurezza in questi periodi. Come ogni lassativo osmotico, può provocare diarrea, coliche e perdita di sali minerali, effetti che richiedono una cautela ancora maggiore nelle donne in gravidanza e in allattamento.
Le Persone con Diabete Possono Assumere la Manna?
Le persone con diabete devono essere caute, perché il mannitolo presente nella manna può influire sul controllo glicemico se assunto in grandi quantità. Chi usa insulina o altri farmaci per abbassare la glicemia deve parlarne con il medico prima di provare la manna e monitorare la glicemia con maggiore attenzione durante l’uso.
Come Conservare la Manna di Orniello?
La manna va conservata in un contenitore ermetico, in un luogo fresco, asciutto e al riparo dalla luce. L’umidità e il calore possono renderla appiccicosa o deteriorarla, e la luce solare diretta può degradarne i componenti. Se ben conservata, mantiene le sue caratteristiche per un periodo prolungato, ma conviene controllare la data di scadenza, se presente, e gettare qualsiasi prodotto che mostri alterazioni di colore, consistenza o odore.
Avviso: questo contenuto è informativo e non sostituisce il parere di un professionista sanitario. Consultare un medico o un fitoterapeuta prima di usare piante medicinali, soprattutto in gravidanza, durante l’allattamento o in caso di assunzione di farmaci.
Riferimenti e Studi Scientifici
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- PMC2001 Kostova I. Fraxinus ornus L. Fitoterapia. 2001.
- PMC2017 Sarfraz I, et al. Fraxinus: A Plant with Versatile Pharmacological and Biological Activities. Evid Based Complement Alternat Med. 2017.
- PMC1995 Stefanova Z, et al. Effect of a total extract from Fraxinus ornus stem bark and esculin on zymosan- and carrageenan-induced paw oedema in mice. J Ethnopharmacol. 1995.
- PMC2014 Tattini M, et al. Esculetin and esculin (esculetin 6-O-glucoside) occur as inclusions and are differentially distributed in the vacuole of palisade cells in Fraxinus ornus leaves: a fluorescence microscopy analysis. J Photochem Photobiol B. 2014.
- PMC2024 Villa C, et al. Evaluation of the Biological Activity of Manna Exudate, from Fraxinus ornus L., and Its Potential Use as Hydrogel Formulation in Dermatology and Cosmetology. Gels. 2024.
