Krameria lappacea (Dombey) Burdet & B.B.Simpson / Ratania, conosciuta popolarmente come ratania del Perù, è un arbusto di piccola taglia appartenente alla famiglia Krameriaceae. Originaria delle Ande, in particolare di Perù, Bolivia, Ecuador, Cile settentrionale e Argentina nordoccidentale, questa pianta è apprezzata per le sue notevoli proprietà medicinali fin da tempi immemorabili. La ratania è nota soprattutto per la sua radice, l’unica parte della pianta dotata di proprietà terapeutiche significative, tradizionalmente impiegata dai popoli indigeni per diverse finalità curative.
La storia della ratania nella medicina tradizionale risale a secoli fa, con testimonianze del suo impiego da parte delle comunità andine per trattare svariate affezioni. La sua introduzione in Europa nel XVIII secolo, a opera di Hipólito Ruiz, ne ha consolidato il posto nella farmacopea occidentale. La pianta è particolarmente celebre per le qualità astringenti, antisettiche e antidiarroiche, attribuite all’elevata concentrazione di tannini presente nella radice. La ricerca scientifica moderna ha confermato molti di questi usi ancestrali, mettendo in evidenza il potenziale della Krameria lappacea come risorsa fitoterapica di valore.
Nomi Popolari e Internazionali della Ratania
- Italiano: ratania.
- Inglese: para rhatany, payta, Peruvian rhatany, rhatany, rhatany root.
- Spagnolo: mapato, ratania.
- Portoghese: ratânia, ratânia-do-peru, ratânia-da-terra (BR).
- Francese: ratania.
- Tedesco: Ratanhia.
Sinonimi Botanici della Ratania
Krameria triandra Ruiz & Pav. è un sinonimo botanico spesso associato a Krameria lappacea, sebbene esistano distinzioni tassonomiche. Altri sinonimi comprendono Krameria canescens Willd. ex Schult., Krameria linearis Poir., Krameria pentapetala Ruiz & Pav., Krameria triandra var. humboldtiana Chodat e Landia lappacea Dombey ex Vitman. La complessità della tassonomia di Krameria riflette la diversità morfologica e la distribuzione geografica delle specie, che a volte si sovrappongono per caratteristiche e usi.
Famiglia Botanica: Krameriaceae

Illustrazione botanica di Krameria lappacea (Dombey) Burdet & B.B.Simpson (ratania, ratania del Perù), arbusto emiparassita della famiglia Krameriaceae, originario delle Ande sudamericane, che mostra la pianta completa con fiori rossastri, foglie piccole e la radice a fittone, in stile enciclopedia botanica dell’Ottocento su fondo di carta da erbario, con il dettaglio della struttura della pianta e del suo habitat arido.
La famiglia Krameriaceae è monogenerica e comprende il solo genere Krameria, che riunisce circa 18 specie. Si tratta di arbusti perenni ed emiparassiti, che si ancorano alle radici di altre piante per ricavarne nutrimento. La famiglia è caratterizzata da fiori con quattro o cinque petali e da frutti secchi, spesso muniti di spine. Le Krameriaceae sono originarie delle regioni aride e semiaride delle Americhe, dal sud-ovest degli Stati Uniti fino al Sud America. La presenza di composti come i tannini e i neolignani è un tratto fitochimico distintivo della famiglia e conferisce a queste piante le proprietà astringenti e antinfiammatorie per cui sono conosciute.
Parti Utilizzate della Ratania
- Radice
Usi Etnobotanici e Tradizionali della Ratania
- Affezioni della bocca e delle gengive
- Afte
- Antidiarroico
- Antisettico orale
- Cicatrizzante
- Diarrea
- Dissenteria
- Emorragia
- Emorroidi
- Igiene orale
- Leucorrea
- Mal di gola
- Perdite vaginali
- Sudorazione dei piedi e delle ascelle
Proprietà Terapeutiche della Ratania
- Anticancerogeno (attività antitumorale in studi di laboratorio); uso tradizionale, senza efficacia clinica accertata
- Anticoccidico (contrasta i coccidi, protozoi parassiti)
- Antifungino (contrasta i funghi)
- Antimicrobico (contrasta i microrganismi); uso tradizionale, senza efficacia clinica accertata
- Antinfiammatorio (riduce le infiammazioni)
- Antiossidante (contrasta i radicali liberi)
- Antisettico (previene le infezioni); uso tradizionale, senza efficacia clinica accertata
- Astringente (contrae i tessuti e i vasi sanguigni)
- Astringente emostatico locale (riduce il sanguinamento superficiale di gengive e mucose irritate)
- Tonico (rinvigorisce e rafforza)
Profilo Fitochimico Dettagliato della Ratania
- Lignani
- Neolignani
- Tannini (10-20% di tannini condensati)
Forme di Preparazione e Somministrazione della Ratania
- Decotto
- Estratto
- Gargarismi
- Infuso
- Polvere (per l’igiene orale)
- Sciacqui orali
- Supposta
- Tintura
- Unguento
Sinergia con Altre Piante Medicinali
Disturbi Gastrointestinali
Per il trattamento di diarree e dissenterie, la ratania può essere associata alla guaiava (Psidium guajava) e alla carqueja (Baccharis trimera). La guaiava è nota per le foglie ricche di tannini e flavonoidi con azione antidiarroica, mentre la carqueja possiede proprietà digestive e antinfiammatorie. L’unione di queste piante può offrire un effetto sinergico nella regolazione del transito intestinale e nella riduzione dell’infiammazione del tratto gastrointestinale.
Salute Orale e Gengivale
La ratania, con le sue proprietà astringenti e antisettiche, può essere combinata con la salvia (Salvia officinalis) e la calendula (Calendula officinalis) per potenziare gli effetti sulla salute orale. La salvia offre un’ulteriore azione antimicrobica, mentre la calendula contribuisce con proprietà cicatrizzanti e antinfiammatorie. Questa sinergia risulta utile nel trattamento di gengiviti, stomatiti e afte, perché favorisce la cicatrizzazione e riduce l’infiammazione della mucosa orale.
Trattamento delle Emorroidi
Nel trattamento topico delle emorroidi, la ratania può essere impiegata insieme all’amamelide (Hamamelis virginiana) e all’ippocastano (Aesculus hippocastanum). L’amamelide è un potente astringente e venotonico, mentre l’ippocastano rafforza le pareti dei vasi sanguigni e riduce l’infiammazione. Questa combinazione può alleviare il dolore, il gonfiore e il sanguinamento associati alle emorroidi, favorendo il recupero dei tessuti interessati.
Ricette e Protocolli d’Uso della Ratania
Collutorio Astringente per la Gengivite
Ingredienti: 1 cucchiaino di radice di ratania essiccata e triturata, 200 ml di acqua.
Preparazione: Far bollire la radice di ratania nell’acqua per 10 minuti. Filtrare e lasciare raffreddare. Utilizzare il liquido per sciacqui e gargarismi 2 o 3 volte al giorno, soprattutto dopo i pasti. Questo collutorio aiuta a ridurre l’infiammazione e il sanguinamento delle gengive, oltre a contrastare i microrganismi presenti nella bocca.
Decotto per la Diarrea
Ingredienti: 1 cucchiaio di radice di ratania essiccata e triturata, 500 ml di acqua.
Preparazione: Mettere la radice nell’acqua e far bollire per 15 minuti. Filtrare e assumere 1 tazza (200 ml) fino a due volte al giorno, per un massimo di 3 giorni. Una diarrea che persista oltre richiede una valutazione medica. Il decotto di ratania ha un’azione astringente locale ed è usato tradizionalmente nelle diarree lievi e passeggere; la presenza di sangue nelle feci, febbre o segni di disidratazione richiede una valutazione medica immediata e non va trattata in casa.
Polvere Dentifricia Naturale
Ingredienti: Radice di ratania essiccata e polverizzata.
Preparazione: Utilizzare la polvere della radice di ratania direttamente sullo spazzolino, oppure mescolata con un po’ d’acqua fino a formare una pasta. Spazzolare delicatamente i denti e le gengive. Questo metodo tradizionale aiuta a rafforzare le gengive, a prevenire i sanguinamenti e a mantenere l’igiene orale. A Lima, in Perù, era conosciuta come la “radice dei denti”.
Tintura per Uso Topico
Ingredienti: 50 g di radice di ratania essiccata e triturata, 250 ml di alcol di cereali a 70%.
Preparazione: Mettere la radice nell’alcol dentro un flacone scuro e lasciare macerare per 14 giorni, agitando ogni giorno. Filtrare e conservare in un contagocce. Applicare alcune gocce diluite in acqua sulla pelle integra o sulle emorroidi esterne, 2 volte al giorno; non usare la tintura sulla mucosa genitale né per trattare le perdite, che richiedono una diagnosi medica. La tintura offre una forma concentrata delle proprietà astringenti e antisettiche della ratania.
Unguento per le Emorroidi
Ingredienti: 10 g di estratto secco di ratania, 50 g di base per unguento (per esempio vaselina solida o burro di karité).
Preparazione: Mescolare l’estratto secco di ratania nella base per unguento fino a ottenere un composto omogeneo. Conservare in un recipiente pulito e asciutto. Applicare una piccola quantità sulla zona interessata dalle emorroidi, 2 o 3 volte al giorno. Questo unguento dà sollievo dal dolore, dall’infiammazione e dal sanguinamento.
Terapie Associate alla Ratania
Fitoterapia Clinica
Nella fitoterapia clinica la ratania è impiegata soprattutto per le sue proprietà astringenti e antinfiammatorie. Estratti standardizzati della radice sono riconosciuti dalle monografie ufficiali soltanto per l’uso locale, nelle infiammazioni lievi della mucosa della bocca e della gola; l’impiego nella diarrea e nelle emorroidi segue invece la tradizione d’uso, senza la stessa validazione. Il dosaggio e la forma di somministrazione vengono adattati alla condizione del paziente e alla concentrazione dei principi attivi. La ratania si applica localmente, in cicli brevi e con attenzione al rischio di sensibilizzazione.
Omeopatia
In omeopatia Krameria lappacea, nota come Ratanhia, viene citata per sintomi quali bruciore nel retto, dolore anale intenso, emorroidi dolorose e ragadi anali, e la tradizione la riferisce soprattutto a chi racconta di trovare sollievo piegandosi all’indietro da seduto oppure applicando compresse fredde. La Ratanhia omeopatica si prepara a partire dalla tintura madre della radice, seguendo le diluizioni e le dinamizzazioni proprie di questa tradizione e, secondo la dottrina omeopatica, la preparazione mirerebbe a stimolare la capacità di autoguarigione dell’organismo. Non esistono studi clinici che dimostrino l’efficacia di queste preparazioni per le indicazioni citate. Un cambiamento dell’alvo, un dolore anale che non migliora, il sangue misto alle feci e un sanguinamento rettale persistente o ricorrente richiedono una valutazione medica, perché possono indicare condizioni che necessitano di una diagnosi specifica.
Controindicazioni ed Effetti Collaterali della Ratania
Controindicazioni Generali
La ratania è un sensibilizzante da contatto noto: collutori, dentifrici e tinture a base di radice possono provocare una reazione allergica della mucosa della bocca e delle labbra, con bruciore, desquamazione e gonfiore, e l’uso va sospeso al primo segnale. Non prolungare l’applicazione locale oltre due settimane consecutive. La ratania è inoltre controindicata in caso di ipersensibilità nota a uno qualsiasi dei componenti della pianta. A causa dell’elevata concentrazione di tannini, l’uso prolungato o a dosi elevate può provocare irritazione gastrointestinale, nausea e stitichezza. Non è consigliata alle donne in gravidanza o in allattamento, poiché non esistono studi sufficienti a dimostrarne la sicurezza in questi gruppi. Anche i bambini piccoli dovrebbero evitarne l’uso, se non su indicazione medica. Chi soffre di problemi epatici o renali deve usarla con cautela e sotto controllo professionale.
Interazioni Farmacologiche
La ratania può interagire con i farmaci che incidono sull’assorbimento dei nutrienti, per via della sua proprietà astringente. Può ridurre l’assorbimento del ferro e di altri minerali se assunta contemporaneamente. Si raccomanda un intervallo di almeno due ore tra l’assunzione di ratania e quella di altri farmaci o integratori. I pazienti in terapia con anticoagulanti devono usare cautela, perché i tannini possono influire sulla coagulazione del sangue, sebbene questo effetto non sia ben documentato per la ratania.
Curiosità sulla Ratania
La “Radice dei Denti”
La ratania si guadagnò il soprannome di “radice dei denti” a Lima, in Perù, già nel XVIII secolo, quando Hipólito Ruiz annotò l’usanza locale di pulire i denti con la polvere della radice. Le donne della regione utilizzavano la polvere della radice per lavare i denti e rafforzare le gengive, sfruttandone le proprietà astringenti e antisettiche. Questo impiego tradizionale illustra la percezione popolare della pianta nell’igiene orale, molto prima che i dentifrici moderni si diffondessero, senza per questo costituire una prova di efficacia nella prevenzione della malattia parodontale.
Colorante Naturale
Oltre alle applicazioni medicinali, la radice della ratania è una fonte di pigmento rosso. Questo colorante naturale è stato utilizzato in diverse culture per tingere tessuti e alimenti e perfino come cosmetico. La presenza di tale pigmento, insieme ai tannini, conferisce alla radice di ratania una colorazione caratteristica, che può essere estratta per scopi artistici e industriali e che dimostra la versatilità di questa pianta.
Pianta Emiparassita
Una curiosità botanica interessante a proposito della Krameria lappacea è il suo comportamento emiparassita. Ciò significa che, pur svolgendo la fotosintesi, la pianta si collega anche alle radici di altre piante ospiti per estrarne acqua e nutrienti. Questa strategia di sopravvivenza le permette di prosperare negli ambienti aridi e semiaridi delle Ande, dove le risorse idriche e nutritive sono scarse, il che ne fa una specie adattata e resiliente.
Domande Frequenti sulla Ratania
A Cosa Serve la Ratania?
La ratania si usa soprattutto per la sua azione astringente e antisettica locale. L’impiego riconosciuto dalle monografie ufficiali è quello sulla mucosa della bocca e della gola, nelle infiammazioni lievi e nella gengivite. Gli usi nella diarrea lieve e nelle emorroidi esterne seguono la tradizione d’uso, senza la stessa validazione, e le perdite vaginali richiedono una diagnosi medica, non l’automedicazione.
Come Usare la Radice di Ratania?
La radice di ratania può essere usata in diverse forme: decotti da assumere per via orale (nei casi di diarrea lieve), sciacqui e gargarismi (per i problemi della bocca e della gola), polvere (come dentifricio), tinture e unguenti (per l’applicazione topica sulle emorroidi esterne e sulla pelle integra). La forma d’uso dipende dalla condizione da trattare.
La Ratania Ha Effetti Collaterali?
Sì. L’uso prolungato o a dosi elevate di ratania può provocare irritazione gastrointestinale, nausea e stitichezza a causa dell’elevata concentrazione di tannini. È controindicata per le donne in gravidanza, per quelle che allattano e per i bambini piccoli, e deve essere usata con cautela da chi soffre di problemi epatici o renali. Può interagire con i farmaci che incidono sull’assorbimento dei nutrienti.
Dove Trovare la Ratania?
La ratania è originaria delle regioni andine del Sud America, come Perù, Bolivia ed Ecuador. Si può trovare nei negozi di prodotti naturali, nelle erboristerie e nelle farmacie galeniche, di solito sotto forma di radice essiccata, estratto o tintura. È importante acquistare prodotti da fornitori affidabili per garantirne la qualità e la purezza.
Qual è la Differenza tra la Ratania e le Altre Piante Astringenti?
Pur esistendo altre piante con proprietà astringenti, la ratania si distingue per l’elevata concentrazione di tannini condensati nella radice, che le conferisce un’azione particolarmente potente. Questo profilo in tannini spiega perché vi si ricorra in caso di mucosa irritata, anche se soltanto l’uso locale nelle infiammazioni lievi della bocca e della gola è riconosciuto dalle monografie ufficiali; le altre indicazioni, come la diarrea e le emorroidi, seguono la tradizione d’uso, senza la stessa validazione.
Avviso: questo contenuto è informativo e non sostituisce il parere di un professionista sanitario. Consultare un medico o un fitoterapeuta prima di usare piante medicinali, soprattutto in gravidanza, durante l’allattamento o in caso di assunzione di farmaci.
Riferimenti e Studi Scientifici
Studi Scientifici Peer-Reviewed (2)
- PMC2024 Abdel-Gaber, R., et al. (2024). Krameria lappacea root extract’s anticoccidial properties and coordinated control of CD4 T cells for IL-10 production and antioxidant monitoring. Frontiers in Immunology.
- PEER2021 Al-Oqail, M. M., et al. (2021). Anticancer efficacies of Krameria lappacea extracts against human breast cancer cell line (MCF-7): Role of oxidative stress and ROS generation. Saudi Journal of Biological Sciences.
Letture Complementari (3)
- 2011 Baumgartner, L., et al. (2011). Lignan Derivatives from Krameria lappacea Roots Inhibit Acute Inflammation in Vivo and Pro-inflammatory Mediators in Vitro. Journal of Natural Products.
- 1996 Chevallier, A. (1996). The Encyclopedia of Medicinal Plants. Dorling Kindersley, London.
- 1991 Simpson, B. B. (1991). The Past and Present Uses of Rhatany (Krameria, Krameriaceae). Economic Botany.
