Conosciuta comunemente come hennè, la Lawsonia inermis L. è un arbusto della famiglia Lythraceae descritto da Linneo. Originaria dell’Africa tropicale nord-orientale, della Penisola Arabica e del Pakistan meridionale, la specie è oggi ampiamente coltivata nelle regioni calde di diversi continenti. Apprezzato da millenni come colorante naturale per capelli, unghie e pelle, l’hennè occupa un posto di rilievo anche nelle medicine tradizionali, che gli attribuiscono impieghi molto vari. La ricerca moderna, dal canto suo, studia i composti bioattivi delle foglie, soprattutto il lawsone, con risultati che provengono ancora in gran parte da studi di laboratorio e sugli animali.

Nomi Popolari e Internazionali dell’Hennè
- Italiano: hennè.
- Francese: henné.
- Inglese: Egyptian privet, henna, henna tree, mignonette tree.
- Portoghese: hena, henna.
- Spagnolo: alheña, arjeña, henna.
- Tedesco: Henna, Hennastrauch.
Sinonimi Botanici di Lawsonia inermis
Tra i sinonimi botanici di Lawsonia inermis L. figurano Alcanna spinosa (L.) Gaertn., Casearia multiflora Spreng., Lawsonia alba Lam. nom. illeg., Lawsonia speciosa L., Lawsonia spinosa L. e Rotantha combretoides Baker. Queste denominazioni riflettono la complessità tassonomica della specie e le diverse classificazioni adottate nel corso della storia della botanica. Nonostante questa varietà di nomi, Lawsonia inermis L. è oggi il nome accettato dalla maggior parte delle autorità scientifiche e l’unico da usare per identificare la pianta su etichette e pubblicazioni.
Famiglia Botanica: Lythraceae
La Lawsonia inermis appartiene alla famiglia Lythraceae, che riunisce circa 30 generi e 600 specie diffuse soprattutto nelle regioni tropicali e subtropicali. La famiglia è nota per comprendere piante dai fiori vistosi e dai frutti a capsula. Molte sue specie hanno importanza economica e medicinale in diverse culture del mondo, e l’hennè spicca tra queste per gli impieghi come colorante e per il posto che occupa nella medicina popolare di molti popoli.
Parti Utilizzate dell’Hennè
- Corteccia
- Fiori
- Foglie
- Radici
- Semi
Le foglie essiccate e macinate formano la polvere di hennè usata come colorante e nelle preparazioni per uso esterno. La corteccia, i fiori, le radici e i semi compaiono soprattutto nelle fonti della medicina tradizionale, molte delle quali legate a un uso interno che oggi non è raccomandato.
Usi Etnobotanici e Tradizionali
Le fonti etnobotaniche attribuiscono all’hennè gli impieghi popolari elencati di seguito, che riflettono la tradizione e non sostituiscono né la diagnosi né il trattamento medico. Una parte di essi prevede l’uso interno, pratica che oggi non è raccomandata per mancanza di dati sulla sicurezza.
- Antisettico e antifungino per uso esterno
- Bronchite
- Caduta dei capelli
- Disturbi oftalmici
- Ittero
- Leucoderma
- Scabbia
- Sollievo dal dolore lombare (lombaggine)
- Sollievo dal mal di testa (emicrania)
- Ulcere
Proprietà Terapeutiche dell’Hennè
Le attività che seguono derivano da fonti tradizionali e da studi di laboratorio o sugli animali, senza conferma in studi clinici solidi, e indicano quindi linee di ricerca, non effetti garantiti.
- Analgesico (sollievo dal dolore descritto nell’uso tradizionale e in modelli sperimentali)
- Antibatterico (attività contro i batteri osservata in studi di laboratorio)
- Antifungino (attività contro i funghi osservata in studi di laboratorio)
- Antinfiammatorio (riduzione dei processi infiammatori osservata in studi sperimentali)
- Antiossidante (neutralizzazione dei radicali liberi in saggi di laboratorio)
- Antiparassitario (attività contro i parassiti descritta in studi preliminari)
- Antiproliferativo (attività osservata in studi di laboratorio, senza conferma clinica)
- Cicatrizzante (impiego tradizionale e studi preliminari su modelli animali)
- Epatoprotettivo (effetto osservato in studi sugli animali, senza conferma clinica)
- Ipoglicemizzante (riduzione della glicemia osservata in studi sugli animali, senza conferma clinica)
Profilo Fitochimico Dettagliato dell’Hennè
- Alcaloidi
- Carboidrati
- Chinoni
- Cumarine
- Epicatechina
- Flavonoidi
- Glicosidi
- Lawsone (acido hennotannico)
- Leucocianidina
- Polifenoli
- Proteine
- Quercetina
- Saponine
- Tannini
- Triterpenoidi
- Xantoni
Il lawsone, un naftochinone concentrato nelle foglie, è il pigmento responsabile del colore arancione che l’hennè lascia sulla pelle e sui capelli, poiché si lega alla cheratina. È inoltre il composto più studiato nelle ricerche sulla pianta, anche per il ruolo che svolge nell’emolisi descritta nelle persone con deficit di G6PD.
Forme di Preparazione e Somministrazione dell’Hennè
- Cataplasma
- Decotto
- Estratto
- Infuso
- Olio
- Polvere
- Tintura
La polvere, il cataplasma e l’olio corrispondono alle forme di uso esterno, che sono le più diffuse e le uniche con una tradizione d’impiego sicura. Vanno comunque preparate con hennè puro e precedute da un test di sensibilità su una piccola area di pelle. Decotto, infuso, estratto e tintura compaiono in fonti tradizionali di uso interno, che oggi non è raccomandato perché mancano dati sulla sicurezza ed esistono segnalazioni di tossicità. Qualsiasi interesse per queste forme deve passare prima da un professionista sanitario.
Sinergia con Altre Piante Medicinali
Bellezza dei Capelli con Amla e Shikakai
Insieme a Phyllanthus emblica (amla, sin. Emblica officinalis) e Acacia concinna (shikakai), l’hennè fa parte di un’associazione usata tradizionalmente per i capelli, anche in caso di caduta. L’amla, ricca di vitamina C e antiossidanti, è apprezzata dalla tradizione per il nutrimento del cuoio capelluto, mentre lo shikakai agisce come detergente delicato e l’hennè dona colore e lucentezza alla chioma. Non esistono però studi clinici che valutino l’effetto di questa combinazione.
Associazione Antinfiammatoria con Boswellia e Curcuma
L’associazione dell’hennè con Boswellia serrata (incenso indiano) e Curcuma longa (curcuma o zafferano delle Indie) compare in formulazioni tradizionali dedicate ai fastidi infiammatori e ai dolori persistenti. La boswellia è nota per gli acidi boswellici, studiati come inibitori dei mediatori dell’infiammazione, e la curcuma per la curcumina, anch’essa indagata per la sua azione antinfiammatoria. In teoria le tre piante agirebbero per vie diverse, un’ipotesi che non è ancora stata confermata da studi sulla combinazione. Poiché l’uso interno dell’hennè non è raccomandato, questa associazione ha senso solo in preparazioni per uso esterno e con la guida di un professionista sanitario.
Salute della Pelle con Aloe Vera e Neem
Per la pelle, l’hennè viene usato tradizionalmente accanto ad Aloe vera e Azadirachta indica (neem) in preparazioni topiche. L’aloe vera è nota per le proprietà idratanti, lenitive e rigeneranti attribuite al suo gel, e il neem per le azioni antisettica e antibatterica, che si sommano all’attività antifungina e cicatrizzante descritta per l’hennè. Questa combinazione compare nelle fonti tradizionali per piccole ustioni, tagli e irritazioni cutanee, senza sostituire l’assistenza medica in caso di lesioni estese, profonde o infette.
Ricette e Protocolli di Utilizzo
Cataplasma Tradizionale per le Irritazioni Cutanee
Ingredienti: 2 cucchiai di polvere di hennè puro e acqua tiepida quanto basta per formare una pasta.
Preparazione: Mescolare la polvere di hennè con l’acqua tiepida fino a ottenere una pasta omogenea e applicarla direttamente sulla zona di pelle interessata, lasciandola agire da 30 minuti a 1 ora prima di risciacquare con acqua. Questo cataplasma è usato tradizionalmente per infiammazioni cutanee, scottature lievi e piccole ferite, in virtù dell’azione antisettica e cicatrizzante attribuita all’hennè. Non va applicato ai neonati né alle persone con deficit di G6PD, ed è opportuno provarlo prima su una piccola area di pelle.
Decotto e Infuso nelle Fonti Tradizionali
Ingredienti: corteccia essiccata di hennè, nel caso del decotto, oppure foglie essiccate di hennè, nel caso dell’infuso, con acqua in proporzioni che variano secondo la tradizione.
Preparazione: Nelle fonti tradizionali la corteccia veniva bollita a fuoco basso e poi filtrata, e la bevanda era associata all’ittero e ad altri disturbi epatici. Le foglie, invece, venivano lasciate in infusione in acqua bollente per preparare un infuso usato per il mal di testa e il dolore lombare. Queste preparazioni per uso interno oggi non sono raccomandate, perché mancano dati sulla sicurezza ed esistono segnalazioni di tossicità. Per questo l’articolo non indica quantità né frequenza di assunzione: consultare un professionista sanitario prima di prendere in considerazione qualsiasi uso interno della pianta.
Olio Capillare all’Hennè con Cocco o Olio d’Oliva
Ingredienti: 50 g di polvere di hennè puro e 250 ml di olio di cocco o di olio d’oliva.
Preparazione: Mescolare la polvere di hennè con l’olio in un recipiente di vetro e scaldare dolcemente a bagnomaria per 30 minuti, senza far bollire. Una volta raffreddato, filtrare l’olio, scartare il residuo solido e conservare l’olio infuso in una bottiglia scura. Applicarlo sui capelli e sul cuoio capelluto con un leggero massaggio, una o due volte alla settimana, un impiego che la tradizione riserva alla bellezza della chioma e ai casi di forfora. L’olio può lasciare una sottile sfumatura rossastra, ed è sempre consigliabile un test su una ciocca e un test di sensibilità prima della prima applicazione.
Pasta di Hennè per Tingere i Capelli e per l’Arte Corporea
Ingredienti: polvere di hennè puro, acqua tiepida e, a piacere, succo di limone e oli essenziali.
Preparazione: Mescolare la polvere con acqua tiepida fino a formare una pasta consistente. Per intensificare il colore e la durata, la tradizione aggiunge un po’ di succo di limone e qualche goccia di oli essenziali come lavanda o melaleuca (tea tree). Lasciare riposare la pasta da 6 a 12 ore per il rilascio del pigmento e applicarla sui capelli puliti, per tingerli, oppure sulla pelle, per disegni temporanei. Tenere la pasta da 2 a 4 ore sui capelli o da 1 a 6 ore sulla pelle, secondo l’intensità di colore desiderata, e alla fine risciacquare abbondantemente. Questo metodo è molto diffuso per colorare i capelli in modo naturale e nell’arte corporea tradizionale, a patto di usare polvere di hennè puro, mai hennè nero, e di non applicarla ai neonati o alle persone con deficit di G6PD.
Le preparazioni sopra descritte seguono usi tradizionali e non sostituiscono il parere di un professionista. Prima di qualsiasi uso interno, consultare le controindicazioni e le interazioni descritte in questo articolo.
Terapie Associate
Ayurveda
Nella medicina ayurvedica l’hennè è conosciuto come mehendi ed è ampiamente utilizzato per le proprietà rinfrescanti e purificanti che la tradizione gli attribuisce, con applicazioni topiche su infiammazioni, scottature e problemi della pelle. I testi ayurvedici citano anche l’uso interno nei disturbi epatici e nelle febbri e l’impiego come tonico per i capelli, anche se oggi l’ingestione della pianta non è raccomandata per mancanza di dati sulla sicurezza. L’hennè è considerato un riequilibratore dei dosha Pitta e Kapha, poiché, secondo questa logica, riduce l’eccesso di calore e di umidità nel corpo, ed entra spesso in formulazioni con altre erbe dedicate all’armonia e al benessere generale.
Fitoterapia Clinica
Nella fitoterapia clinica moderna, gli estratti standardizzati di Lawsonia inermis sono oggetto di ricerca per le attività antiossidante, antinfiammatoria ed epatoprotettiva. Il lawsone, principale composto attivo, è studiato per l’azione antimicrobica e per l’attività antiproliferativa osservata in laboratorio, senza conferma clinica. L’impiego pratico si concentra sull’uso esterno, come coadiuvante nella cura della pelle e nelle infezioni cutanee lievi, sempre con la guida di un professionista, mentre il supporto epatico e le altre applicazioni interne restano confinati all’ambito della ricerca. L’indagine fitochimica continua a esplorare possibili applicazioni e lo sviluppo di fitofarmaci a base della pianta, ma la maggior parte delle prove disponibili proviene ancora da studi preclinici.
Medicina Unani
Nella medicina unani l’hennè è classificato come erba di natura fredda e secca e viene impiegato per riequilibrare gli umori sanguigno e biliare, con fonti tradizionali che ne riportano l’uso in febbri, ittero, malattie della pelle e infiammazioni. All’esterno si applica in forma di pasta per il mal di testa e le infiammazioni. All’interno compariva in decotti e infusi destinati a purificare il sangue e a sostenere la funzione epatica, un uso interno che oggi non è raccomandato. La medicina unani apprezza l’hennè soprattutto per la capacità di rinfrescare il corpo che questa tradizione gli attribuisce.
Controindicazioni ed Effetti Collaterali dell’Hennè
Deficit di G6PD e Neonati
Il lawsone può provocare emolisi nelle persone con deficit di G6PD (glucosio-6-fosfato deidrogenasi), compresi i neonati esposti per via topica, e per questo l’hennè è controindicato in chi ha il deficit di G6PD e nei neonati e lattanti. Alcuni casi clinici descrivono emolisi grave e ittero marcato in neonati e bambini con questo deficit dopo la semplice applicazione della pasta sulla pelle, un quadro che può richiedere il ricovero ospedaliero.
L’Hennè Nero Non È Hennè
Il cosiddetto hennè nero, o henna nera, non è hennè: contiene parafenilendiammina (PPD), che causa dermatite grave, sensibilizzazione permanente e cicatrici. La persona sensibilizzata alla PPD può reagire in seguito alle tinture per capelli e ad altri prodotti che contengono lo stesso composto. Per questo i tatuaggi temporanei neri e le polveri che promettono un colore scuro vanno rifiutati, soprattutto nei bambini.
Controindicazioni Generali
L’uso interno dell’hennè non è raccomandato, perché mancano dati sulla sicurezza ed esistono segnalazioni di tossicità, per cui l’impiego accettato si limita all’applicazione esterna dell’hennè puro. In gravidanza l’uso topico è tradizionale in molte culture, ma non ci sono dati per l’uso interno, che va evitato. Le donne in gravidanza e in allattamento devono rivolgersi a un professionista sanitario prima di qualsiasi applicazione. Anche le persone con allergia nota all’hennè, ad altre piante della famiglia Lythraceae o a qualsiasi componente del prodotto devono evitare la pianta. I bambini più grandi possono riceverlo solo per via topica, con hennè di comprovata purezza e in assenza di deficit di G6PD.
Effetti Collaterali Comuni
Nella forma pura e in applicazione esterna, gli effetti collaterali dell’hennè sono di solito rari e lievi, come irritazione cutanea, arrossamento o prurito nelle persone sensibili. Un test di contatto su una piccola area di pelle prima dell’applicazione completa aiuta a verificare la sensibilità individuale. Nelle fonti sull’uso interno, dosi elevate sono state associate a disturbi gastrointestinali come nausea e diarrea. Le reazioni gravi sono legate di solito alla contaminazione con additivi chimici, soprattutto la PPD, o all’emolisi nelle persone con deficit di G6PD.
Interazioni Farmacologiche
Non esistono interazioni farmacologiche ben documentate per l’hennè puro applicato sulla pelle. Poiché studi sugli animali suggeriscono un effetto ipoglicemizzante, chi assume farmaci per il diabete non deve ricorrere all’hennè per via interna. La presenza di cumarine solleva inoltre la possibilità teorica di un’interazione con gli anticoagulanti, anche se la rilevanza clinica è incerta. In ogni caso, chi assume altri farmaci deve consultare un professionista sanitario prima di usare la pianta, per evitare interazioni o effetti avversi.
Curiosità e Fatti Storici
Origini Antiche e Rituali
L’hennè ha una storia millenaria, con tracce d’uso che risalgono a oltre 5.000 anni fa nelle regioni calde del Nord Africa, del Medio Oriente e dell’Asia meridionale. Gli antichi Egizi lo usavano per tingere capelli e unghie e nell’imbalsamazione delle mummie, convinti delle sue proprietà protettive e ringiovanenti. In India, in Pakistan e in molte culture arabe, l’applicazione dell’hennè (mehndi) fa parte di celebrazioni, matrimoni e feste come simbolo di buona sorte, fertilità e bellezza. I disegni elaborati tracciati su mani e piedi in queste occasioni sono vere opere d’arte effimere, che sbiadiscono a poco a poco nelle settimane successive.
L’Hennè nella Medicina Tradizionale
Oltre all’uso cosmetico, l’hennè è stato ampiamente impiegato nella medicina tradizionale, e le medicine ayurvedica e unani gli attribuiscono azioni antinfiammatorie, antisettiche e febbrifughe. Le foglie si usavano per mal di testa, dolori muscolari, ferite, ustioni e malattie della pelle. Decotti e infusi venivano preparati per problemi epatici, ittero e come tonico generale, pratiche di uso interno che oggi non sono raccomandate. Il lawsone, principale composto attivo, è indicato dalla ricerca come responsabile di buona parte delle attività descritte, tra cui quella antimicrobica e quella antiossidante osservate in laboratorio.
L’Hennè e la Cultura Popolare
L’hennè ha superato le sue origini geografiche e culturali fino a diventare un fenomeno globale, con artisti che viaggiano per il mondo per condividere quest’arte millenaria. Nella cultura occidentale si è diffuso come alternativa naturale e temporanea ai tatuaggi permanenti ed è entrato in molti prodotti naturali per capelli grazie al colore e alla lucentezza che dona alla chioma. Mantiene così viva una tradizione antica che continua ad affascinare persone in tutto il mondo.
Confusioni con Altri Nomi Popolari
In Brasile i nomi resedá e rosedá, che alcuni testi attribuiscono all’hennè, indicano in realtà la Lagerstroemia indica, arbusto ornamentale della stessa famiglia Lythraceae. Il nome bogari, invece, corrisponde al Jasminum sambac, un gelsomino della famiglia Oleaceae. Nessuno di questi nomi serve quindi a identificare la Lawsonia inermis, e chi cerca polvere o foglie di hennè deve controllare sempre il nome scientifico sull’etichetta.
Domande Frequenti sull’Hennè
L’Hennè Puro È Sicuro per i Capelli?
Per la maggior parte delle persone l’hennè puro (Lawsonia inermis) è ben tollerato sui capelli e viene usato tradizionalmente per dare lucentezza alla chioma e in caso di forfora. La polvere deve essere pura al 100%, senza additivi chimici come la PPD, che possono causare reazioni allergiche gravi, e l’uso è controindicato nelle persone con deficit di G6PD. Prima dell’applicazione completa, fare sempre un test su una ciocca e un test di sensibilità sulla pelle.
Qual È la Differenza tra Hennè Puro e Hennè Nero?
L’hennè puro (Lawsonia inermis) produce tonalità che vanno dall’arancione al castano rossiccio e non rende nera la pelle. Il cosiddetto hennè nero, o henna nera, non è hennè: contiene parafenilendiammina (PPD), che causa dermatite grave, sensibilizzazione permanente e cicatrici. Per questo è bene controllare l’elenco degli ingredienti e rifiutare qualsiasi prodotto o tatuaggio temporaneo che contenga PPD.
L’Hennè Si Può Usare su Neonati e Bambini?
Nei neonati l’hennè è controindicato, perché il lawsone può provocare emolisi nelle persone con deficit di G6PD, compresi i neonati esposti solo per via topica. Nei bambini più grandi molte culture lo applicano durante celebrazioni e rituali, ma solo con hennè naturale al 100%, in assenza di allergie note e di deficit di G6PD, e mai con hennè nero, per i rischi legati alla PPD. Consultare sempre un pediatra prima di qualsiasi applicazione.
L’Hennè Copre i Capelli Bianchi?
Sì, l’hennè puro può coprire i capelli bianchi, ma il risultato è una tonalità rossastra o ramata che dipende dal colore naturale dei capelli e dal tempo di posa. Per tonalità più scure lo si combina spesso con altre piante, come l’indaco. Poiché non schiarisce i capelli e si limita a depositare colore, l’hennè crea un effetto di riflessi naturali.
Quanto Dura il Colore dell’Hennè sui Capelli?
Il colore dell’hennè sui capelli è considerato permanente, perché il pigmento si lega alla cheratina del fusto, anche se l’intensità può sbiadire un po’ con i lavaggi e l’esposizione al sole. In media la tonalità resta vivace da 4 a 6 settimane, a seconda della frequenza dei lavaggi e dei prodotti usati, e la ricrescita richiede ritocchi alla radice.
L’Hennè Si Può Usare in Gravidanza?
In gravidanza l’uso topico dell’hennè puro è tradizionale in molte culture, ma non ci sono dati per l’uso interno, che va evitato. Come per qualsiasi prodotto a base di piante, le donne in gravidanza e in allattamento devono consultare un medico o un professionista sanitario prima dell’uso. Dopo la nascita, la pasta non va mai applicata al neonato, per il rischio di emolisi in caso di deficit di G6PD.
Avviso: questo contenuto è informativo e non sostituisce il parere di un professionista sanitario. Consultare un medico o un fitoterapeuta prima di usare piante medicinali, soprattutto in gravidanza, durante l’allattamento o in caso di assunzione di farmaci.
Riferimenti e Studi Scientifici
- PMC2024 Batiha GE, et al. Therapeutic potential of Lawsonia inermis Linn: a comprehensive overview. Naunyn Schmiedebergs Arch Pharmacol. 2024.
- PMC2014 Badoni Semwal R, et al. Lawsonia inermis L. (henna): ethnobotanical, phytochemical and pharmacological aspects. J Ethnopharmacol. 2014.
- PMC2013 Li Q, et al. [Advances in studies on chemical constituents and biological activities of Lawsonia inermis]. Zhongguo Zhong yao za zhi = Zhongguo zhongyao zazhi = China journal of Chinese materia medica. 2013.
