Eryngium maritimum L. / Eringio Marino, noto in italiano come eringio marino o calcatreppola marittima, è una pianta erbacea perenne della famiglia delle Apiaceae, descritta da Linneo nel 1753. Originaria delle coste sabbiose e delle dune d’Europa, la specie è ben adattata agli ambienti salini ed esposti al vento, dove svolge un ruolo ecologico importante contribuendo a fissare la sabbia delle dune. Le sue infiorescenze azzurrognole e spinose compongono un’immagine caratteristica dei paesaggi litoranei, e da secoli la medicina tradizionale europea ricorre a questa pianta, apprezzandone soprattutto le radici e, in misura minore, le parti aeree.

Nella tradizione erboristica l’eringio marino è ricordato soprattutto come diuretico ed espettorante, e tra i suoi usi storici figurano disturbi delle vie urinarie e delle vie respiratorie. La pianta contiene flavonoidi, saponine, olio essenziale e altri composti fitochimici che vengono studiati come possibile base di questi impieghi. Recenti studi di laboratorio ne esplorano il potenziale antiossidante e antinfiammatorio, ma i dati clinici sono ancora limitati, per cui l’uso medicinale della specie rimane in larga parte tradizionale.
Nomi Popolari e Internazionali dell’Eringio Marino
- Italiano: calcatreppola marittima, cardo marino, eringio marino.
- Inglese: sea eryngo, sea holly, seaside eryngo.
- Spagnolo: cardo corredor marino, cardo de mar, cardo marino.
- Portoghese: cardo-bravo, cardo-corredor-marítimo, cardo-marítimo.
- Francese: chardon des dunes, chardon roulant, houx de mer, panicaut maritime.
- Tedesco: Strand-Mannstreu, Stranddistel.
Sinonimi Botanici di Eryngium maritimum
Nella letteratura scientifica attuale non esistono sinonimi botanici ampiamente accettati per Eryngium maritimum L., e la classificazione tassonomica della specie è rimasta stabile fin dalla descrizione originale di Linneo. In pratica questo semplifica l’identificazione dell’eringio marino in studi, erbari e banche dati botaniche, dato che lo stesso nome scientifico viene usato in modo coerente da oltre due secoli e mezzo.
Famiglia Botanica: Apiaceae
La famiglia delle Apiaceae, nota anche come Umbelliferae o Ombrellifere, è un’ampia famiglia di piante da fiore che comprende diverse centinaia di generi e oltre 3.700 specie. Si riconosce dalle infiorescenze a ombrella, gruppi di fiori che si aprono come le stecche di un ombrello, e include piante di grande importanza economica e culinaria come la carota, il sedano, il prezzemolo e il coriandolo, accanto a specie medicinali e anche a specie tossiche. L’eringio marino, con infiorescenze a capolino che ricordano un’ombrella compatta, è un membro atipico di questa famiglia così varia, e la parentela ha una conseguenza pratica, perché chi è allergico ad altre Apiaceae può reagire anche a questa pianta.
Parti Utilizzate dell’Eringio Marino
- Foglie (impiegate in cataplasmi nell’uso popolare)
- Germogli giovani (consumati cotti nella tradizione alimentare)
- Parti aeree (usate in infusi nella tradizione erboristica)
- Radice (la parte più apprezzata, preparata in decotto e, in passato, candita come dolce)
Usi Etnobotanici e Tradizionali
Gli usi elencati di seguito corrispondono a testimonianze della tradizione popolare europea e non sono stati confermati da studi clinici, per cui hanno valore di documentazione storica e non di indicazione terapeutica.
- Afrodisiaco (reputazione storica)
- Calcoli renali (uso popolare come coadiuvante)
- Cistite e uretrite
- Disturbi della prostata
- Diuretico
- Espettorante
- Malattie del fegato e dei reni
- Stimolante dell’appetito
- Tosse e stati catarrali
Proprietà Terapeutiche dell’Eringio Marino
Le proprietà elencate qui sotto derivano per lo più dall’uso tradizionale, mentre le attività antiossidante, antinfiammatoria e antimicrobica sono state osservate solo in studi di laboratorio, senza conferma in ricerche sull’uomo.
- Afrodisiaco (reputazione storica, senza prove scientifiche)
- Antielmintico (uso popolare contro i vermi intestinali, senza studi clinici)
- Antimicrobico (attività osservata in test di laboratorio)
- Antinfiammatorio (attività osservata in un estratto del rizoma testato su cellule, in laboratorio)
- Antiossidante (capacità di neutralizzare i radicali liberi osservata in estratti, in laboratorio)
- Diuretico (impiego tradizionale per aumentare il volume delle urine)
- Espettorante (impiego tradizionale per favorire l’espulsione del muco)
- Stimolante (descritto dalla tradizione come tonificante)
Profilo Fitochimico Dettagliato dell’Eringio Marino
- Composti fenolici (associati all’attività antiossidante osservata in laboratorio)
- Flavonoidi
- Oli essenziali (ricchi di sesquiterpeni ossigenati)
- Saponine triterpeniche
- Tannini
Le analisi dell’olio essenziale dell’eringio marino hanno identificato sesquiterpeni ossigenati con scheletro biciclo[4.4.0]decanico, e uno studio del 2020 ha descritto la composizione degli oli essenziali della specie insieme a quelli di Eryngium alpinum. Alcuni ricercatori lettoni hanno inoltre confrontato il profilo fitochimico di foglie e radici di piante selvatiche e di piante micropropagate, indagando come la composizione vari tra questi organi e tra materiali di origine diversa.
Forme di Preparazione e Somministrazione dell’Eringio Marino
- Candito (radici, preparazione storica consumata come dolce)
- Cataplasma (foglie fresche, solo con le precauzioni descritte nelle Controindicazioni)
- Cotto (radici e germogli, nella tradizione alimentare)
- Decotto (radice)
- Infuso (parti aeree)
- Olio essenziale (studiato soprattutto in analisi chimiche, senza un protocollo d’uso domestico stabilito)
Poiché non esistono dosi standardizzate né studi clinici sulla sicurezza della pianta, la frequenza e la durata di qualsiasi preparazione per uso interno vanno stabilite con un professionista sanitario.
Sinergia con Altre Piante Medicinali
Vie Urinarie
Nella tradizione erboristica europea l’eringio marino compare in combinazione con l’uva ursina (Arctostaphylos uva-ursi) e l’equiseto (Equisetum arvense) in preparazioni destinate alle vie urinarie. In questa associazione l’eringio marino interviene per il suo uso tradizionale come diuretico, l’uva ursina apporta l’arbutina, un composto studiato per l’azione antisettica sulle vie urinarie, e l’equiseto viene ricordato per il contenuto di silice, che la tradizione collega al benessere dei tessuti del tratto urinario. Non esistono studi clinici su questa combinazione, ogni pianta ha controindicazioni proprie e l’uva ursina, in particolare, non è adatta all’uso prolungato né alla gravidanza, per cui la miscela va presa in considerazione solo con la guida di un professionista e mai al posto della terapia per cistiti o calcoli renali.
Vie Respiratorie
Un’altra associazione tradizionale riunisce l’eringio marino, il timo (Thymus vulgaris) e l’altea (Althaea officinalis) in tisane per le vie respiratorie. L’eringio marino vi entra per il suo impiego tradizionale come espettorante, il timo è descritto come antisettico e spasmolitico, e l’altea, ricca di mucillagini, è usata dalla tradizione per lenire l’irritazione della gola e delle vie aeree. La combinazione viene spesso ricordata in caso di tosse e bronchite, ma la sua efficacia non è stata verificata in studi clinici, e tosse persistente, febbre o mancanza di respiro richiedono una valutazione medica.
Ricette e Protocolli di Utilizzo
Decotto Tradizionale della Radice per le Vie Urinarie
Ingredienti: 1 cucchiaio di radice di eringio marino essiccata e sminuzzata e 500 ml di acqua.
Preparazione: Far bollire la radice nell’acqua per 10-15 minuti e filtrare. Questo decotto viene usato tradizionalmente per stimolare la diuresi e come coadiuvante nei disturbi urinari, ma non sostituisce la valutazione medica delle infezioni urinarie né dei calcoli renali. La quantità giornaliera e la durata d’uso vanno stabilite con un professionista sanitario, poiché per la pianta non esiste una dose definita.
Infuso Tradizionale delle Parti Aeree per la Tosse
Ingredienti: 1 cucchiaino di parti aeree essiccate di eringio marino e 250 ml di acqua bollente.
Preparazione: Versare l’acqua bollente sulla pianta, coprire, lasciare in infusione per 10 minuti e filtrare. La tradizione popolare usa questo infuso per fluidificare le secrezioni bronchiali e favorire l’espettorazione negli stati catarrali e nelle bronchiti, e tosse persistente, febbre o mancanza di respiro richiedono una valutazione medica. Consultare un professionista sanitario per sapere se la tisana è adatta al proprio caso e in quale quantità giornaliera.
Cataplasma Tradizionale di Foglie per i Dolori Reumatici
Ingredienti: Foglie fresche di eringio marino e acqua calda.
Preparazione: Secondo le testimonianze tradizionali, le foglie fresche venivano schiacciate, immerse per pochi istanti in acqua calda per ammorbidirle e applicate sulle articolazioni doloranti, coperte con un panno, per 20-30 minuti, allo scopo di alleviare il dolore reumatico. Poiché la pianta può irritare la pelle quando viene maneggiata fresca e ha foglie spinose, la manipolazione richiede guanti, l’applicazione va fatta sopra un panno sottile, mai a contatto diretto con la pelle, e la preparazione va evitata da chi è allergico alle Apiaceae o ha la pelle sensibile o lesa. Prima dell’uso consultare un professionista sanitario e sospendere l’applicazione al primo segno di arrossamento, prurito o bruciore.
Le preparazioni sopra descritte seguono usi tradizionali e non sostituiscono il parere di un professionista. Prima di qualsiasi uso interno, consultare le controindicazioni e le interazioni descritte in questo articolo.
Terapie Associate
Fitoterapia Tradizionale Europea
Nella fitoterapia di tradizione europea l’eringio marino compare soprattutto come diuretico ed espettorante, con le preparazioni a base di radice associate al sostegno delle vie urinarie e le parti aeree riservate ai disturbi respiratori. Questo impiego si fonda su testimonianze storiche e sull’esperienza degli erboristi, non su sperimentazioni cliniche, ed è per questo che la pianta non deve prendere il posto di trattamenti di efficacia dimostrata per infezioni, calcoli renali o malattie della prostata.
Ricerca di Laboratorio
I composti antiossidanti dell’eringio marino suscitano interesse nelle ricerche sullo stress ossidativo. Nel 2008 uno studio sulle specie alofite, piante adattate ai suoli salini, ha valutato la capacità antiossidante e antimicrobica di estratti che includevano l’eringio marino, e nel 2023 un estratto acquoso del rizoma ha mostrato un potenziale antiossidante e antinfiammatorio su cellule Jurkat, una linea di linfociti umani coltivata in laboratorio. Una revisione del 2015 sul genere Eryngium ha riunito i dati sull’attività antimicrobica di diverse specie, ma nessuno di questi risultati è stato confermato in studi sull’uomo.
Controindicazioni ed Effetti Collaterali dell’Eringio Marino
L’eringio marino (Eryngium maritimum) ha dati clinici limitati, e il suo uso medicinale è soprattutto tradizionale. Per questo l’assenza di segnalazioni di effetti collaterali gravi non va interpretata come prova di sicurezza, e le restrizioni che seguono valgono per qualsiasi forma d’uso, che si tratti di tisana, decotto, cataplasma o olio essenziale.
- Allergia alle Apiaceae: chi è allergico alle piante della famiglia delle Apiaceae (carota, finocchio, prezzemolo) deve evitarla, per il rischio di reazione crociata.
- Bambini: non ci sono dati certi per i bambini piccoli, e la pianta non deve essere data loro.
- Gravidanza e allattamento: non usare in gravidanza e allattamento.
- Malattie renali e diuretici: dato l’uso tradizionale come diuretico, chi soffre di malattie renali o assume farmaci diuretici deve consultare un professionista sanitario prima di usare la pianta.
- Pelle: la pianta può irritare la pelle quando viene maneggiata fresca, il che richiede guanti durante la raccolta e la preparazione e una cautela ancora maggiore nell’uso in cataplasmi.
- Sintomi urinari e prostatici: bruciore durante la minzione, sangue nelle urine, dolore lombare o difficoltà a urinare richiedono una valutazione medica, e la pianta non sostituisce il trattamento di infezioni, calcoli o malattie della prostata.
Non esistono studi sulle interazioni dell’eringio marino con i farmaci, per cui chi segue una terapia continuativa deve informare il medico prima di usare qualsiasi preparazione a base della pianta. In caso di reazione allergica, irritazione persistente della pelle o qualsiasi sintomo inatteso, l’uso va sospeso immediatamente.
Curiosità e Fatti Storici
Nel XVII e XVIII secolo, soprattutto in Inghilterra, le radici dell’eringio marino venivano candite nello zucchero e consumate come dolce, a cui si attribuiva fama di afrodisiaco e ricostituente. La pianta compare in “Le allegre comari di Windsor” di William Shakespeare, nella scena in cui Falstaff chiede al cielo di far piovere patate e nevicare “eringoes”, antico nome delle radici candite dell’eringio marino, con un’allusione diretta a questa reputazione afrodisiaca.
Nel 2002 l’eringio marino è stato scelto come fiore della contea per la città di Liverpool, in Inghilterra, a conferma del suo valore simbolico nei paesaggi costieri britannici. Oggi la specie è considerata rara o minacciata in parte del suo areale, e i ricercatori coltivano già piante micropropagate in laboratorio per studiarla, il che rende sconsigliabile la raccolta nelle dune naturali.
Domande Frequenti sull’Eringio Marino
La Tisana di Eringio Marino Si Può Bere Ogni Giorno?
Non ci sono dati clinici che definiscano una dose sicura per l’uso quotidiano o prolungato, poiché l’impiego medicinale dell’eringio marino è soprattutto tradizionale. Per questo la frequenza e la durata del consumo vanno concordate con un professionista sanitario, e la tisana non deve essere usata in gravidanza, durante l’allattamento né dai bambini piccoli.
Qual È la Parte Migliore della Pianta per Preparare la Tisana?
Nella tradizione si utilizzano sia la radice sia le parti aeree per preparare tisane. La radice, preparata in decotto, è associata soprattutto ai disturbi urinari, mentre le parti aeree, in infuso, vengono di solito scelte per la tosse e gli stati catarrali.
L’Eringio Marino Ha un Sapore Gradevole?
Il sapore è piuttosto amaro e aromatico e potrebbe non piacere a tutti i palati. Chi desidera ammorbidirlo può abbinare la pianta ad altre erbe o dolcificare la tisana con il miele, tenendo presente che le restrizioni d’uso descritte nelle Controindicazioni restano valide.
Chi Non Deve Usare l’Eringio Marino?
Non usare in gravidanza e allattamento, e chi è allergico alle piante della famiglia delle Apiaceae (carota, finocchio, prezzemolo) deve evitarlo, per il rischio di reazione crociata. Non ci sono nemmeno dati certi per i bambini piccoli, e le persone con malattie renali o in terapia con diuretici hanno bisogno di indicazioni professionali prima di qualsiasi preparazione.
L’Eringio Marino Può Irritare la Pelle?
Sì, la pianta può irritare la pelle quando viene maneggiata fresca, e le sue foglie e infiorescenze sono spinose. Per questo la manipolazione richiede guanti, e il cataplasma tradizionale va applicato solo sopra un panno sottile, con la guida di un professionista e sospendendolo subito in caso di arrossamento, prurito o bruciore.
Esistono Studi Scientifici sull’Eringio Marino?
Esistono studi di laboratorio che hanno osservato attività antiossidante, antinfiammatoria e antimicrobica in estratti della pianta, oltre ad analisi della composizione del suo olio essenziale. Nessuno di questi risultati è stato confermato in ricerche sull’uomo, e l’uso medicinale dell’eringio marino resta basato soprattutto sulla tradizione.
Avviso: questo contenuto è informativo e non sostituisce il parere di un professionista sanitario. Consultare un medico o un fitoterapeuta prima di usare piante medicinali, soprattutto in gravidanza, durante l’allattamento o in caso di assunzione di farmaci.
Riferimenti e Studi Scientifici
- PMC2023 Cortés-Fernández I, et al. Antioxidant and anti-inflammatory potential of rhizome aqueous extract of sea holly (Eryngium maritimum L.) on Jurkat cells. J Ethnopharmacol. 2023.
- PMC2012 Darriet F, et al. Bicyclo[4.4.0]decane oxygenated sesquiterpenes from Eryngium maritimum essential oil. Planta Med. 2012.
- PMC2015 Erdem SA, et al. Blessings in disguise: a review of phytochemical composition and antimicrobial activity of plants belonging to the genus Eryngium. Daru. 2015.
- PMC2020 Kikowska M, et al. Chemical Composition of Essential Oils from Rare and Endangered Species-Eryngium maritimum L. and E. alpinum L.. Plants (Basel). 2020.
- PMC2008 Meot-Duros L, et al. Radical scavenging, antioxidant and antimicrobial activities of halophytic species. J Ethnopharmacol. 2008.
- PMC2023 Nakurte I, et al. Phytochemical Diversity Comparison in Leaves and Roots of Wild and Micropropagated Latvian Sea Holly (Eryngium maritimum L.). Molecules. 2023.
