L’elicriso (Helichrysum italicum), noto anche come immortella e perpetuina, è una pianta erbacea perenne e aromatica della famiglia delle Asteraceae, originaria della regione mediterranea. I suoi fiori gialli, che mantengono il colore anche dopo la raccolta e l’essiccazione, sono la fonte dell’olio essenziale oggi impiegato soprattutto in cosmetica e aromaterapia. Fiori e foglie, dal canto loro, fanno parte da secoli della medicina popolare di paesi come Italia, Spagna, Portogallo e Bosnia ed Erzegovina.

In questi paesi la tradizione ha fatto ricorso alla pianta in caso di allergie, raffreddore, tosse, problemi della pelle, disturbi del fegato e della cistifellea, infiammazioni, infezioni e insonnia. Questo repertorio ha stimolato, negli ultimi decenni, numerosi studi di laboratorio e su animali condotti con i suoi estratti e con l’olio essenziale, che descrivono promettenti attività antinfiammatorie, antiossidanti e antimicrobiche. La principale revisione sulla specie, tuttavia, conclude che la maggior parte degli impieghi tradizionali manca ancora di conferme scientifiche e che servono studi clinici per verificare i risultati ottenuti finora.
Nomi Popolari e Internazionali dell’Elicriso
Nomi come immortella e perpetuina, insieme ai loro equivalenti in altre lingue europee, alludono alla durata dei fiori secchi, mentre le denominazioni legate al curry derivano dall’aroma caratteristico delle foglie. In Portogallo caril è il nome corrente del curry, il che spiega la forma erva-do-caril presente nell’elenco in portoghese.
- Francese: Hélichryse italienne, Immortelle, Plante au curry.
- Inglese: Curry Plant, Everlasting, Immortelle, Italian Strawflower.
- Italiano: Elicriso, Immortella, Perpetuina.
- Portoghese: Erva-do-caril, Imortela, Perpétua-das-areias, Sempre-viva-italiana.
- Spagnolo: Hierba del curry, Inmortal, Siempreviva.
- Tedesco: Currykraut, Immortelle, Italienische Strohblume.
Sinonimi Botanici di Helichrysum italicum
La letteratura botanica registra l’elicriso sotto più di un nome scientifico, riflesso delle revisioni tassonomiche che il genere ha attraversato nel tempo. Il nome accettato, Helichrysum italicum (Roth) G. Don, si basa sul Gnaphalium italicum descritto da Roth, mentre il sinonimo più frequente nelle pubblicazioni meno recenti è Helichrysum angustifolium, molto usato in passato.
- Gnaphalium italicum Roth
- Helichrysum angustifolium
La forma Helichrysum italicum var. italicum, talvolta elencata accanto ai sinonimi, indica in realtà la varietà tipica della specie stessa. Gli studi fitochimici citano anche sottospecie come H. italicum subsp. microphyllum, da cui è stato isolato l’arzanolo. Conoscere questi nomi aiuta a rintracciare ricerche vecchie e recenti e a identificare correttamente il materiale vegetale negli studi botanici e farmacologici.
Famiglia Botanica: Asteraceae
L’elicriso appartiene alla famiglia delle Asteraceae, detta anche Compositae, una delle più grandi e diversificate tra le piante da fiore. Il tratto più caratteristico del gruppo è l’infiorescenza a capolino, in cui molti fiori minuscoli si riuniscono in una struttura che, a prima vista, ricorda un unico fiore. La famiglia comprende specie di grande importanza economica, alimentare e medicinale, come la camomilla, il girasole e il carciofo. L’elicriso condivide con loro i capolini e la produzione di composti bioattivi, oltre a richiedere la stessa cautela da parte di chi è allergico alle piante di questo gruppo.
Parti Utilizzate dell’Elicriso
Nella medicina popolare le parti più usate sono i fiori e le foglie, in genere essiccati, mentre l’olio essenziale, ottenuto per distillazione, resta limitato all’uso esterno e all’aromaterapia a causa dell’elevata concentrazione di composti attivi.
- Fiori
- Foglie
- Olio essenziale
Usi Etnobotanici e Tradizionali
Gli usi elencati di seguito provengono dalla documentazione etnobotanica mediterranea e non sostituiscono la diagnosi né il trattamento medico, dato che molti di essi non sono ancora stati valutati in studi clinici sull’uomo.
- Allergie e raffreddore, in infusi casalinghi (uso tradizionale)
- Antisepsi popolare di piccole ferite
- Disturbi digestivi, del fegato e della cistifellea, in infuso (uso tradizionale)
- Dolori muscolari e articolari, con massaggi a base di olio diluito
- Ematomi ed ecchimosi, con impacchi
- Infiammazioni locali, per uso esterno
- Insonnia lieve, nella medicina popolare mediterranea
- Piccole ferite e ustioni lievi, come coadiuvante della cicatrizzazione (uso tradizionale)
- Problemi della pelle come eczema, psoriasi e acne (uso tradizionale, senza prove cliniche)
- Tosse e bronchite, come espettorante (uso tradizionale)
Proprietà Terapeutiche dell’Elicriso
Le proprietà elencate di seguito riuniscono attribuzioni della medicina popolare e attività osservate in studi di laboratorio o su animali, e nessuna di esse equivale a un’indicazione clinica comprovata.
- Analgesica (uso tradizionale per alleviare i dolori muscolari e articolari)
- Antiallergica (uso tradizionale nelle manifestazioni allergiche, senza conferma clinica)
- Antimicrobica (attività osservata in laboratorio contro batteri come Staphylococcus aureus, funghi come Candida albicans e alcuni virus)
- Antinfiammatoria (attività osservata in studi di laboratorio e in modelli animali)
- Antiossidante (cattura dei radicali liberi osservata in saggi di laboratorio)
- Antispasmodica (uso tradizionale per alleviare gli spasmi)
- Cicatrizzante (uso tradizionale su piccole ferite)
- Colagoga e coleretica (uso tradizionale come stimolo alla produzione e al flusso della bile)
- Epatoprotettiva (uso tradizionale per via interna, senza conferma clinica)
- Espettorante (uso tradizionale nella tosse con catarro)
- Fotoprotettiva (effetto dei flavonoidi osservato in studi su animali e sull’uomo, ancora preliminare)
- Mucolitica (uso tradizionale per fluidificare il muco)
- Neuroprotettiva (attribuzione senza conferma in studi clinici)
L’azione antinfiammatoria è la più studiata: in modelli sperimentali sui topi, gli estratti delle parti aeree hanno ridotto edemi acuti e cronici attraverso meccanismi che includono l’inibizione di enzimi infiammatori, la cattura dei radicali liberi e un effetto simile a quello dei corticosteroidi. Questi risultati, però, sono stati ottenuti in laboratorio e su animali e non consentono conclusioni sull’efficacia o sulla dose nell’uomo.
Profilo Fitochimico Dettagliato dell’Elicriso
La composizione chimica dell’elicriso comprende diverse classi di composti, e gli studi tendono ad analizzare separatamente gli estratti della pianta e l’olio essenziale, che presentano profili molto diversi tra loro.
- Acetofenoni
- Acidi fenolici (acido caffeico, acido protocatechico)
- Cumarine
- Dichetoni (italidioni)
- Flavonoidi (apigenina, luteolina, quercetina, tiliroside)
- Floroglucinoli (arzanolo)
- Ftalidi
- Olio essenziale (acetato di nerile, alfa-pinene, alfa-umulene, beta-cariofillene, gamma-curcumene)
- Terpenoidi
L’arzanolo, un floroglucinolo isolato dalla sottospecie microphyllum, ha mostrato attività antinfiammatoria e antiossidante in saggi di laboratorio, oltre a inibire l’HIV-1 in colture cellulari. Flavonoidi, acetofenoni e terpeni, a loro volta, risultano associati alle attività antimicrobiche descritte in letteratura. Uno dei flavonoidi della pianta ha inibito alcuni enzimi del citocromo P450 in studi sperimentali, un dato che pesa nella valutazione di possibili interazioni con i farmaci.
Forme di Preparazione e Somministrazione dell’Elicriso
Le forme d’uso dell’elicriso si dividono tra preparazioni per uso esterno, che concentrano la maggior parte dell’impiego attuale, e preparazioni per uso interno, tradizionali in alcuni paesi ma sostenute da pochi dati di sicurezza.
- Cataplasma
- Crema o unguento
- Estratto fluido (solo su indicazione di un professionista)
- Estratto secco (solo su indicazione di un professionista)
- Impacchi
- Infuso (fiori e foglie)
- Olio essenziale (diluito per uso topico o nel diffusore, mai ingerito senza indicazione professionale)
- Tintura (solo su indicazione di un professionista)
Indicazioni Generali sul Dosaggio
Le quantità riportate di seguito riassumono riferimenti abituali dell’aromaterapia e della tradizione popolare e servono solo come punto di partenza per il confronto con un professionista sanitario, mai come prescrizione.
- Infuso: la tradizione prevede una piccola quantità di fiori secchi per tazza di acqua bollente, ma, poiché mancano dati di sicurezza sull’uso interno prolungato, quantità e frequenza vanno stabilite con un professionista sanitario.
- Olio essenziale nel diffusore: da 3 a 5 gocce, in un ambiente ventilato e lontano dai bambini piccoli.
- Olio essenziale per uso topico: diluizione dall’1% al 5% in un olio vegetale vettore, sempre dopo un test di sensibilità su una piccola area di pelle.
- Tintura ed estratti: solo su prescrizione e con il monitoraggio di un professionista qualificato, che stabilisce dose e durata.
- Uso pediatrico: consultare un medico o un fitoterapeuta prima di qualsiasi uso nei bambini.
Sinergia con Altre Piante Medicinali
Dolori Muscolari e Infiammazione Locale
In aromaterapia l’elicriso viene spesso associato alla lavanda (Lavandula angustifolia) negli oli da massaggio, una combinazione tradizionalmente usata per i dolori muscolari e articolari e per il benessere della pelle. L’olio di lavanda aggiunge alla miscela un aroma considerato calmante. Come per qualsiasi olio essenziale, entrambi vanno diluiti in olio vegetale prima del contatto con la pelle.
Benessere della Pelle e Piccole Ferite
L’associazione dell’elicriso con l’olibano (Boswellia carterii) e la mirra (Commiphora myrrha) è una pratica tradizionale dell’aromaterapia per unguenti e oli destinati alla pelle, in particolare su piccoli tagli e lesioni superficiali già puliti. In questa tradizione le tre piante sono apprezzate per l’azione antisettica e rigenerante che viene loro attribuita. Ferite profonde, sporche, con segni di infezione o che non si chiudono in pochi giorni richiedono una valutazione medica, non miscele casalinghe.
Vie Respiratorie
Per i disturbi respiratori la tradizione combina l’elicriso con l’eucalipto (Eucalyptus globulus) o con la melaleuca (Melaleuca alternifolia), nota anche come tea tree, in inalazioni di vapore tradizionalmente usate per congestione nasale, tosse e catarro. La scelta si spiega con le proprietà espettoranti e antimicrobiche attribuite a questi oli. Le inalazioni concentrate non sono indicate per i bambini piccoli, e l’olio di eucalipto, in particolare, richiede un’ulteriore cautela in questa fascia d’età.
Ricette e Protocolli di Utilizzo
Impacco Tiepido per gli Ematomi
Ingredienti: da 2 a 3 gocce di olio essenziale di Helichrysum italicum, 1 cucchiaio di olio vegetale vettore, acqua tiepida e un panno pulito.
Preparazione: Mescolare le gocce di olio essenziale con l’olio vegetale, così che non restino concentrate in un solo punto della pelle, e stendere delicatamente la miscela sull’ematoma. Poi inumidire il panno nell’acqua tiepida, strizzarlo bene e coprire la zona per un tempo da 10 a 15 minuti, ripetendo l’operazione alcune volte al giorno. Nella tradizione aromaterapica questo impacco viene usato su lividi e zone gonfie, senza promessa di risultato e mai sulla pelle lesa.
Infuso Tradizionale per le Vie Respiratorie
Ingredienti: una piccola quantità di fiori secchi di Helichrysum italicum e 1 tazza (200 ml) di acqua bollente.
Preparazione: Mettere i fiori in una tazza, versarvi sopra l’acqua bollente, coprire e lasciare in infusione per circa 10 minuti prima di filtrare. Nella tradizione mediterranea questo infuso viene usato in caso di tosse, bronchite e congestione nasale, per le proprietà espettoranti attribuite alla pianta. La mancanza di dati di sicurezza sull’uso interno, però, fa sì che la quantità di fiori e il numero di tazze al giorno vadano stabiliti con un professionista. Persone con calcoli biliari, donne in gravidanza o in allattamento e bambini non devono usare l’infuso senza indicazione professionale. Consultare un professionista sanitario prima dell’uso.
Olio da Massaggio all’Elicriso
Ingredienti: 5 gocce di olio essenziale di Helichrysum italicum e 30 ml di olio vegetale vettore (mandorle dolci, jojoba o vinaccioli).
Preparazione: Mescolare l’olio essenziale con l’olio vegetale in un flacone di vetro scuro e agitare prima di ogni uso. Applicare sulla pelle pulita e integra, massaggiando delicatamente le zone con dolori muscolari o articolari, dato che la miscela è usata tradizionalmente dopo l’attività fisica e nei fastidi articolari; chi soffre di artrite o di dolore persistente deve mantenere il controllo medico. Fare prima un test su una piccola area di pelle e sospendere l’uso in caso di arrossamento o prurito.
Unguento Casalingo all’Elicriso
Ingredienti: 10 gocce di olio essenziale di Helichrysum italicum e 50 g di base neutra per unguenti, come una miscela di burro di karité, cera d’api e olio di cocco.
Preparazione: Sciogliere la base a bagnomaria, toglierla dal fuoco e, quando comincia a raffreddarsi, aggiungere l’olio essenziale di elicriso mescolando bene. Versare in un contenitore sterilizzato e lasciar solidificare prima di chiudere. L’unguento è usato tradizionalmente su piccole ferite superficiali, ustioni lievi e irritazioni della pelle, applicato in uno strato sottile sulla pelle pulita, mentre ustioni estese, con vesciche o in zone sensibili richiedono assistenza medica.
Vapore per il Viso con Fiori Secchi
Ingredienti: 3 cucchiai di fiori secchi di Helichrysum italicum e 1 litro di acqua bollente.
Preparazione: Mettere i fiori in una ciotola capiente, versare l’acqua bollente e chinare il viso sulla ciotola a distanza di sicurezza, coprendo la testa con un asciugamano per trattenere il vapore per un tempo da 10 a 15 minuti e respirando con calma. Questo vapore è usato tradizionalmente per la pulizia della pelle e in caso di sinusite e congestione nasale, e lascia una sensazione di freschezza. Non va però fatto dai bambini piccoli, per il rischio di ustioni e di inalazione concentrata, né da chi ha la pelle molto sensibile o con lesioni aperte.
Le preparazioni sopra descritte seguono usi tradizionali e non sostituiscono il parere di un professionista. Prima di qualsiasi uso interno, consultare le controindicazioni e le interazioni descritte in questo articolo.
Terapie Associate
Aromaterapia
In aromaterapia l’olio essenziale di Helichrysum italicum è apprezzato per la fragranza erbacea e dolciastra, considerata avvolgente e calmante. Viene usato di solito nei diffusori oppure, diluito, nei massaggi con l’intento di favorire il rilassamento e alleviare la sensazione di stress e ansia. La stessa pratica impiega l’olio in miscele per i dolori muscolari e per la pelle, sempre per via esterna o inalatoria e in ambienti ventilati, senza sostituire il trattamento dei disturbi d’ansia o delle malattie infiammatorie.
Fitoterapia Clinica
Nella fitoterapia clinica l’elicriso compare in estratti standardizzati, capsule e tinture, impiegati come supporto in condizioni infiammatorie, disturbi circolatori e problemi della pelle, sebbene le prove sull’uomo siano ancora scarse. Dose, forma di somministrazione e durata vanno stabilite da professionisti sanitari, che valutano le esigenze di ciascun paziente e le possibili interazioni con altri farmaci, in particolare anticoagulanti e ipoglicemizzanti.
Omeopatia
In omeopatia le preparazioni a base di Helichrysum italicum si ottengono per diluizioni successive della tintura madre e sono indicate, secondo i principi di questa pratica, per ematomi, traumi e problemi della pelle. La scelta del rimedio si basa sui sintomi individuali e sul principio di similitudine. Queste indicazioni seguono la logica propria dell’omeopatia e non poggiano su studi clinici solidi, per cui l’uso va guidato da un professionista abilitato e non deve ritardare la valutazione medica di lesioni o dolori persistenti.
Controindicazioni ed Effetti Collaterali dell’Elicriso
Avvertenze di Sicurezza Essenziali
L’elicriso si usa soprattutto come olio essenziale in cosmetica e aromaterapia, mentre l’uso interno tradizionale, rivolto al fegato e alla cistifellea, è molto più limitato: per questo le precauzioni elencate di seguito sono indispensabili.
- Applicazione topica: evitare l’applicazione topica senza un’adeguata diluizione, per il rischio di irritazione cutanea.
- Bambini piccoli: non usare nei bambini piccoli per via inalatoria concentrata.
- Calcoli biliari: controindicato in caso di colelitiasi (calcoli biliari) senza indicazione medica, per l’effetto coleretico.
- Gravidanza e allattamento: non usare in gravidanza e allattamento senza indicazione di un professionista.
- Olio essenziale: è destinato all’uso esterno e all’aromaterapia e non va mai ingerito senza l’indicazione di un professionista qualificato, per l’elevata concentrazione di composti attivi.
Controindicazioni Generali
L’elicriso è controindicato per le persone con allergia nota alle piante della famiglia delle Asteraceae, come margherite, crisantemi e ambrosia. La letteratura scientifica registra inoltre almeno un caso di reazione allergica agli estratti della pianta stessa, che può manifestarsi come dermatite da contatto od orticaria. Le donne in gravidanza o in allattamento non devono usare la pianta senza indicazione professionale, poiché la tradizione descrive un possibile effetto emmenagogo, capace di stimolare le contrazioni uterine. Chi soffre di calcoli biliari o di ostruzione delle vie biliari, invece, ha bisogno di una valutazione medica prima di qualsiasi uso interno, a causa dell’effetto coleretico.
Effetti Collaterali Comuni
Gli effetti collaterali segnalati sono in genere rari e lievi, ma alcune persone avvertono nausea o fastidio gastrico bevendo gli infusi, e l’applicazione dell’olio essenziale non diluito può causare irritazione o sensibilizzazione della pelle. Per questo si raccomanda di fare un test di sensibilità su una piccola area prima di applicare l’olio diluito su zone più ampie e di sospendere l’uso in presenza di arrossamento, prurito o bruciore persistenti. Negli studi di laboratorio la pianta non ha mostrato livelli rilevanti di citotossicità o genotossicità, un risultato che non sostituisce i dati di sicurezza ottenuti sull’uomo.
Interazioni Farmacologiche
La presenza di cumarine ha fatto ipotizzare che l’elicriso possa potenziare l’effetto di anticoagulanti come il warfarin, aumentando il rischio di sanguinamento. Inoltre uno dei flavonoidi della pianta ha inibito enzimi del citocromo P450 in studi sperimentali, un meccanismo in grado di alterare il metabolismo di diversi farmaci. Alla pianta si attribuisce anche un lieve effetto ipoglicemizzante, ancora senza conferma clinica, perciò chi assume farmaci per il diabete deve monitorare la glicemia e parlarne con il medico. Chiunque assuma farmaci in modo continuativo deve consultare un professionista sanitario prima di iniziare a usare l’elicriso.
Curiosità e Fatti Storici
Origine del Nome
Il nome Helichrysum, da cui deriva anche l’italiano elicriso, viene dalle parole greche “helios” (sole) e “chrysos” (oro), un riferimento ai fiori gialli e brillanti che ricordano piccoli soli. L’epiteto italicum rimanda all’Italia, uno dei paesi in cui la specie è spontanea. I nomi immortella, immortelle ed everlasting si devono alla capacità dei fiori di mantenere colore e forma anche da secchi. Per questo la pianta è diventata un elemento frequente nelle composizioni di fiori secchi e nelle ghirlande, associate all’eternità e alla memoria.
Uso Tradizionale e Storico
Diverse culture mediterranee hanno fatto ricorso all’elicriso nella medicina popolare per ferite, ustioni e problemi respiratori, e alcune leggende raccontano che i soldati lo usassero dopo le battaglie per aiutare la cicatrizzazione delle ferite. Nonostante nomi come erva-do-caril e curry plant, ispirati all’aroma delle foglie, l’elicriso non è usato nella cucina indiana per preparare il curry né è imparentato con l’albero del curry (Murraya koenigii). Il suo profumo, oltre alla nota che ricorda la spezia, ha sfumature resinose e leggermente amare che molti paragonano a quelle della salvia e dell’assenzio.
Domande Frequenti sull’Elicriso
L’Olio Essenziale di Elicriso Si Può Usare Puro sulla Pelle?
No, perché l’olio essenziale di Helichrysum italicum è molto concentrato e va sempre diluito in un olio vegetale vettore, come quello di mandorle dolci o di jojoba, prima dell’applicazione sulla pelle. Usato puro può causare irritazione o sensibilizzazione, soprattutto sulle pelli sensibili, e la diluizione di solito va dall’1% al 5%, sempre dopo un test su una piccola area.
L’Elicriso È Sicuro in Gravidanza e Allattamento?
Le donne in gravidanza o in allattamento non devono usare l’elicriso senza indicazione professionale, né in infuso né come olio essenziale, perché la tradizione attribuisce alla pianta un possibile effetto emmenagogo, capace di stimolare le contrazioni uterine. Poiché mancano studi di sicurezza in queste fasi, la decisione va presa con il medico o con un professionista sanitario qualificato.
Quali Sono i Principali Usi dell’Olio Essenziale di Elicriso?
L’olio essenziale di Helichrysum italicum si usa, sempre diluito, in cosmetica e aromaterapia, con un impiego tradizionale su piccole ferite, ematomi ed ecchimosi, dolori muscolari e articolari e problemi della pelle come eczema, psoriasi e acne. In aromaterapia è apprezzato per l’aroma considerato rilassante, usato con l’intento di alleviare la sensazione di stress e ansia, ma questi usi non sono ancora stati confermati da studi clinici.
L’Elicriso Interagisce con i Farmaci?
Può interagire, poiché la presenza di cumarine fa pensare a un rischio di potenziamento degli anticoagulanti e a una maggiore probabilità di sanguinamento. Inoltre uno dei suoi flavonoidi ha inibito, in studi sperimentali, enzimi che metabolizzano i farmaci. Alla pianta si attribuisce anche un lieve effetto ipoglicemizzante, che richiede il monitoraggio della glicemia nelle persone con diabete, e chi assume farmaci in modo continuativo deve informare il medico o il farmacista prima di usarla.
L’Olio Essenziale di Elicriso Si Può Ingerire?
L’olio essenziale di elicriso è destinato all’uso esterno e all’aromaterapia e non va mai ingerito senza l’indicazione di un professionista qualificato, per l’elevata concentrazione di composti attivi. L’uso interno tradizionale della pianta avviene tramite infuso di fiori e foglie, e anche questo impiego, rivolto al fegato e alla cistifellea, va seguito da un professionista sanitario.
Chi Ha i Calcoli Biliari Può Usare l’Elicriso?
L’elicriso è controindicato in caso di colelitiasi (calcoli biliari) senza indicazione medica, per l’effetto coleretico, cioè lo stimolo alla produzione di bile attribuito alla pianta. In chi ha calcoli nella colecisti questo stimolo non è auspicabile senza una valutazione preliminare, perciò l’uso interno deve avvenire solo sotto controllo medico.
Avviso: questo contenuto è informativo e non sostituisce il parere di un professionista sanitario. Consultare un medico o un fitoterapeuta prima di usare piante medicinali, soprattutto in gravidanza, durante l’allattamento o in caso di assunzione di farmaci.
Riferimenti e Studi Scientifici
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