Riepilogo rapido
Simarouba amara Aubl. / Simaruba, nota in Brasile con il nome popolare di marupá e registrata come simaruba nelle antiche farmacopee, è un albero sempreverde della famiglia delle Simaroubaceae descritto da Jean Baptiste Christophore Fusée Aublet nel 1775. Originaria della regione neotropicale, la specie è ampiamente…
Precauzione principale: I quassinoidi della corteccia di simaruba, come il glaucarubinone e l’ailantinone, sono citotossici e antiproliferativi in laboratorio, e questo dato orienta tutte le precauzioni d’uso. Gravidanza e…
Simarouba amara Aubl. / Simaruba, nota in Brasile con il nome popolare di marupá e registrata come simaruba nelle antiche farmacopee, è un albero sempreverde della famiglia delle Simaroubaceae descritto da Jean Baptiste Christophore Fusée Aublet nel 1775. Originaria della regione neotropicale, la specie è ampiamente diffusa dal Guatemala alla Bolivia e dall’Ecuador alla costa orientale del Brasile, e la simaruba è apprezzata sia per l’uso tradizionale della corteccia sia per il legno leggero e versatile, impiegato da secoli dalle comunità locali.

Nella tradizione erboristica dell’America Latina, la Simarouba amara occupa un posto di rilievo come pianta amara associata ai disturbi intestinali e parassitari, con testimonianze che spaziano dalla diarrea e dalla dissenteria alle febbri e ad altre infezioni. La sua composizione fitochimica, ricca soprattutto di quassinoidi, spiega l’interesse della ricerca scientifica moderna, che indaga una parte di questi usi tradizionali in laboratorio e su modelli animali, pur in assenza di studi clinici che ne confermino l’efficacia e la sicurezza nell’uomo.
Nomi Popolari e Internazionali della Simaruba
- Italiano: simaruba.
- Francese: bois blanc, simarouba, simarouba glabre.
- Inglese: bitterwood, dysentery bark, mountain damson, orinoco simarouba, paradise tree, slave wood, stavewood, wing-leaved quassia.
- Portoghese: amarelinho, caixeta, cedro-amargo, marupá, marupaúba, paraíba, pau-paraíba, simaruba, tamanqueira.
- Spagnolo: cedro amargo, cuna, gavilán (Cuba), guitarro, simaruba.
- Tedesco: Simarouba.
Sinonimi Botanici di Simarouba amara
La Simarouba amara Aubl. ha accumulato nel corso della storia diversi sinonimi botanici, riflesso delle successive revisioni della sua classificazione e dell’ampio areale dell’albero, descritto più di una volta da botanici di regioni diverse. I più noti sono Quassia simarouba e Quassia simaruba, usati in epoche e contesti differenti, mentre il nome simaruba è sopravvissuto nelle antiche farmacopee come designazione della droga vegetale ricavata dalla corteccia, la Simarubae cortex.
- Picraena officinalis
- Pistacia americana Mill.
- Quassia alatifolia Stokes
- Quassia dioica P.J.Bergius
- Quassia glauca (DC.) Spreng.
- Quassia officinalis Rich.
- Quassia simarouba
- Quassia simaruba
- Simarouba medicinalis
- Zwingera amara
Famiglia Botanica: Simaroubaceae
La Simarouba amara appartiene alla famiglia delle Simaroubaceae, un gruppo di piante dicotiledoni formato da alberi e arbusti diffusi soprattutto nelle regioni tropicali e subtropicali. La famiglia è nota per la produzione di composti amari, in particolare i quassinoidi, ai quali si attribuisce buona parte dell’interesse farmacologico delle sue specie, e molte di esse compaiono nella medicina tradizionale associate a febbri, infiammazioni e malattie parassitarie proprio per via di questi metaboliti secondari.
Le Simaroubaceae presentano di solito foglie alterne, in genere pennate, e fiori piccoli, spesso unisessuali, riuniti in infiorescenze. Il legno di varie specie della famiglia è apprezzato per la leggerezza e la facilità di lavorazione, che gli assicurano numerosi impieghi commerciali, mentre la presenza di composti bioattivi mantiene il gruppo al centro dell’attenzione della ricerca farmacologica, che cerca in queste piante nuove sostanze di interesse da studiare.
Parti Utilizzate della Simaruba
- Corteccia
- Foglie
- Frutti (polpa e semi)
Usi Etnobotanici e Tradizionali
- Anemia (uso tradizionale)
- Diarrea (uso tradizionale amazzonico e caraibico, in fase di studio)
- Dissenteria (uso tradizionale, in fase di studio; non sostituisce la reidratazione né il trattamento medico)
- Dolori addominali (uso tradizionale)
- Febbre (uso tradizionale)
- Ferite (uso esterno tradizionale)
- Indigestione (uso tradizionale)
- Infiammazioni (uso tradizionale)
- Malaria (uso tradizionale; dati solo in vitro e su animali)
- Parassiti intestinali (uso tradizionale)
Proprietà Terapeutiche della Simaruba
- Analgesica (sollievo dal dolore secondo l’uso tradizionale, senza conferma clinica)
- Antidiarroica (uso tradizionale amazzonico e caraibico, in fase di studio)
- Antidissenterica (uso tradizionale in fase di studio, che non sostituisce la reidratazione né il trattamento medico)
- Antimicrobica (attività contro microrganismi osservata in laboratorio)
- Antinfiammatoria (attività indagata in studi preliminari)
- Antiparassitaria (attività antiamebica osservata in vitro)
- Antipiretica (riduzione della febbre secondo l’uso tradizionale)
- Antiproliferativa (attività osservata in studi di laboratorio, senza conferma clinica)
- Astringente (contrae i tessuti e riduce le secrezioni, secondo l’uso tradizionale)
- Diuretica (aumento della produzione di urina secondo l’uso tradizionale)
Profilo Fitochimico Dettagliato della Simaruba
Il profilo fitochimico della Simarouba amara è dominato dai quassinoidi, un gruppo di triterpeni degradati e altamente ossigenati, noti per il sapore intensamente amaro e per attività biologiche spiccate, che li rendono i principali candidati a spiegare gli effetti attribuiti alla pianta. Tra i più studiati figurano l’ailantinone, il glaucarubinone e l’olacantone, oltre a derivati come il 13,18-deidroglaucarubinone, isolato dalla specie già negli anni Settanta. Il glaucarubinone, in particolare, ha mostrato attività antiplasmodica e antiproliferativa in saggi preclinici, risultati limitati al laboratorio e ai modelli animali che non autorizzano alcun uso contro la malaria o il cancro.
Oltre ai quassinoidi, la corteccia contiene triterpeni di tipo tirucallano e apotirucallano, alcaloidi e oli essenziali, che possono contribuire allo spettro d’azione della pianta. Questa composizione complessa suggerisce effetti farmacologici attraverso più vie, ancora in corso di esplorazione da parte della scienza, e la ricerca attuale cerca di isolare e caratterizzare nuovi composti e, al tempo stesso, di chiarire i meccanismi d’azione di quelli già noti, compresa la loro tossicità.
- Ailantinone (quassinoide)
- Alcaloidi
- Glaucarubinone (quassinoide)
- Olacantone (quassinoide)
- Oli essenziali
- Triterpeni tirucallanici e apotirucallanici
Forme di Preparazione e Somministrazione della Simaruba
- Decotto della corteccia
- Estratti
- Infuso delle foglie
- Olio dei semi
- Tintura
Sinergia con Altre Piante Medicinali
Disturbi Gastrointestinali
Nella tradizione, la Simarouba amara compare in combinazione con piante ricche di tannini, come la guaiava (Psidium guajava) e il melograno (Punica granatum), in preparati usati nei casi di diarrea. L’idea alla base dell’associazione è unire il carattere amaro dei quassinoidi della simaruba all’azione astringente dei tannini, un’ipotesi ancora in fase di studio che non esonera dalla reidratazione né dalla valutazione medica, soprattutto in presenza di sangue nelle feci, febbre o segni di disidratazione.
Stati Febbrili
Le fonti tradizionali citano la simaruba accanto alla china (Cinchona officinalis) e all’artemisia annua (Artemisia annua) in preparati per le febbri. La china è la fonte storica del chinino e l’artemisia ha dato origine all’artemisinina, mentre i quassinoidi della simaruba, come il glaucarubinone, hanno mostrato attività antiplasmodica soltanto in vitro e su animali, per cui nessuna di queste combinazioni casalinghe sostituisce la diagnosi e gli antimalarici standardizzati prescritti dal medico in caso di sospetta malaria.
Infiammazioni e Dolori
La tradizione associa la Simarouba amara anche all’artiglio del diavolo (Harpagophytum procumbens) e alla curcuma (Curcuma longa) in preparati destinati a dolori e infiammazioni. La proposta riunisce i quassinoidi della simaruba, gli iridoidi dell’artiglio del diavolo e i curcuminoidi della curcuma in condizioni come artrite e dolori muscolari, una combinazione usata tradizionalmente per i disturbi cronici, ma priva di studi clinici che ne valutino la miscela e senza alcuna autorizzazione a ridurre o sospendere gli antinfiammatori di propria iniziativa.
Ricette e Protocolli di Utilizzo
Decotto Leggero della Corteccia
Preparato usato per tradizione nei disturbi intestinali lievi secondo le fonti amazzoniche e caraibiche, ottenuto facendo bollire in acqua per alcuni minuti una piccola quantità di corteccia secca di simaruba, poi filtrato e bevuto tiepido.
Indicazioni d’uso: il decotto deve essere leggero e l’uso breve, solo su indicazione di un professionista sanitario, perché la corteccia ad alte dosi è emetica e purgativa. Il preparato non sostituisce la reidratazione orale né il trattamento medico della dissenteria, e in presenza di sangue nelle feci, febbre o disidratazione è necessario rivolgersi a un medico. Consulta un professionista sanitario prima dell’uso.
Infuso delle Foglie
Preparato citato dalla tradizione negli stati febbrili, in cui le foglie secche di simaruba vengono messe in acqua bollente, lasciate in infusione coperte per alcuni minuti e filtrate prima di bere l’infuso tiepido.
Indicazioni d’uso: poiché non esistono dati di sicurezza che permettano di stabilire una dose, l’infuso deve essere leggero e di uso occasionale, sempre sotto controllo professionale. Una febbre persistente o accompagnata da altri sintomi richiede una valutazione medica, soprattutto nelle regioni in cui è presente la malaria. Consulta un professionista sanitario.
Tintura della Corteccia
Preparato citato dalla tradizione per i parassiti intestinali, ottenuto dalla macerazione della corteccia secca in polvere in alcol alimentare, in un flacone di vetro scuro conservato in luogo fresco e agitato ogni giorno per circa due settimane, prima di essere filtrato e conservato.
Indicazioni d’uso: la tintura concentra quassinoidi citotossici, perciò non deve essere usata senza prescrizione e controllo di un professionista sanitario, che stabilisce se l’uso è appropriato e per quanto tempo. Consulta un professionista sanitario.
Le preparazioni sopra descritte seguono usi tradizionali e non sostituiscono il parere di un professionista. Prima di qualsiasi uso interno, consultare le controindicazioni e le interazioni descritte in questo articolo.
Terapie Associate
Fitoterapia Clinica
In fitoterapia clinica, la Simarouba amara compare in formulazioni standardizzate, come estratti secchi o fluidi, il cui obiettivo è controllare il contenuto di quassinoidi in ogni dose. Il suo impiego è oggetto di studio nei disturbi gastrointestinali e nelle parassitosi, sempre con una prescrizione personalizzata che tenga conto della diagnosi, delle condizioni del paziente e delle possibili interazioni con altri farmaci, e la fitoterapia moderna cerca di integrare questo sapere tradizionale con le evidenze scientifiche disponibili, che restano soprattutto precliniche.
Medicina Tradizionale Indigena
La simaruba ha un ruolo centrale nella medicina tradizionale di diverse comunità indigene dell’America meridionale e centrale, dove entra in rituali di guarigione e in preparati per un’ampia gamma di disturbi, dai problemi digestivi e dalle febbri fino a condizioni più complesse. Le conoscenze sull’albero si tramandano oralmente di generazione in generazione, e la pianta è considerata non solo un rimedio ma parte integrante dell’ecosistema e della cultura locale, motivo per cui la comprensione di questi usi è fondamentale per la ricerca e per la valorizzazione della biodiversità.
Controindicazioni ed Effetti Collaterali della Simaruba
Controindicazioni Generali
I quassinoidi della corteccia di simaruba, come il glaucarubinone e l’ailantinone, sono citotossici e antiproliferativi in laboratorio, e questo dato orienta tutte le precauzioni d’uso. Gravidanza e allattamento: controindicata, a causa dell’effetto emmenagogo descritto dalla tradizione e della citotossicità dei quassinoidi. Bambini: non usare. Le persone con ipotensione devono usarla con cautela, poiché la tradizione riporta cali di pressione, e chi soffre di malattie epatiche o renali preesistenti deve evitarne l’uso, così come le persone con ipersensibilità nota a uno qualsiasi dei componenti della pianta.
L’uso tradizionale antidiarroico e antidissenterico della simaruba, documentato in area amazzonica e caraibica, è in fase di studio e non sostituisce la reidratazione né il trattamento medico della dissenteria. La pianta non deve inoltre essere presentata né usata come antitumorale, antimalarica o antivirale, perché i dati disponibili provengono soltanto da saggi in vitro e su animali. Consulta un professionista sanitario prima di qualsiasi uso, soprattutto in caso di malattie croniche o di assunzione continuativa di farmaci.
Interazioni Farmacologiche
Poiché i quassinoidi possono interferire con gli enzimi epatici, esiste il rischio di un’alterazione dell’efficacia o di un aumento della tossicità di altri farmaci. Chi assume anticoagulanti, ipoglicemizzanti, immunosoppressori o antipertensivi deve parlarne con il medico prima di consumare qualsiasi preparato di simaruba, e lo stesso vale per chi assume in modo continuativo farmaci metabolizzati dal fegato.
Effetti Collaterali e Tossicità
Ad alte dosi la corteccia di simaruba è emetica e purgativa e può provocare nausea, vomito, sudorazione e crampi addominali, effetti più probabili nelle persone sensibili o con preparati concentrati. È stato pubblicato un caso veterinario di dermatite e stomatite erosiva in cani esposti alla segatura di simaruba, oltre a segnalazioni di intossicazione nei cavalli associate a residui del legno, il che conferma il rischio di irritazione da contatto con la polvere del legno e della corteccia durante la manipolazione della pianta, situazione in cui è consigliabile usare guanti e mascherina. La sicurezza e l’efficacia dell’uso prolungato non sono ancora state stabilite da studi clinici solidi.
Curiosità e Fatti Storici
La Simarouba amara ha una lunga storia, con un uso da parte dei popoli indigeni delle Americhe ben prima dell’arrivo degli europei. La corteccia acquistò notorietà in Europa nel XVIII secolo, quando fu esportata in Francia nel 1713 e impiegata durante le epidemie di dissenteria tra il 1718 e il 1725, un episodio che segnò uno dei primi riconoscimenti occidentali della pianta e consolidò il nome simaruba come designazione della droga vegetale nelle farmacopee dell’epoca.
Resoconti storici del XX secolo descrivono, nel 1918, l’impiego della corteccia in un ospedale militare contro la dissenteria amebica e, nel 1944, un rapporto che attribuiva alla corteccia un’alta percentuale di risposta nell’amebiasi intestinale, dati d’epoca che non rispettano gli standard degli studi clinici attuali. Oltre all’interesse medicinale, il legno leggero e chiaro della simaruba è molto richiesto dall’industria del mobile e dall’edilizia, con esportazioni verso i mercati europei, e l’albero svolge un ruolo ecologico importante, poiché i suoi semi sono dispersi da numerosi vertebrati, tra cui scimmie, uccelli e pipistrelli frugivori.
Domande Frequenti sulla Simaruba
I Bambini Possono Bere la Tisana di Simaruba?
No. I bambini non devono usare la simaruba, poiché non esistono studi di sicurezza in età pediatrica e la corteccia, ad alte dosi, è emetica e purgativa, il che aumenta il rischio di disidratazione. In caso di diarrea o febbre nel bambino, è necessario rivolgersi al medico.
Qual È la Dose Sicura della Tisana di Simaruba?
Non esiste una dose sicura stabilita da studi clinici, per questo l’indicazione è di usare soltanto un decotto leggero, per breve tempo e sotto il controllo di un professionista sanitario. Ad alte dosi la corteccia provoca nausea, vomito, sudorazione e crampi addominali, effetti legati ai quassinoidi citotossici che contiene.
La Simaruba Può Interagire con i Farmaci?
Sì, la simaruba può interagire con i farmaci, in particolare con quelli metabolizzati dal fegato, perché i quassinoidi possono influenzare gli enzimi epatici. Chi assume anticoagulanti, ipoglicemizzanti, immunosoppressori o farmaci per la pressione deve consultare il medico prima di consumare qualsiasi preparato della pianta.
Donne in Gravidanza o in Allattamento Possono Usare la Simaruba?
No. L’uso è controindicato in gravidanza e durante l’allattamento a causa dell’effetto emmenagogo descritto dalla tradizione e della citotossicità dei quassinoidi della corteccia, che in laboratorio si sono dimostrati citotossici e antiproliferativi.
La Tisana di Simaruba Sostituisce il Trattamento della Dissenteria?
No. L’uso tradizionale antidiarroico e antidissenterico della simaruba, documentato in area amazzonica e caraibica, è in fase di studio e non sostituisce la reidratazione né il trattamento medico della dissenteria. La pianta non deve nemmeno essere usata come antitumorale, antimalarica o antivirale, perché questi dati esistono soltanto in vitro e su animali.
Qual È la Differenza tra Marupá e Simaruba?
I due nomi indicano la stessa specie, la Simarouba amara. Marupá è il nome brasiliano dell’albero e del suo legno, mentre simaruba è il nome della droga vegetale registrata nelle antiche farmacopee, la Simarubae cortex, ricavata dalla corteccia, ed è per questo che compare ancora nei testi storici e in alcuni mercati di piante medicinali.
Avviso: questo contenuto è informativo e non sostituisce il parere di un professionista sanitario. Consultare un medico o un fitoterapeuta prima di usare piante medicinali, soprattutto in gravidanza, durante l’allattamento o in caso di assunzione di farmaci.
Come citare questo articolo
NATUGREENS. Simaruba (Simarouba amara): Proprietà e Benefici. Natugreens, 4 nov. 2026. Disponível em: https://natugreens.com/it/simarouba-amara-simaruba/. Consultato il: 4 nov. 2026.
Natugreens. (2026). Simaruba (Simarouba amara): Proprietà e Benefici. Natugreens. https://natugreens.com/it/simarouba-amara-simaruba/
Riferimenti e Studi Scientifici:
- PMC2014 Maranhão HM, et al. Hepatoprotective effect of the aqueous extract of Simarouba amara Aublet (Simaroubaceae) stem bark against carbon tetrachloride (CCl4)-induced hepatic damage in rats. Molecules. 2014.
- PMC2021 Veena H, et al. Molecular mechanism of Escherichia coli H10407 induced diarrhoea and its control through immunomodulatory action of bioactives from Simarouba amara (Aubl.). J Microbiol. 2021.
- PMC2006 Grosvenor SN, et al. Tirucallane, apotirucallane, and octanorapotirucallane triterpenes of Simarouba amara. J Nat Prod. 2006.
- PMC1988 Wright CW, et al. Use of microdilution to assess in vitro antiamoebic activities of Brucea javanica fruits, Simarouba amara stem, and a number of quassinoids. Antimicrob Agents Chemother. 1988.
- PMC1988 O’Neill MJ, et al. Plants as sources of antimalarial drugs, Part 6: Activities of Simarouba amara fruits. J Ethnopharmacol. 1988.
