Il cajeput (Melaleuca cajuputi Powell) è un albero della famiglia delle Myrtaceae originario dell’Australia settentrionale, della Nuova Guinea e del Sud-est asiatico, facile da riconoscere per la corteccia chiara e papiracea, che si stacca in strati sottili, e per le spighe di fiori bianchi o verdastri. Il suo nome deriva dal malese kayu putih, espressione che significa “albero bianco” o “legno bianco” con riferimento al colore della corteccia, e la pianta è la fonte dell’olio essenziale di cajeput, impiegato da secoli dalla medicina tradizionale della regione.

In diverse culture la tradizione ricorre al cajeput per alleviare dolori, infiammazioni e disturbi respiratori, usi che vengono di solito messi in relazione con la ricchezza dei suoi componenti aromatici, in particolare l’1,8-cineolo. Studi di laboratorio hanno rilevato un’attività antibatterica e antiossidante negli estratti della pianta, e anche l’azione antinfiammatoria attribuita all’olio è oggetto di indagine, ma gli studi clinici sull’uomo sono ancora scarsi, per cui questi risultati non bastano a confermare l’efficacia degli usi tradizionali.
Nomi Popolari e Internazionali del Cajeput
- Italiano: cajeput.
- Inglese: cajuput, cajuput tree, paperbark tea tree, white samet, white tea tree, white wood.
- Spagnolo: cayeput, cayeputí.
- Portoghese: árvore-branca, cajepute, cajeputi, melaleuca.
- Francese: cajeput, cajeputier, mélaleuque blanc.
- Tedesco: Cajeputbaum, Kajeputbaum.
- Malese e indonesiano: kayu putih.
In Brasile, e spesso anche in Italia, il nome melaleuca viene usato pure per l’albero del tè (Melaleuca alternifolia), specie diversa da cui si ricava il tea tree oil, perciò conviene controllare sempre il nome scientifico in etichetta per non confondere i due oli, che hanno composizione e impieghi tradizionali differenti.
Sinonimi Botanici di Melaleuca cajuputi
La nomenclatura botanica di Melaleuca cajuputi Powell registra alcuni sinonimi che compaiono ancora in opere datate, nei cataloghi d’erbario e in parte della letteratura tecnica:
- Melaleuca saligna (J.F.Gmel.) Reinw. ex Blume
- Melaleuca trinervis Buch.-Ham.
- Pimentus saligna (J.F.Gmel.) Raf.
Sebbene Melaleuca cajuputi sia il nome accettato, la letteratura può presentare varianti, e la stessa autorità del nome compare in alcuni documenti tecnici come Maton & Sm. ex R. Powell. Riconoscere questa varietà tassonomica aiuta a identificare correttamente la specie e le sue sottospecie, come Melaleuca cajuputi subsp. cumingiana, che presentano caratteristiche morfologiche e chimiche distinte.
Famiglia Botanica: Myrtaceae
Melaleuca cajuputi appartiene alla famiglia delle Myrtaceae, un gruppo vasto e diversificato di piante da fiore che comprende il chiodo di garofano, gli eucalipti e la guava. La famiglia è nota per la presenza di oli essenziali aromatici in foglie, fusti e fiori, caratteristica che spiega l’interesse medicinale e aromatico suscitato da molte delle sue specie. Ampiamente diffuse nel mondo, le Myrtaceae sono particolarmente concentrate in Australia e nel Sud-est asiatico, proprio le regioni d’origine del cajeput.
Parti Utilizzate del Cajeput
- Foglie (usate negli infusi tradizionali e nella distillazione dell’olio)
- Olio essenziale (ottenuto per distillazione delle foglie e dei rametti)
- Rametti (distillati insieme alle foglie)
In pratica quasi tutto l’interesse commerciale e medicinale si concentra sull’olio essenziale, estratto dalle foglie fresche e dai rametti terminali, mentre le foglie compaiono anche in preparazioni casalinghe della tradizione popolare, la cui sicurezza per uso interno non è ben stabilita.
Usi Etnobotanici e Tradizionali
Le fonti tradizionali descrivono un repertorio ampio di usi del cajeput, quasi sempre legati all’olio applicato sulla pelle o inalato e molto meno all’assunzione interna:
- Antisettico popolare per piccole ferite
- Coadiuvante nelle infezioni respiratorie, per inalazione
- Infezioni urogenitali, in antiche testimonianze tradizionali prive di riscontro clinico
- Linimento per dolori muscolari e articolari
- Repellente per insetti
- Sedativo leggero e rilassante, secondo la tradizione
- Sollievo da dolori e infiammazioni, per applicazione esterna
- Vermifugo, in un uso interno tradizionale oggi sconsigliato senza indicazione professionale
L’uso come repellente è uno di quelli che hanno suscitato più interesse applicativo, e uno studio ha valutato l’olio essenziale di cajeput in bombolette spray contro le zanzare vettrici della dengue in complessi di edilizia popolare, anche se questo tipo di risultato non sostituisce i repellenti registrati presso le autorità sanitarie. Gli usi interni, come quello vermifugo, appartengono invece a un contesto storico e non vanno riprodotti in casa, perché l’olio essenziale è tossico se ingerito.
Proprietà Terapeutiche del Cajeput
- Antibatterico (attività contro i batteri osservata in studi di laboratorio)
- Antimicrobico (azione contro i microrganismi osservata in vitro)
- Antinfiammatorio (effetto indagato in studi preliminari, senza conferma clinica)
- Antisettico (uso tradizionale nella pulizia di piccole ferite)
- Antivirale (attività indagata in studi di laboratorio e di simulazione al computer, senza conferma clinica)
- Espettorante (dato tradizionale di aiuto nell’espulsione del muco)
- Sedativo (effetto rilassante descritto dalla tradizione)
Gran parte delle evidenze disponibili proviene da saggi in vitro, nei quali gli estratti delle foglie hanno mostrato attività antibatterica e alcune preparazioni della pianta sono state testate contro specie di micobatteri. Sono linee di ricerca promettenti, ma non ancora confermate da studi clinici sull’uomo, e quindi non autorizzano a usare il cajeput al posto dei trattamenti medici.
Profilo Fitochimico Dettagliato del Cajeput
- 1,8-cineolo (eucaliptolo)
- Alfa-terpineolo
- Limonene
- Pinene
- Terpinene
L’1,8-cineolo è il costituente principale e può arrivare fino al 60% dell’olio, anche se questa proporzione varia secondo la provenienza, la sottospecie e la popolazione d’origine degli alberi, e i programmi di miglioramento genetico hanno già sperimentato la spettroscopia nel vicino infrarosso come metodo rapido ed economico per valutare le caratteristiche dell’olio nelle foglie. Oltre ai terpeni volatili, le ricerche chimiche hanno isolato dai rami e dalle foglie composti meno noti, come gli ibridi di beta-trichetone e flavanone chiamati cajuputoni, la cui attività biologica è ancora poco studiata.
Forme di Preparazione e Somministrazione del Cajeput
- Impacco tiepido (qualche goccia di olio essenziale in acqua)
- Inalazione (vapore con olio essenziale, solo per adulti)
- Linimento (olio essenziale diluito in olio vegetale)
- Pomate e creme (olio essenziale incorporato in una base cosmetica)
- Tisana (infuso delle foglie, uso tradizionale da valutare con un professionista sanitario)
In tutte le forme di uso esterno l’olio essenziale va diluito prima di venire a contatto con la pelle, perché applicato puro può causare irritazione della pelle e delle mucose, e le inalazioni di vapore sono riservate agli adulti, mai a lattanti e bambini piccoli. L’olio non è destinato all’assunzione orale, e l’infuso delle foglie, pur documentato dalla tradizione, non ha una dose sicura stabilita, motivo per cui qualsiasi uso interno richiede l’indicazione di un professionista.
Sinergia con Altre Piante Medicinali
Vie Respiratorie
In aromaterapia l’olio di cajeput, ricco di 1,8-cineolo, viene tradizionalmente abbinato agli oli di eucalipto (Eucalyptus globulus) e di menta piperita (Mentha piperita) in inalazioni usate dagli adulti per la sensazione di naso chiuso durante influenza, raffreddore e bronchite. La tradizione associa la miscela a un respiro più libero, ma poiché i tre oli concentrano sostanze che possono provocare broncospasmo nelle persone sensibili, non deve essere inalata da lattanti e bambini piccoli, e chi soffre di asma ha bisogno del parere del medico prima di provarla.
Dolori Muscolari e Articolari
Per i dolori muscolari e articolari la tradizione abbina l’olio di cajeput agli oli essenziali di zenzero (Zingiber officinale) e di rosmarino (Rosmarinus officinalis), sempre diluiti in olio vegetale per il massaggio. L’azione antinfiammatoria attribuita al cajeput, insieme alla sensazione di calore che si tende ad associare allo zenzero e al rosmarino, spiega l’uso popolare della miscela nei massaggi rilassanti, anche se questa combinazione non è stata testata in studi clinici.
Benessere della Pelle
L’abbinamento dell’olio di cajeput con la lavanda (Lavandula angustifolia) e con l’albero del tè (Melaleuca alternifolia) è usato per tradizione come miscela antisettica per piccole ferite, punture d’insetto e lievi irritazioni cutanee, con la lavanda che aggiunge un profumo delicato considerato calmante dalla tradizione. La miscela va diluita in olio vegetale prima dell’applicazione, e le ferite estese, profonde o con segni di infezione richiedono la valutazione di un professionista sanitario.
Ricette e Protocolli di Utilizzo
Inalazione per la Congestione Nasale
Preparazione usata tradizionalmente dagli adulti per alleviare la sensazione di naso chiuso durante raffreddori, sinusiti e bronchiti, senza sostituire la visita medica in caso di febbre persistente o mancanza di respiro.
Aggiungere da 3 a 5 gocce di olio essenziale di cajeput a una ciotola di acqua calda, coprire la testa con un asciugamano e inalare il vapore a occhi chiusi per un periodo da 5 a 10 minuti, ripetendo 2 o 3 volte al giorno secondo necessità. L’inalazione non deve essere praticata da lattanti e bambini piccoli, né da persone asmatiche senza indicazione medica.
Massaggio per i Dolori Muscolari
Miscela usata tradizionalmente nei massaggi per alleviare dolori muscolari, crampi e tensioni, sfruttando la sensazione di calore e l’aroma canforato dell’olio di cajeput.
Diluire da 5 a 10 gocce di olio essenziale di cajeput in 30 ml di olio vegetale vettore, come l’olio di mandorle o di cocco, e massaggiare delicatamente la zona dolorante 1 o 2 volte al giorno. Prima del primo utilizzo conviene provare la miscela su una piccola area di pelle, e non va mai applicata su lattanti e bambini piccoli, sulla pelle lesa o vicino a occhi e mucose.
Impacco per Piccole Irritazioni della Pelle
Impacco tiepido usato tradizionalmente su piccole irritazioni cutanee e punture d’insetto, per dare un sollievo locale al fastidio.
Aggiungere 2 o 3 gocce di olio essenziale di cajeput a un bicchiere di acqua tiepida e mescolare bene, imbevere un panno pulito nella soluzione, strizzarlo e applicarlo sulla zona per un periodo da 10 a 15 minuti. Se l’irritazione peggiora, compare un arrossamento intenso o la lesione mostra segni di infezione, l’impacco va sospeso ed è necessario consultare un professionista sanitario.
Le preparazioni sopra descritte seguono usi tradizionali e non sostituiscono il parere di un professionista. Prima di qualsiasi uso interno, consultare le controindicazioni e le interazioni descritte in questo articolo.
Terapie Associate
Aromaterapia
In aromaterapia l’olio essenziale di cajeput è apprezzato per il profumo fresco e canforato, che la tradizione associa a sensazioni di lucidità mentale, energia e aria rinnovata, e per questo viene spesso usato nei diffusori e abbinato ad altri oli in miscele specifiche. In ambienti con lattanti, bambini piccoli, donne in gravidanza o persone asmatiche la diffusione va evitata o effettuata solo su indicazione professionale, e l’apparecchio non deve restare acceso a lungo in stanze chiuse.
Fitoterapia
La fitoterapia tradizionale ricorre al cajeput soprattutto nei disturbi respiratori e muscoloscheletrici, con infusi delle foglie ai quali la tradizione attribuisce un’azione espettorante e antinfiammatoria. Nella pratica attuale l’olio essenziale compare soprattutto in formulazioni per uso esterno, come pomate e linimenti, impiegate per il sollievo locale dei dolori e nella gestione di piccole lesioni cutanee, mentre qualsiasi preparazione per uso interno deve essere seguita da un professionista sanitario.
Controindicazioni ed Effetti Collaterali del Cajeput
Controindicazioni
L’olio essenziale di cajeput (Melaleuca cajuputi) è ricco di 1,8-cineolo ed è tossico se ingerito, perciò le restrizioni seguenti vanno rispettate senza eccezioni:
- Allergia alle piante della famiglia delle Myrtaceae: chi è sensibile ad altre mirtacee, come il chiodo di garofano e l’eucalipto, deve evitare l’uso del cajeput.
- Applicazione pura su pelle e mucose: l’olio può causare irritazione della pelle e delle mucose se applicato puro, perciò va sempre diluito e tenuto lontano da occhi, naso e bocca.
- Asma ed epilessia: chi soffre di asma o di epilessia deve evitare l’olio, salvo diversa indicazione medica, perché l’1,8-cineolo può scatenare crisi.
- Gravidanza e allattamento: le donne in gravidanza e in allattamento devono evitare l’olio essenziale di cajeput, poiché non esistono studi conclusivi sulla sua sicurezza durante la gravidanza e l’allattamento.
- Ingestione e uso interno: l’olio essenziale di cajeput è tossico se ingerito, e l’uso interno concentrato richiede la guida di un professionista; in caso di ingestione accidentale, soprattutto da parte di bambini, bisogna rivolgersi immediatamente al pronto soccorso.
- Interazione con sedativi: chi assume farmaci sedativi deve evitare di associarli al cajeput senza indicazione medica, perché gli effetti, come la sonnolenza, potrebbero sommarsi.
- Lattanti e bambini piccoli: nei bambini piccoli l’uso dell’olio comporta il rischio di convulsioni e depressione respiratoria, anche in piccole quantità, perciò non deve essere usato su lattanti e bambini piccoli, né applicato o inalato vicino al viso, dove il rischio di broncospasmo è maggiore. Nei bambini più grandi qualsiasi uso richiede l’indicazione di un professionista sanitario.
Poiché l’intossicazione nei bambini avviene di solito per ingestione accidentale, il flacone deve restare sempre ben chiuso e fuori dalla portata dei bambini.
Effetti Collaterali
- Intossicazione da ingestione: l’olio è tossico se ingerito e nei bambini piccoli può provocare convulsioni e depressione respiratoria anche in piccole quantità.
- Irritazione della pelle e delle mucose: può comparire sulle pelli sensibili, quando l’olio viene applicato puro o usato in concentrazioni elevate.
- Nausea e vomito: compaiono in caso di ingestione accidentale o di uso interno inappropriato.
- Reazioni allergiche: manifestazioni come dermatite da contatto, eruzioni cutanee o broncospasmo nelle persone predisposte.
- Sonnolenza: descritta con dosi molto elevate o quando l’olio viene associato ad altri sedativi.
Curiosità e Fatti Storici
Origine del Nome e Storia
Il nome cajeput deriva dal malese kayu putih, che significa “albero bianco” o “legno bianco”, un riferimento alla corteccia chiara e papiracea della pianta. L’olio di cajeput è stato a lungo un’importante merce di scambio nel Sud-est asiatico, apprezzato per le sue proprietà medicinali, e secondo le fonti storiche arrivò nella medicina occidentale nel XVII secolo, venendo da allora studiato per le sue numerose applicazioni.
Un Albero delle Zone Allagate
Il cajeput è noto per la capacità di crescere su terreni intrisi d’acqua, e gli studi di fisiologia vegetale lo descrivono come specie tollerante alle inondazioni, analizzando il comportamento dell’albero quando le radici restano sommerse e con poco ossigeno. Questa resistenza, unita all’interesse economico per l’olio, ha contribuito a motivare programmi di miglioramento delle popolazioni coltivate.
Impiego nei Prodotti Commerciali
Oltre all’uso tradizionale, l’olio di cajeput viene impiegato dall’industria farmaceutica in formulazioni per raffreddore, dolori muscolari e antisepsi, e compare anche come aromatizzante negli alimenti e come fragranza in saponi e cosmetici. Nel 2024 l’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) ha pubblicato una valutazione della sicurezza e dell’efficacia dell’olio di cajeput come additivo per mangimi destinato a tutte le specie animali, segno che il prodotto circola ben oltre la medicina tradizionale.
Domande Frequenti sul Cajeput
Che Cos’è l’Olio di Cajeput?
L’olio di cajeput è un olio essenziale volatile estratto dalle foglie e dai rametti dell’albero Melaleuca cajuputi, noto per il profumo intenso e canforato. La tradizione gli attribuisce azioni antimicrobiche, antinfiammatorie ed espettoranti, alcune delle quali osservate in studi di laboratorio, e viene usato in aromaterapia, in fitoterapia e in formulazioni dell’industria farmaceutica e cosmetica.
A Cosa Serve l’Olio di Cajeput?
Secondo la tradizione, l’olio di cajeput si usa, sempre diluito, per alleviare dolori muscolari e articolari, nelle inalazioni di vapore da parte di adulti con raffreddore e influenza e come antisettico su piccole ferite e punture d’insetto. Viene impiegato anche come repellente per insetti, ma questi usi si basano soprattutto su fonti tradizionali e studi preliminari, senza una solida conferma clinica.
Quali Sono i Principali Componenti dell’Olio di Cajeput?
Il componente principale dell’olio essenziale di cajeput è l’1,8-cineolo, chiamato anche eucaliptolo, che può rappresentare fino al 60% della composizione, accanto ad alfa-terpineolo, limonene, pinene e terpinene. La letteratura collega l’1,8-cineolo a buona parte delle attività attribuite all’olio, come quella antimicrobica e quella espettorante, ma lo stesso composto è legato ai rischi per i bambini piccoli e per le persone con asma o epilessia.
Il Cajeput È Sicuro per i Bambini?
Non per lattanti e bambini piccoli, che con l’uso dell’olio corrono il rischio di convulsioni e depressione respiratoria anche in piccole quantità, perciò non deve essere usato in questa fascia d’età, soprattutto vicino al viso, dove esiste anche il rischio di broncospasmo. Nei bambini più grandi qualsiasi applicazione richiede l’indicazione di un professionista sanitario, con una diluizione adeguata e una prova preliminare su una piccola area di pelle.
L’Olio di Cajeput Si Può Ingerire?
Non senza l’indicazione di un professionista, perché l’olio essenziale di cajeput è ricco di 1,8-cineolo ed è tossico se ingerito, e può causare nausea, vomito e, nei bambini piccoli, convulsioni e depressione respiratoria. L’uso interno concentrato richiede la guida di un professionista, e qualsiasi ingestione accidentale va considerata un’emergenza, con ricorso immediato all’assistenza medica.
Il Cajeput Si Può Usare in Gravidanza e Allattamento?
Le donne in gravidanza e in allattamento devono evitare l’olio essenziale di cajeput, poiché non esistono studi conclusivi sulla sua sicurezza durante la gravidanza e l’allattamento. L’indicazione vale sia per l’applicazione sulla pelle sia per le inalazioni e i diffusori, e qualsiasi eccezione va discussa con il medico che segue la paziente.
Avviso: questo contenuto è informativo e non sostituisce il parere di un professionista sanitario. Consultare un medico o un fitoterapeuta prima di usare piante medicinali, soprattutto in gravidanza, durante l’allattamento o in caso di assunzione di farmaci.
Riferimenti e Studi Scientifici
Vedi Tutti i 11 Riferimenti Citati
Studi Scientifici Peer-Reviewed (9)
- PMC2012 Abu Bakar A, et al. Evaluation of Melaleuca cajuputi (Family: Myrtaceae) Essential Oil in Aerosol Spray Cans against Dengue Vectors in Low Cost Housing Flats. J Arthropod Borne Dis. 2012.
- PMC2015 Al-Abd NM, et al. Antioxidant, antibacterial activity, and phytochemical characterization of Melaleuca cajuputi extract. BMC Complement Altern Med. 2015.
- PMC2020 Bua A, et al. “In vitro” activity of Melaleuca cajuputi against mycobacterial species. Nat Prod Res. 2020.
- PMC2024 EFSA Panel on Additives and Products or Substances used in Animal Feed (FEEDAP), et al. Safety and efficacy of a feed additive consisting of an essential oil derived from fresh leaves of Melaleuca cajuputi Maton & Sm. ex R. Powell and Melaleuca leucadendra (L.) L. (cajuput oil) for use in all animal species (FEFANA asbl). EFSA J. 2024.
- PMC2025 Isah M, et al. Chemical profiling and mechanistic insights into the antibacterial efficacy of Melaleuca cajuputi leaf extract. BMC Complement Med Ther. 2025.
- PMC2006 Kogawara S, et al. Photosynthesis and photoassimilate transport during root hypoxia in Melaleuca cajuputi, a flood-tolerant species, and in Eucalyptus camaldulensis, a moderately flood-tolerant species. Tree Physiol. 2006.
- PMC2021 Liang D, et al. Characterization of the complete chloroplast genome of Melaleuca cajuputi subsp. cumingiana (Myrtaceae). Mitochondrial DNA B Resour. 2021.
- PMC2003 Schimleck LR, et al. Near infrared spectroscopy for cost effective screening of foliar oil characteristics in a Melaleuca cajuputi breeding population. J Agric Food Chem. 2003.
- PMC2020 Xu WJ, et al. Cajuputones A-C, β-Triketone Flavanone Hybrids from the Branches and Leaves of Melaleuca cajuputi. Chem Biodivers. 2020.
Letture Complementari (2)
- 2013 Brophy JJ, Craven LA, Doran JC. Melaleucas: Their Botany, Essential Oils and Uses. Australian Centre for International Agricultural Research. 2013.
- 2004 Holliday I. Melaleucas: A Field and Garden Guide. 2. ed. Reed New Holland Publishers. 2004.
