La prugna è il frutto del susino europeo (Prunus domestica L.), albero da frutto deciduo della famiglia Rosaceae che, secondo l’ipotesi più accreditata, ha avuto origine nella regione compresa tra il Caucaso, l’attuale Turchia e l’antica Persia, dove è coltivato da millenni per i suoi frutti nutrienti e per il loro impiego nella medicina tradizionale. Da lì la specie si è diffusa in tutto il mondo, si è adattata a condizioni climatiche molto diverse e ha finito per diventare uno dei frutti più consumati del pianeta, sia fresco sia sotto forma di prugna secca.

Apprezzata in cucina e nella medicina tradizionale, la prugna riunisce fibre, vitamine e composti bioattivi che suscitano interesse nella ricerca sulla salute digestiva, cardiovascolare e ossea. Studi clinici hanno già valutato l’effetto lassativo della prugna secca, mentre buona parte degli altri usi tradizionali è ancora ferma allo stadio di studi preliminari, il che fa del frutto un esempio di alimento funzionale tuttora oggetto di indagine. La grande varietà di cultivar consente impieghi che vanno dal consumo al naturale alla produzione di estratti e di olio di semi.
Nomi Popolari e Internazionali della Prugna
- Italiano: prugna, prugna europea, prugno, susina, susino.
- Inglese: bullace, damson plum, European plum, plum, prune plum.
- Spagnolo: ciruela, ciruela damascena, ciruela europea.
- Portoghese: abrunho, ameixa, ameixa comum, ameixa-mirabelle, ameixeira-europeia.
- Francese: prune, prune de Damas, prunier domestique.
- Tedesco: Hauszwetschge, Pflaume, Zwetschge.
In Brasile il termine ameixa indica anche i frutti di altre specie, come la ameixa-japonesa o susino cino-giapponese (Prunus salicina), la più coltivata nel Paese, e la nespola del Giappone (Eriobotrya japonica), chiamata in diverse regioni ameixa-amarela: per questo il binomio resta il modo più sicuro per identificare il susino europeo.
Sinonimi Botanici di Prunus domestica
Il nome scientifico accettato per la specie è Prunus domestica L., ma la letteratura botanica registra altre denominazioni e varietà a essa associate, oltre alla grafia Prunus × domestica, usata per segnalare l’origine ibrida attribuita alla pianta. Tra i sinonimi più citati figurano i seguenti:
- Prunus communis subsp. domestica (L.) Syme
- Prunus communis var. domestica (L.) Huds.
- Prunus domestica subsp. oeconomica (Borkh.) C.K. Schneid.
- Prunus domestica var. damascena L.
Queste variazioni tassonomiche riflettono l’enorme diversità genetica e morfologica accumulata in millenni di coltivazione e di ibridazione naturale, e conoscerle aiuta a identificare la pianta con precisione negli studi scientifici, nei cataloghi dei vivai e nelle applicazioni fitoterapiche.
Famiglia Botanica: Rosaceae
Il susino europeo appartiene alla famiglia Rosaceae, una delle famiglie di piante da fiore di maggiore importanza economica, che comprende specie da frutto come il melo, il pero, il pesco, il ciliegio e il mandorlo. Le rosacee hanno di norma fiori vistosi, con cinque petali e numerosi stami, e frutti molto vari, che possono essere drupe, come la prugna stessa, pomi, come la mela, oppure acheni.
Ampiamente diffusa nelle regioni temperate dell’emisfero settentrionale, la famiglia ha un ruolo centrale negli ecosistemi e nell’alimentazione umana, e molte sue specie accumulano composti bioattivi, come polifenoli e flavonoidi, studiati per le loro proprietà biologiche. Il susino condivide questa ricchezza fitochimica e anche un tratto comune al genere Prunus, cioè la presenza di glicosidi cianogenici nei semi, argomento affrontato nella sezione sulle controindicazioni.
Parti Utilizzate della Prugna
- Corteccia
- Foglie
- Frutti (freschi ed essiccati)
- Semi (da cui si ricava l’olio di semi; crudi, non devono essere ingeriti)
Usi Etnobotanici e Tradizionali
Gli usi riportati qui sotto provengono da fonti tradizionali e popolari e non equivalgono a indicazioni di efficacia dimostrata:
- Catarro, nelle affezioni respiratorie lievi
- Diuretico
- Espettorante
- Sollievo da dolori e infiammazioni
- Sollievo dalla stitichezza, impiego alimentare consolidato della prugna secca
- Stimolante della digestione
- Tonico capillare
- Tumori, nei testi della medicina dell’antica Persia (uso storico, senza prove scientifiche)
Proprietà Terapeutiche della Prugna
Le proprietà elencate di seguito uniscono dati della tradizione e risultati di studi preliminari, e nessuna di esse sostituisce la diagnosi o il controllo del medico.
- Antianemica (uso tradizionale legato al contenuto di ferro del frutto, senza prove di efficacia come trattamento dell’anemia)
- Antinfiammatoria (attività osservata in studi preliminari)
- Antiossidante (ricca di polifenoli con attività antiossidante misurata in laboratorio)
- Cardioprotettiva (studi preliminari ne indagano gli effetti sui marcatori cardiovascolari)
- Disintossicante (uso tradizionale; l’affermazione secondo cui rimuoverebbe i metalli pesanti non ha conferme cliniche)
- Epatoprotettiva (attività indagata in studi sperimentali, senza conferme cliniche)
- Ipocolesterolemizzante (studi preliminari sulla prugna secca ne indagano l’effetto sul colesterolo)
- Ipoglicemizzante (effetto indagato in studi preliminari; non sostituisce i farmaci per il diabete)
- Lassativa (effetto della prugna secca valutato in studi clinici, attribuito alle fibre e al sorbitolo)
- Leggermente diuretica (tradizionalmente associata a una maggiore eliminazione di liquidi)
- Prebiotica (fibre fermentabili che fanno da substrato al microbiota intestinale)
- Protettiva per i polmoni (legata all’uso tradizionale nelle affezioni respiratorie, senza conferme cliniche)
- Protettiva per le ossa (effetto indagato in studi sulla prugna secca, con risultati ancora limitati)
Profilo Fitochimico Dettagliato della Prugna
I composti elencati sono stati descritti in diverse parti del susino, soprattutto nei frutti, e la loro concentrazione varia in base alla varietà, al grado di maturazione e alla lavorazione, come l’essiccazione da cui nasce la prugna secca.
- Acido caffeico
- Acido citrico
- Acido clorogenico
- Acido malico
- Acido neoclorogenico
- Antocianine (cianidina-3-glucoside)
- Boro
- Calcio
- Carotenoidi
- Catechine
- Cumarine
- Ferro
- Fibre (cellulosa, emicellulosa, pectina)
- Flavonoidi (apigenina, luteolina, quercetina, rutina)
- Glicosidi cianogenici (amigdalina, concentrata nei semi)
- Magnesio
- Olio dei semi (acido linoleico, acido oleico)
- Polifenoli
- Potassio
- Sorbitolo
- Tannini
- Triterpeni
- Vitamina A (betacarotene)
- Vitamina C
- Vitamina K
- Vitamine del gruppo B
Forme di Preparazione e Somministrazione della Prugna
- Budini
- Cataplasma
- Composte
- Confetture
- Decotto
- Estratti (fluido, secco)
- Frutti essiccati (prugne secche)
- Frutti freschi
- Impacchi
- Infuso
- Olio di semi
Sinergia con Altre Piante Medicinali
Salute Digestiva
Essendo ricca di fibre e sorbitolo, la prugna viene tradizionalmente abbinata ad altre piante dall’azione lassativa delicata. Nei casi occasionali di stitichezza più ostinata è documentato l’uso combinato con la senna (Senna alexandrina), lassativo stimolante da usare per brevi periodi, con la guida di un professionista, e da evitare in gravidanza, durante l’allattamento e nei bambini, salvo indicazione medica. Per gas e coliche, la tradizione associa il frutto a erbe carminative come il finocchio (Foeniculum vulgare) e la menta piperita (Mentha × piperita), alle quali si attribuisce un effetto calmante e antispastico sul tratto gastrointestinale.
Salute Ossea
Poiché contiene vitamina K, boro e calcio, la prugna viene spesso ricordata nelle combinazioni tradizionali dedicate alla salute delle ossa, accanto a piante come l’equiseto (Equisetum arvense), fonte di silicio, e l’erba medica (Medicago sativa), che apporta altri minerali. La prugna secca è oggetto di studio in questo ambito, ma i risultati sono ancora limitati e queste combinazioni non sostituiscono il controllo medico dell’osteoporosi, tenendo presente che l’equiseto non è indicato per un uso prolungato senza il parere di un professionista.
Azione Antiossidante
La prugna è una buona fonte di antiossidanti, come polifenoli e antocianine, e la tradizione la abbina ad altri frutti e piante ricchi di composti fenolici, come il mirtillo (Vaccinium myrtillus) e il melograno (Punica granatum). In laboratorio queste sostanze neutralizzano i radicali liberi e riducono i marcatori di stress ossidativo, ma non ci sono ancora prove che la combinazione eviti malattie croniche nelle persone.
Ricette e Protocolli di Utilizzo
Infuso di Foglie di Susino
Questo infuso è usato tradizionalmente per aiutare la digestione e come blando diuretico: si prepara versando acqua bollente su foglie secche di susino, si lascia in infusione con il coperchio per qualche minuto e si filtra prima di berlo, preferibilmente dopo i pasti. Poiché mancano studi sulla sicurezza dell’uso delle foglie, prima di iniziare è opportuno consultare un professionista sanitario per stabilire la quantità di foglie e la frequenza di assunzione.
L’infuso non deve sostituire la valutazione medica in caso di ritenzione idrica, e per le donne in gravidanza o in allattamento e per chi assume diuretici questo parere è ancora più importante.
Prugne Secche in Ammollo per la Stitichezza
La prugna secca è usata tradizionalmente per la stitichezza, un impiego alimentare sostenuto da studi clinici comparativi, e un modo comune di consumarla è lasciare 2 o 3 prugne denocciolate in ammollo nell’acqua per tutta la notte, per poi mangiare i frutti e bere l’acqua al mattino. L’effetto lassativo delicato è attribuito alle fibre e al sorbitolo, per cui conviene bere acqua durante la giornata e iniziare dalla quantità più bassa, osservando la risposta dell’intestino.
I bambini piccoli non devono consumare prugne secche in grande quantità, per il rischio di diarrea, e chi soffre di sindrome dell’intestino irritabile deve moderarne il consumo, perché il sorbitolo può aumentare gas e fastidi addominali.
Composta di Prugne Fatta in Casa
La composta è un modo tradizionale di inserire il frutto nell’alimentazione e si prepara con prugne fresche o secche, senza nocciolo, cotte con un po’ d’acqua e, a piacere, con spezie come la cannella, fino a ottenere uno sciroppo denso. Può accompagnare la colazione, lo yogurt o il dessert e conserva buona parte delle fibre della prugna, anche se la cottura riduce i nutrienti sensibili al calore, come la vitamina C.
Per chi ha il diabete è bene tenere presente che la composta concentra lo zucchero naturale del frutto, soprattutto se preparata con prugne secche o dolcificata, e questo richiede porzioni più piccole.
Le preparazioni sopra descritte seguono usi tradizionali e non sostituiscono il parere di un professionista. Prima di qualsiasi uso interno, consultare le controindicazioni e le interazioni descritte in questo articolo.
Terapie Associate
Fitoterapia
In fitoterapia la prugna compare sotto forma di frutti essiccati e di estratti, compresi gli estratti standardizzati venduti come integratori, incentrati soprattutto sull’azione lassativa del frutto, la meglio documentata tra le sue proprietà. Le attività antiossidante e antinfiammatoria attribuite ai frutti e alle foglie sono ancora oggetto di studi preliminari, e la standardizzazione, che mira a uniformare la concentrazione dei principi attivi da un lotto all’altro, non esime dalla valutazione di un professionista sanitario prima dell’uso, soprattutto per chi assume farmaci in modo continuativo.
Nutrizione
Sul piano nutrizionale la prugna è apprezzata come frutto ricco di fibre, vitamine e minerali, e il suo consumo regolare all’interno di una dieta equilibrata favorisce il buon funzionamento dell’intestino e l’equilibrio del microbiota. Il contenuto di vitamina K, boro e calcio ne fa una presenza frequente nei menu orientati alla salute delle ossa, mentre i suoi antiossidanti sono studiati per la capacità di ridurre i danni cellulari, il che la colloca tra gli alimenti funzionali più versatili della vita quotidiana.
Controindicazioni ed Effetti Collaterali della Prugna
Consumata come alimento, la prugna è in genere ben tollerata dalla maggior parte delle persone, ma sia la prugna fresca sia quella secca hanno un effetto lassativo, soprattutto in quantità elevate, e alcune condizioni di salute, fasce d’età e farmaci richiedono un’attenzione particolare.
Consumo Eccessivo
Il consumo eccessivo può causare diarrea e squilibrio intestinale, oltre a flatulenza e fastidio addominale, effetti legati all’alto contenuto di fibre e sorbitolo, che accelerano il transito intestinale. L’ideale è iniziare con piccole porzioni e aumentarle gradualmente, osservando la risposta individuale dell’organismo.
Diabete e Zucchero Naturale
Le persone con diabete devono tenere conto dello zucchero naturale del frutto, più concentrato nella prugna secca, e regolare le porzioni con l’aiuto di un medico o di un nutrizionista. Chi usa ipoglicemizzanti deve parlarne con il medico prima di ricorrere a estratti o integratori di prugna, dato che studi preliminari indagano un possibile effetto del frutto sulla glicemia.
Bambini Piccoli
I bambini piccoli non devono consumare noccioli né prugne secche in grande quantità, per il rischio di soffocamento e di diarrea. Quando si offre loro il frutto bisogna sempre togliere il nocciolo e preferire porzioni piccole, adatte all’età del bambino.
Sindrome dell’Intestino Irritabile
Chi soffre di sindrome dell’intestino irritabile deve moderare il consumo di prugne, fresche o secche, perché il sorbitolo e le fibre fermentabili del frutto possono accentuare gas, gonfiore addominale e alterazioni del ritmo intestinale.
Semi e Glicosidi Cianogenici
Come in altre specie di Prunus, i semi della prugna, racchiusi nel nocciolo, contengono glicosidi cianogenici come l’amigdalina, in grado di liberare cianuro quando vengono triturati o masticati. Per questo i semi crudi non devono essere spezzati, masticati né usati in preparazioni casalinghe, e l’olio di semi va usato solo nella forma di prodotto commerciale destinato a questo scopo.
Gravidanza e Allattamento
Le donne in gravidanza o in allattamento possono consumare il frutto come parte della normale alimentazione, ma devono consultare un professionista sanitario prima di usare la tisana di foglie di susino, estratti o integratori, per i quali mancano dati sulla sicurezza in queste fasi.
Allergie
Le reazioni allergiche alla prugna sono rare, ma possono comparire nelle persone sensibili, soprattutto in chi è già allergico ad altri frutti della famiglia Rosaceae, come pesca e ciliegia, con sintomi quali orticaria, gonfiore, prurito e, nei casi più gravi, difficoltà respiratorie. Chi ha una storia di allergie alimentari deve consumare il frutto con cautela e rivolgersi subito a un medico in caso di mancanza di respiro.
Interazioni Farmacologiche
La prugna, soprattutto secca, contiene vitamina K, un nutriente che partecipa alla coagulazione del sangue e può ridurre l’effetto degli anticoagulanti antagonisti della vitamina K, come il warfarin o l’acenocumarolo, quando il consumo varia molto da un giorno all’altro. Per questo chi usa questi farmaci deve mantenere un’assunzione stabile e consultare il medico prima di consumare grandi quantità o estratti del frutto, e la presenza di cumarine, il cui effetto clinico in questo contesto non è stabilito, è un motivo in più per essere prudenti.
Per l’effetto diuretico e l’azione lassativa attribuiti alla prugna, il frutto e i suoi preparati possono inoltre sommarsi all’effetto di diuretici e lassativi, come la senna, il che richiede un monitoraggio, mentre chi usa ipoglicemizzanti deve seguire le indicazioni sul diabete riportate sopra.
Calcoli Renali
Le persone con una storia di calcoli renali devono consumare prugne con moderazione perché, sebbene il contenuto di ossalati del frutto sia relativamente basso, un consumo eccessivo può contribuire alla formazione di calcoli nei soggetti predisposti. In questi casi il parere di un medico o di un nutrizionista aiuta a definire un consumo sicuro e adeguato alle condizioni di salute di ciascuno.
Curiosità e Fatti Storici
Il susino europeo è tra gli alberi da frutto coltivati da più tempo in Eurasia, e le testimonianze archeologiche indicano che la sua coltivazione risale a oltre 2.000 anni fa, con origine nelle regioni del Caucaso e dell’Asia Minore. Ai Romani si attribuisce la diffusione della prugna in Europa, dove la specie si propagò rapidamente grazie alla sua capacità di adattamento e al valore nutrizionale dei frutti.
Per secoli la prugna secca, chiamata prune in inglese, fu un alimento di base per marinai e viaggiatori, perché si conservava bene e forniva energia e nutrienti durante le lunghe traversate. I nomi damson plum, in inglese, e prune de Damas, in francese, rimandano alla città di Damasco, in Siria, e ricordano l’antico legame del frutto con il Medio Oriente, da cui Prunus domestica partì per acquisire importanza culturale ed economica in gran parte del mondo.
Domande Frequenti sulla Prugna
Qual È la Differenza tra Prugna Fresca e Prugna Secca?
La differenza principale sta nel contenuto d’acqua, perché la prugna fresca contiene più acqua e meno calorie, mentre quella secca, disidratata, concentra zuccheri, fibre e nutrienti, risultando più calorica e con un effetto lassativo più marcato. Entrambe trovano posto in un’alimentazione equilibrata, ma è la prugna secca la forma usata tradizionalmente per la stitichezza.
La Prugna Può Essere Consumata dai Diabetici?
Sì, con moderazione e con il consiglio di un professionista, dato che chi ha il diabete deve tenere conto dello zucchero naturale del frutto, più concentrato nella prugna secca, che per questo richiede porzioni più piccole. Le fibre solubili possono rallentare l’assorbimento del glucosio, ma questo non esonera dal controllo medico, e chi usa ipoglicemizzanti deve consultare il medico o un nutrizionista prima di cambiare dieta o di usare estratti del frutto.
Quante Prugne Secche Posso Mangiare al Giorno?
Per la maggior parte degli adulti, 2 o 3 prugne secche al giorno bastano di solito per sfruttare l’effetto digestivo e i nutrienti del frutto senza fastidi, dato che un consumo eccessivo può causare diarrea, flatulenza e squilibrio intestinale. La quantità ideale varia in base alla sensibilità di ciascuno e al resto della dieta, e i bambini piccoli e le persone con sindrome dell’intestino irritabile devono attenersi a porzioni ancora più moderate.
La Prugna Aiuta a Dimagrire?
La prugna da sola non fa dimagrire, ma le sue fibre favoriscono il senso di sazietà e possono aiutare a controllare l’appetito all’interno di una dieta equilibrata, mentre un possibile effetto antiadipogenico dei polifenoli è ancora oggetto di studi preliminari. Essendo più calorica, la versione secca va consumata con moderazione, nell’ambito di uno stile di vita attivo e di un’alimentazione varia.
È Sicuro Bere la Tisana di Foglie di Susino?
La tisana di foglie di susino è usata tradizionalmente a scopo digestivo e diuretico, ma mancano studi sulla sicurezza di questo impiego, e le persone allergiche o che assumono farmaci possono correre dei rischi. Le donne in gravidanza o in allattamento e chi ha malattie preesistenti devono consultare un professionista sanitario prima di bere la tisana.
I Bambini Piccoli Possono Mangiare Prugne Secche?
Possono assaggiare il frutto in piccole porzioni e sempre senza nocciolo, ma i bambini piccoli non devono consumare noccioli né prugne secche in grande quantità, per il rischio di soffocamento e di diarrea. I semi racchiusi nel nocciolo contengono inoltre glicosidi cianogenici, un motivo in più per non offrirli mai.
Avviso: questo contenuto è informativo e non sostituisce il parere di un professionista sanitario. Consultare un medico o un fitoterapeuta prima di usare piante medicinali, soprattutto in gravidanza, durante l’allattamento o in caso di assunzione di farmaci.
Riferimenti e Studi Scientifici
Studi Scientifici Peer-Reviewed (6)
- PMC2011 Attaluri A, et al. Randomised clinical trial: dried plums (prunes) vs. psyllium for constipation. Aliment Pharmacol Ther. 2011.
- PMC2021 Chey SW, et al. Exploratory Comparative Effectiveness Trial of Green Kiwifruit, Psyllium, or Prunes in US Patients With Chronic Constipation. Am J Gastroenterol. 2021.
- PMC2022 Hooshmand S, et al. Effects of 12 Months Consumption of 100 g Dried Plum (Prunes) on Bone Biomarkers, Density, and Strength in Men. J Med Food. 2022.
- PMC2024 Kristl J, et al. Dynamics of cyanogenic glycosides in apple and plum fruits, products, and byproducts: A concise review. J Food Sci. 2024.
- PMC2001 Stacewicz-Sapuntzakis M, et al. Chemical composition and potential health effects of prunes: a functional food?. Crit Rev Food Sci Nutr. 2001.
- PEER2023 A comprehensive review on the availability of bioactive compounds in plum and their health benefits. International Journal of Food Properties. 2023.
Letture Complementari (1)
- 2008 Embrapa. Ameixeira: Histórico e Perspectivas de Cultivo. Circular Técnica 70. 2008.
