Krameria triandra Ruiz & Pav. / Ratania, nota comunemente come ratania, è un arbusto emiparassita perenne della famiglia Krameriaceae, descritto dai botanici spagnoli Hipólito Ruiz López e José Antonio Pavón y Jiménez. Originaria delle regioni andine del Sud America, soprattutto del Perù e della Bolivia, la pianta si adatta ai suoli aridi e sabbiosi d’alta quota. La sua radice è apprezzata da secoli nella medicina tradizionale andina e, in seguito, nella farmacopea europea, per la spiccata azione astringente.

L’uso della ratania risale a pratiche ancestrali in cui la radice veniva impiegata per una serie di disturbi, dai problemi della bocca a quelli gastrointestinali. La ricchezza di tannini, in particolare del cosiddetto acido rataniatannico, conferisce alla radice la capacità di contrarre i tessuti e di formare una pellicola protettiva sulle mucose. Questa composizione è stata oggetto di studi di laboratorio che indagano le basi chimiche di diversi usi tradizionali, anche se gli studi clinici sull’uomo sono ancora pochi. Oggi la ratania compare soprattutto in collutori, gargarismi e prodotti per l’igiene orale, mentre l’uso interno resta limitato e va sempre accompagnato dal parere di un professionista.
Nomi Popolari e Internazionali della Ratania
- Francese: ratanhia, ratanhia du Pérou.
- Inglese: Peruvian rhatany, red rhatany, rhatany.
- Italiano: ratania.
- Portoghese: ratânhia, ratânia, ratânia-do-peru, ratânia-peruana, ratânia-vermelha.
- Spagnolo: abrojo colorado, raíz para los dientes, ratanhia, ratania.
- Tedesco: Ratanhia, Ratanhiawurzel.
La maggior parte di questi nomi deriva dalla forma andina da cui è nato anche il termine ratania. I riferimenti al Perù e al colore rosso, presenti in diverse lingue, servono a distinguere questa specie sudamericana dalle ratanie nordamericane e messicane, che appartengono ad altre specie dello stesso genere e hanno nomi popolari propri.
Sinonimi Botanici di Krameria triandra
Sebbene Krameria triandra Ruiz & Pav. sia il nome più diffuso nella letteratura farmaceutica, banche dati tassonomiche come World Flora Online e la vecchia The Plant List riconoscono come nome accettato Krameria lappacea (Dombey) Burdet & B.B.Simpson e collocano K. triandra tra i sinonimi. Un altro sinonimo citato è Krameria triandra var. humboldtiana Chodat. In pratica, buona parte degli studi recenti sulla radice compare sotto il nome K. lappacea, mentre i lavori classici di farmacognosia usano K. triandra, un dettaglio da tenere presente quando si consulta la letteratura scientifica sulla pianta.
Famiglia Botanica: Krameriaceae
La famiglia Krameriaceae è monogenerica e comprende soltanto il genere Krameria, con circa 17 o 18 specie distribuite nelle Americhe. A lungo è stata accostata alle Polygalaceae e alle Fabaceae, ma analisi genetiche più recenti indicano una stretta parentela con le Zygophyllaceae, all’interno dell’ordine Zygophyllales. Le specie di Krameria si distinguono per il carattere emiparassita, perché, oltre a svolgere la fotosintesi, ricavano acqua e nutrienti dalle radici di altre piante attraverso austori specializzati.
Questo adattamento permette alla ratania di prosperare in ambienti aridi e difficili, come i pendii andini. Per questo le Krameriaceae sono un interessante oggetto di studio per la botanica, poiché mostrano la varietà delle strategie di sopravvivenza nel regno vegetale. La famiglia è nota anche per la produzione di metaboliti secondari con attività biologica, come tannini e lignani, che costituiscono la base delle proprietà medicinali attribuite alla ratania.
Parti Utilizzate della Ratania
- Radice (parte principale, per l’elevata concentrazione di tannini e di altri composti bioattivi).
Nel commercio delle piante medicinali la radice circola essiccata, in pezzi o in polvere, ed è nella sua corteccia che si concentra la sostanza colorante rossastra citata nel profilo fitochimico, responsabile del colore intenso dei decotti e delle tinture di ratania.
Usi Etnobotanici e Tradizionali
- Applicazione topica su tagli, piccole ferite superficiali e ustioni lievi (dato tradizionale).
- Colorante naturale e bastoncini da masticare (chewing sticks) usati dai popoli andini per pulire i denti.
- Diarrea e dissenteria, come uso interno riportato dalla tradizione.
- Emorroidi e ragadi anali, con impacchi e applicazioni locali tradizionali.
- Gengive e disturbi della bocca (afte, gengivite, lingua screpolata), secondo l’uso tradizionale.
- Sollievo dalle infiammazioni della mucosa della bocca e della gola, con sciacqui e gargarismi.
Queste testimonianze provengono dalla tradizione andina e dalla pratica medica europea del XIX e del XX secolo. La maggior parte si basa sull’azione astringente dei tannini, osservata da tempo in farmacognosia, e non su studi clinici controllati.
Proprietà Terapeutiche della Ratania
- Antidiarroico (dato tradizionale legato all’azione astringente dei tannini, senza conferma in studi clinici)
- Antimicrobico (estratti della radice hanno inibito batteri, compresi stafilococchi resistenti, in studi di laboratorio)
- Antinfiammatorio (i lignani della radice hanno ridotto l’infiammazione acuta in studi sperimentali e di laboratorio)
- Antisettico (uso tradizionale negli sciacqui e nella pulizia di piccole lesioni delle mucose)
- Astringente (i tannini contraggono tessuti e mucose e riducono le secrezioni, azione ben descritta in farmacognosia)
- Cicatrizzante (dato tradizionale di applicazione su piccole ferite e lesioni superficiali)
- Emostatico (uso tradizionale per contenere piccoli sanguinamenti di gengive e mucose)
- Fotoprotettivo (un estratto lipofilo ricco di neolignani ha mostrato protezione dai danni UV in laboratorio)
- Tonico (dato tradizionale come tonificante dei tessuti gengivali)
Le attività antimicrobica, antinfiammatoria e fotoprotettiva sono state osservate soprattutto in estratti testati in laboratorio o su modelli animali, per cui indicano piste di ricerca ma non autorizzano promesse di risultato nell’uso domestico della pianta.
Profilo Fitochimico Dettagliato della Ratania
- Acido rataniatannico (un tipo di tannino condensato)
- Lignani
- Neolignani (con attività antiossidante e fotoprotettiva osservata in laboratorio)
- Proantocianidine (oligomeriche, formate da unità di flavanolo)
- Rosso di ratania, o ratanhia red (sostanza colorante presente nella corteccia della radice)
- Tannini (in concentrazioni elevate, tra l’8% e il 18% nella radice)
Gli studi classici di Scholz e Rimpler, pubblicati negli anni Ottanta, hanno caratterizzato i tannini e le proantocianidine della radice, mentre lavori successivi hanno isolato lignani e neolignani associati alle attività antinfiammatoria e antiossidante osservate in laboratorio.
Forme di Preparazione e Somministrazione della Ratania
- Decotto (per sciacqui, gargarismi e impacchi; l’uso interno richiede l’indicazione di un professionista)
- Estratto fluido (preparazione concentrata, da usare sotto la guida di un professionista)
- Polvere (in prodotti dentali e paste fatte in casa; uso interno solo su indicazione professionale)
- Tintura (diluita in acqua per sciacqui e gargarismi)
Le forme di uso locale, come sciacqui, gargarismi e impacchi, prevalgono nella tradizione e nei prodotti attuali, mentre l’assunzione orale, a causa dell’alto contenuto di tannini, dovrebbe essere occasionale, di breve durata e seguita da un professionista sanitario.
Sinergia con Altre Piante Medicinali
Combinazioni Astringenti per la Bocca
Nella tradizione europea dell’igiene orale, la ratania viene spesso abbinata a piante dal profilo astringente, aromatico e antimicrobico, come il chiodo di garofano (Syzygium aromaticum), la mirra (Commiphora myrrha) e la tormentilla (Potentilla erecta). Queste tre piante compaiono di frequente in polveri dentifricie, creme e tinture, e le miscele sono usate per tradizione su gengive che sanguinano facilmente, su infiammazioni lievi come gengivite e stomatite e per la pulizia del cavo orale, senza che l’insieme delle piante sostituisca la visita di un dentista.
Sciacqui con Erbe Aromatiche
Anche calendula (Calendula officinalis), menta piperita (Mentha piperita) e salvia (Salvia officinalis) compaiono spesso accanto alla ratania in collutori e risciacqui. La tradizione associa il gusto rinfrescante della menta e il carattere lenitivo della calendula all’astringenza della radice andina. Nelle preparazioni casalinghe si raccomanda sempre di diluire le tinture in acqua e di non deglutire il liquido, oltre a sospendere l’uso in caso di bruciore o irritazione locale.
Ricette e Protocolli di Utilizzo
Collutorio Astringente di Ratania, Mirra e Salvia
Usato per tradizione su gengive sensibili e infiammazioni lievi della bocca, questo collutorio riunisce 10 ml di tintura di ratania, 10 ml di tintura di mirra e 10 ml di tintura di salvia in un flacone di vetro scuro. A ogni utilizzo, diluire da 10 a 20 gocce della miscela in mezzo bicchiere d’acqua tiepida e fare sciacqui energici due o tre volte al giorno, preferibilmente dopo aver lavato i denti, senza deglutire il liquido. La combinazione riunisce piante di tradizione astringente e aromatica, ma gengive che continuano a sanguinare richiedono la valutazione di un dentista, e l’uso va sospeso in caso di irritazione locale.
Decotto Tradizionale negli Episodi di Diarrea
Secondo l’uso tradizionale, la radice secca e sminuzzata di ratania veniva fatta bollire dolcemente in acqua per 10-15 minuti, poi filtrata e bevuta tiepida negli episodi di diarrea, per l’azione astringente dei tannini sulla mucosa intestinale. Poiché mancano dati di sicurezza sull’uso interno e l’alto contenuto di tannini può irritare la mucosa gastrica e ridurre l’assorbimento di ferro e di altri minerali, la quantità di radice, il numero di dosi e la durata vanno stabiliti caso per caso. Consultare un professionista sanitario prima dell’uso. Una diarrea persistente, con sangue, febbre o segni di disidratazione richiede una valutazione medica, e lo stesso vale per qualsiasi episodio in bambini, donne in gravidanza o anziani, nei quali la reintegrazione dei liquidi viene prima di qualsiasi pianta.
Pasta Dentifricia Fatta in Casa per Gengive Sensibili
Usata per tradizione per lavare i denti e massaggiare le gengive sensibili, questa pasta mescola in parti uguali polvere di radice di ratania e bicarbonato di sodio, con un po’ d’acqua filtrata o di olio di cocco aggiunti poco alla volta fino a ottenere una consistenza pastosa. Applicarne una piccola quantità sullo spazzolino, massaggiare le gengive con movimenti delicati e sciacquare bene la bocca, senza deglutire la pasta. La tradizione attribuisce all’astringenza della ratania un effetto tonificante sui tessuti gengivali, mentre il bicarbonato di sodio contribuisce alla pulizia e alla neutralizzazione degli acidi. Poiché il bicarbonato è abrasivo, conviene usarla con moderazione, osservare la reazione delle gengive e ricordare che la preparazione non sostituisce il dentifricio al fluoro consigliato dal dentista.
Impacco per Emorroidi e Ragadi Anali
Usato per tradizione per alleviare il fastidio locale di emorroidi e ragadi anali, questo impacco parte da un decotto concentrato di due cucchiai di radice di ratania in 250 ml d’acqua, fatto bollire per circa 15 minuti e lasciato raffreddare completamente. Una volta freddo, imbevere nel liquido una garza pulita e applicarla sulla zona interessata per 15-20 minuti, ripetendo l’operazione due o tre volte al giorno. La tradizione associa l’azione astringente e cicatrizzante della radice al sollievo dell’infiammazione locale. L’impacco, comunque, non va usato su lesioni profonde o infette senza una valutazione medica, e sanguinamento rettale, dolore intenso o sintomi che persistono richiedono una visita.
Le preparazioni sopra descritte seguono usi tradizionali e non sostituiscono il parere di un professionista. Prima di qualsiasi uso interno, consultare le controindicazioni e le interazioni descritte in questo articolo.
Terapie Associate
Fitoterapia Clinica
Nella fitoterapia clinica moderna la ratania viene impiegata in formulazioni standardizzate, come estratti e tinture, soprattutto in condizioni infiammatorie lievi delle mucose. La dose è personalizzata in base alla concentrazione di tannini del prodotto e alla risposta di ciascun paziente. L’azione astringente fa della radice un’opzione tradizionale nelle preparazioni topiche per gengivite, stomatite e faringite, mentre l’uso interno nella diarrea lieve dipende da una valutazione individuale e deve essere breve. Nella ricerca clinica, prodotti per l’igiene orale a base di ratania sono già stati valutati in pazienti sottoposti a chemioterapia, nel contesto della mucosite orale, ma i dati disponibili sono ancora limitati. La supervisione di un professionista sanitario resta indispensabile per un uso sicuro.
Omeopatia
Pur essendo meno nota in omeopatia rispetto ad altre piante, la Krameria entra in preparazioni omeopatiche con il nome di Ratanhia. La materia medica omeopatica la associa a quadri come infiammazioni orali, ragadi anali e disturbi gastrointestinali accompagnati da diarrea. Secondo i principi della stessa omeopatia, il metodo cerca di stimolare la capacità di reazione dell’organismo con dosi minime e altamente diluite della sostanza. Queste indicazioni derivano dalla tradizione omeopatica, non da studi clinici. La scelta del rimedio e della potenza spetta a un omeopata qualificato, dopo una valutazione individuale, e non sostituisce la diagnosi medica di sanguinamenti o dolori persistenti.
Controindicazioni ed Effetti Collaterali della Ratania
Controindicazioni Generali
La ratania è controindicata nelle persone con ipersensibilità nota alle piante della famiglia Krameriaceae. Reazioni allergiche come dermatite da contatto od orticaria, sebbene rare, sono state descritte, compreso un caso clinico di dermatite allergica da contatto associata a un estratto della pianta. L’uso orale va evitato durante la gravidanza e l’allattamento, per l’assenza di studi che ne dimostrino l’innocuità per la madre, il feto o il lattante. Nei bambini l’uso interno non è raccomandato senza l’indicazione del pediatra.
Le precauzioni essenziali con la radice comprendono: evitare l’uso interno prolungato per l’alto contenuto di tannini, che può irritare la mucosa gastrica e ridurre l’assorbimento di ferro e di altri minerali; non usarla su ferite profonde o infette senza una valutazione medica; non usarla in gravidanza e allattamento senza l’indicazione di un professionista; sospenderla in caso di irritazione locale. Chi soffre di anemia da carenza di ferro, gastrite o ulcera dovrebbe parlarne con un professionista sanitario prima di qualsiasi uso orale, proprio a causa di questi due effetti dei tannini.
Effetti Collaterali Comuni
Gli effetti collaterali della ratania sono di solito lievi e poco frequenti, ma l’assunzione orale può causare irritazione gastrica o mal di stomaco in alcune persone, soprattutto a dosi elevate o in chi ha lo stomaco sensibile. Nell’applicazione topica, la reazione più citata è la dermatite da contatto, rara, che richiede la sospensione immediata del prodotto, come qualsiasi altro sintomo indesiderato. Preparazioni ben diluite e la supervisione di un professionista aiutano a ridurre il rischio di effetti avversi.
Interazioni Farmacologiche
A causa dell’elevata concentrazione di tannini, la ratania assunta per via orale può interferire con l’assorbimento di farmaci e nutrienti, poiché queste molecole formano complessi con varie sostanze e ne riducono la biodisponibilità. Il ferro e gli altri minerali sono tra i più colpiti. Si raccomanda un intervallo di almeno due ore tra l’assunzione di ratania e quella di altri farmaci o integratori. Chi usa anticoagulanti o farmaci per il diabete dovrebbe essere prudente e consultare un professionista sanitario, perché in teoria la ratania potrebbe influire sulla coagulazione del sangue o sui livelli di glucosio, anche se questa interazione non è ben documentata.
Curiosità e Fatti Storici
Origine del Nome
Il nome popolare ratania affonda le radici nella lingua quechua, parlata dai popoli indigeni delle Ande. Secondo l’etimologia più citata, il termine deriva da una parola che significa “pianta che striscia sul terreno”, descrizione che si adatta alla crescita bassa e prostrata dell’arbusto nel suo habitat naturale. L’etimologia riflette l’antico legame tra la pianta e le culture andine, che la conoscevano e la usavano molto prima del suo arrivo nella medicina occidentale. Il nome spagnolo raíz para los dientes conserva la memoria dell’uso della radice per pulire i denti.
Pianta Emiparassita
Una delle caratteristiche più curiose di Krameria triandra è il comportamento emiparassita, dato che, a differenza delle piante parassite vere e proprie, la ratania svolge la fotosintesi e produce parte del proprio nutrimento. Integra la nutrizione estraendo acqua e minerali dalle radici delle piante ospiti tramite strutture specializzate chiamate austori, una strategia che le permette di sopravvivere in suoli poveri e ambienti aridi, dove la competizione per le risorse è intensa.
Uso Storico in Europa
La ratania acquistò importanza nella medicina europea nel corso del XIX secolo e all’inizio del XX, quando era ampiamente usata per la potente azione astringente in caso di diarrea cronica, dissenteria, emorragie e infiammazioni della bocca e della gola. Già negli anni Quaranta dell’Ottocento le riviste mediche pubblicavano casi clinici con preparazioni di ratania nelle ragadi anali, un uso che anche l’omeopatia ha fatto proprio. Oltre al valore medicinale, la radice serviva come colorante naturale e in Portogallo fu persino impiegata per dare una tonalità rubino ai vini, segno della sua importanza economica all’epoca.
Domande Frequenti sulla Ratania
L’Uso Interno della Ratania Comporta Rischi?
L’uso interno della ratania richiede cautela e va fatto solo sotto la supervisione di un professionista sanitario qualificato. Sebbene la radice sia usata per tradizione negli episodi di diarrea, mancano studi di sicurezza approfonditi, e l’alto contenuto di tannini può irritare la mucosa gastrica e ridurre l’assorbimento di ferro e di altri minerali, per cui l’automedicazione è sconsigliata. La ratania può inoltre interferire con l’assorbimento dei farmaci presi nello stesso momento, un motivo in più per farsi seguire da un professionista ed evitare l’uso prolungato.
Quali Sono gli Usi Tradizionali della Ratania per la Salute Orale?
La tradizione e la fitoterapia europea impiegano la ratania in sciacqui e gargarismi in caso di afte, gengive che sanguinano facilmente e infiammazioni lievi della bocca e della gola, come stomatite e faringite. Questo uso si basa sull’azione astringente dei tannini. Studi di laboratorio hanno osservato anche un’attività antibatterica e antinfiammatoria degli estratti della radice, ma gli studi clinici sono ancora scarsi. La pianta è un ingrediente comune di dentifrici e collutori naturali, che non esonerano dalla visita del dentista quando il sanguinamento o il dolore persistono.
La Ratania Può Essere Usata in Gravidanza?
Non ci sono informazioni scientifiche sufficienti sulla sicurezza della ratania in gravidanza e durante l’allattamento. La mancanza di dati sui suoi effetti sulla gestante, sul feto e sul lattante porta a raccomandare di evitarne l’uso orale in questi periodi. Anche sciacqui e applicazioni locali non vanno fatti in gravidanza e allattamento senza l’indicazione di un professionista. In caso di necessità, il medico o il professionista sanitario che segue la gravidanza deve valutarne i rischi e i possibili benefici.
Come Agisce la Ratania da Astringente?
L’azione astringente della ratania è attribuita soprattutto all’elevata concentrazione di tannini, in particolare l’acido rataniatannico e le proantocianidine. Queste molecole sono in grado di legarsi alle proteine della superficie delle mucose e della pelle e di provocarne la precipitazione. Questo processo contrae i tessuti, forma uno strato protettivo e riduce la permeabilità dei piccoli vasi, il che spiega l’impiego tradizionale della radice per ridurre sanguinamenti lievi e secrezioni eccessive di gengive e mucose.
La Ratania Può Essere Applicata sulle Ferite?
Nella tradizione, il decotto e la tintura diluita di ratania vengono applicati su tagli e piccole ferite superficiali per l’azione astringente dei tannini. La radice non va usata su ferite profonde o infette senza una valutazione medica, e qualsiasi applicazione va sospesa in caso di irritazione locale. È stato inoltre descritto un caso di dermatite allergica da contatto associata a un estratto di ratania, il che richiede attenzione a rossore, prurito o bruciore dopo l’applicazione.
Perché Evitare l’Uso Interno Prolungato della Ratania?
L’alto contenuto di tannini della radice, che può arrivare al 18%, è il motivo principale di cautela, perché l’uso interno prolungato può irritare la mucosa gastrica e ridurre l’assorbimento di ferro e di altri minerali. I tannini formano inoltre complessi con alcuni farmaci e nutrienti, riducendone la biodisponibilità. Per questo si raccomanda un intervallo di almeno due ore tra la ratania e altri farmaci o integratori. Chi ha bisogno di usare la radice per via orale dovrebbe farlo per poco tempo e con il controllo di un professionista sanitario.
Avviso: questo contenuto è informativo e non sostituisce il parere di un professionista sanitario. Consultare un medico o un fitoterapeuta prima di usare piante medicinali, soprattutto in gravidanza, durante l’allattamento o in caso di assunzione di farmaci.
Riferimenti e Studi Scientifici
Vedi Tutti i 8 Riferimenti Citati
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- PMC2002 Carini M, et al. Antioxidant and photoprotective activity of a lipophilic extract containing neolignans from Krameria triandra roots. Planta Med. 2002.
- PMC2021 Genovese C, et al. In Vitro Antibacterial, Anti-Adhesive and Anti-Biofilm Activities of Krameria lappacea (Dombey) Burdet & B.B. Simpson Root Extract against Methicillin-Resistant Staphylococcus aureus Strains. Antibiotics (Basel). 2021.
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