Licopo (Lycopus europaeus): Proprietà e Benefici

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Licopo (Lycopus europaeus L.), noto anche come erba sega o marrubio acquatico nelle regioni di lingua italiana, è una pianta erbacea perenne della famiglia delle Lamiaceae, descritta da Linneo e originaria dell’Europa e dell’Asia. La specie si è ritagliata uno spazio nella fitoterapia europea soprattutto per l’impiego tradizionale nei disturbi della tiroide, con testimonianze nella medicina popolare che attraversano i secoli, e le sue foglie e parti aeree vengono raccolte per preparare estratti, tinture e infusi che sfruttano i suoi composti bioattivi.

Licopo (Lycopus europaeus) in illustrazione botanica, con fusto eretto e quadrangolare, foglie opposte lanceolate dal margine dentato e piccoli fiori bianchi riuniti all'ascella delle foglie, tratti tipici del licopo.
Fusto quadrangolare, foglie opposte dal margine dentato e piccoli fiori bianchi raccolti all'ascella delle foglie caratterizzano il licopo.

Nella tradizione erboristica il Lycopus europaeus spicca per l’azione antitiroidea che gli viene attribuita ed è stato impiegato nei casi di ipertiroidismo lieve, un uso che oggi ha senso solo sotto controllo medico. La ricerca moderna ha indagato parte di questi impieghi e ha individuato nella pianta flavonoidi e acidi fenolici collegati, in studi di laboratorio, ad attività antiossidanti, antinfiammatorie e antimicrobiche, mentre l’effetto calmante resta soprattutto nell’ambito della documentazione tradizionale. Poiché la pianta può ridurre la funzione tiroidea in alcune persone, il suo impiego richiede precauzioni specifiche, illustrate nelle sezioni dedicate alla preparazione, alle controindicazioni e alle domande frequenti.

Nomi Popolari e Internazionali del Licopo

  • Italiano: erba sega, erba-sega comune, licopo, marrubio acquatico.
  • Inglese: bugleweed, European bugleweed, gipsywort, gypsywort, water horehound.
  • Spagnolo: hierba de lobo, licopo europeo, lícopus, manrrubio, manrubio de agua, menta de burro, menta de lobo, patilobo, pie de lobo.
  • Portoghese: marroio-de-água, pé-de-lobo.
  • Francese: chanvre d’eau, crumiève, grumène, lance du Christ, lycope d’Europe, marrube aquatique, patte de loup, pied de loup.
  • Tedesco: Europäischer Wolfsfuß, Gemeiner Wolfstrapp, Ufer-Wolfstrapp, Wasserandorn, Wolfsfuß, Wolfstrapp.

Sinonimi Botanici di Lycopus europaeus

Non esistono sinonimi botanici ampiamente accettati che sostituiscano Lycopus europaeus L. nella letteratura scientifica contemporanea, e questo resta il nome più usato in flore, banche dati e studi farmacologici. Alcune fonti, tuttavia, riportano sottospecie o varietà, come Lycopus europaeus subsp. mollis (Kerner) Skalický, senza che ciò modifichi il nome accettato della specie.

Famiglia Botanica: Lamiaceae

La famiglia delle Lamiaceae, un tempo nota come Labiatae, è una vasta famiglia di piante da fiore che comprende circa 236 generi e oltre 7.000 specie diffuse in tutto il mondo. Le sue specie hanno di solito fusti a sezione quadrangolare, foglie opposte e fiori bilabiati, spesso aromatici, e il gruppo riveste grande importanza economica, alimentare e medicinale, dato che include erbe culinarie come basilico, menta, origano, rosmarino e timo, oltre a numerose piante ornamentali e officinali.

Il licopo condivide i caratteri morfologici tipici della famiglia, compresa la struttura del fiore e la presenza di composti bioattivi come oli essenziali e acidi fenolici. Le Lamiaceae sono note per la produzione di un’ampia gamma di metaboliti secondari, oggetto di un’intensa ricerca farmacologica, e questo ha contribuito allo sviluppo di fitofarmaci e integratori a partire da diverse specie della famiglia.

Parti Utilizzate del Licopo

In fitoterapia l’interesse si concentra sulle parti aeree del licopo, che vengono raccolte durante la fioritura ed essiccate per servire da base alle diverse preparazioni descritte di seguito.

  • Estratti delle parti aeree
  • Foglie secche
  • Parti aeree (fiori, foglie e fusti)
  • Tinture delle parti aeree

Coltivazione, Raccolta ed Essiccazione

Il Lycopus europaeus è una pianta perenne che prospera in terreni umidi e ricchi di nutrienti e si trova spesso lungo le rive dei fiumi, nelle paludi e nei fossi, in pieno sole o a mezz’ombra. Si propaga per seme in primavera oppure per divisione dei rizomi in autunno o in primavera, e i semi vanno distribuiti sulla superficie del substrato, perché hanno bisogno di luce per germinare. Dato che la pianta è robusta e in condizioni ideali può diventare invasiva, conviene coltivarla in vaso o con barriere che ne contengano l’espansione.

La raccolta delle parti aeree (foglie, fiori e fusti giovani) avviene di solito durante la fioritura, che nell’emisfero settentrionale va dall’estate all’inizio dell’autunno, in giornate asciutte e preferibilmente al mattino, dopo che la rugiada è evaporata. Il materiale può essere essiccato all’ombra, in un luogo ben ventilato, e conservato in contenitori ermetici di vetro o metallo, al riparo da luce, calore e umidità, accorgimenti che aiutano a preservarne i composti attivi fino a un anno. È un’essiccazione ben condotta a mantenere la qualità della pianta destinata all’uso medicinale.

Usi Etnobotanici e Tradizionali

La documentazione etnobotanica sul licopo proviene soprattutto dalla medicina popolare europea, che lo ha impiegato in disturbi nervosi, cardiaci, respiratori e digestivi, oltre che nell’uso più noto legato alla tiroide. Le voci seguenti descrivono usi tradizionali, che non equivalgono a indicazioni comprovate.

  • Azione astringente e diuretica, secondo l’uso popolare europeo
  • Disturbi gastrointestinali lievi, nelle testimonianze della tradizione erboristica
  • Insonnia e nervosismo, secondo la tradizione popolare
  • Ipertiroidismo lieve, uso storico della fitoterapia europea che oggi richiede controllo medico
  • Palpitazioni cardiache, nelle fonti tradizionali
  • Tosse e disturbi respiratori, nelle fonti tradizionali

Proprietà Terapeutiche del Licopo

Le proprietà elencate di seguito combinano la documentazione tradizionale con i risultati di studi di laboratorio, su animali e di piccoli studi clinici in aperto, e nessuna di esse rende superflua la valutazione di un professionista sanitario.

  • Analgesico (sollievo dal dolore secondo la documentazione tradizionale, senza conferma in studi clinici)
  • Antidiarroico (uso tradizionale nella diarrea, senza conferma in studi clinici)
  • Antimicrobico (attività contro batteri e alcuni funghi osservata in test di laboratorio)
  • Antinfiammatorio (attività attribuita a composti fenolici in studi di laboratorio)
  • Antiossidante (neutralizzazione dei radicali liberi osservata in test di laboratorio)
  • Antitiroideo (riduzione dell’attività tiroidea osservata negli animali e in piccoli studi in aperto sull’ipertiroidismo lieve, da usare solo sotto controllo medico)
  • Cardioprotettivo (riduzione della frequenza cardiaca osservata in ratti con ipertiroidismo indotto e uso tradizionale nelle palpitazioni)
  • Sedativo (impiego tradizionale in caso di insonnia, ansia e nervosismo)

Ricerca Scientifica e Studi Clinici

La ricerca sul Lycopus europaeus si è concentrata soprattutto sull’azione a livello tiroideo. Nei ratti, un estratto etanolico somministrato per via orale ha ridotto i livelli di T3, T4 e TSH, un risultato che gli autori hanno attribuito a un’azione sia centrale sia sulla conversione periferica degli ormoni, e in ratti con ipertiroidismo indotto un altro estratto ha ridotto la frequenza cardiaca, la pressione arteriosa e l’ipertrofia cardiaca senza modificare le concentrazioni ormonali. Nell’uomo i dati provengono da studi in aperto, non condotti in cieco: uno studio prospettico su pazienti con TSH inferiore a 1,0 mU/l ha registrato un aumento dell’escrezione urinaria di T4 e una diminuzione di sintomi come la frequenza cardiaca elevata al mattino, e uno studio post-marketing su 403 pazienti ha riferito un miglioramento dei sintomi dell’ipertiroidismo lieve e una buona tollerabilità.

Oltre all’azione tiroidea, gli studi fitochimici hanno identificato flavonoidi, tannini e acidi fenolici, come l’acido rosmarinico, associati ad attività antiossidanti, antinfiammatorie e antimicrobiche osservate in laboratorio, anche contro ceppi clinici di Staphylococcus aureus. La ricerca continua a esplorare altri ambiti e a cercare i meccanismi molecolari alla base di questi effetti, ma i risultati disponibili non equivalgono ancora a una solida prova clinica e la pianta non sostituisce la terapia convenzionale delle malattie della tiroide.

Profilo Fitochimico Dettagliato del Licopo

La composizione chimica del licopo è caratterizzata da composti fenolici, come l’acido rosmarinico e i flavonoidi, affiancati da tannini, derivati diterpenici, un olio essenziale amaro e alcuni minerali.

  • Acidi fenolici (acido caffeico, acido clorogenico, acido ellagico, acido rosmarinico)
  • Acido litospermico
  • Estere metilico dell’acido pimarico
  • Flavonoidi (apigenina, luteolina, quercetina)
  • Fluoro
  • Manganese
  • Olio essenziale amaro
  • Tannini

Oltre ai composti fenolici e all’estere dell’acido pimarico, dalla specie sono stati isolati diterpeni di tipo isopimarano e abietano, e uno di questi diterpeni abietanici, di natura fenolica, ha mostrato attività antimicrobica in test di laboratorio. L’acido rosmarinico compare con regolarità tra i componenti principali dei profili fenolici della pianta, il che aiuta a spiegare l’interesse che suscita negli studi sull’attività antiossidante.

Forme di Preparazione e Somministrazione del Licopo

Il licopo si usa in forme diverse, dagli infusi casalinghi agli estratti standardizzati della fitoterapia clinica. A causa dell’azione sulla tiroide, la quantità, la frequenza e la durata d’uso di ciascuna di esse devono essere stabilite da un professionista sanitario e non da tabelle generiche di dosaggio.

  • Capsule e compresse (in fitoterapia clinica)
  • Estratti liquidi
  • Tinture
  • Tisane e infusi (foglie e parti aeree)

Infuso: si prepara con parti aeree essiccate in acqua appena bollita, lasciando la miscela coperta da 10 a 15 minuti prima di filtrare, e sia la quantità di pianta sia il numero di tazze al giorno richiedono un’indicazione personalizzata.

Tintura: si prepara di solito in rapporto 1:5 con alcol al 70% e si assume diluita in acqua, a una dose stabilita dal professionista che segue il caso.

Estratti standardizzati, capsule e compresse: hanno una concentrazione definita di principi attivi, e il modo d’uso deve seguire la prescrizione e le istruzioni del produttore, senza aumentare la dose di propria iniziativa.

Uso pediatrico: non è raccomandato senza una rigorosa supervisione medica, a causa dell’azione ormonale della pianta.

Sinergia con Altre Piante Medicinali

Associazioni Descritte per la Funzione Tiroidea

Nella letteratura dell’endobiogenia e della fitoterapia clinica europea, il Lycopus europaeus compare in associazioni tradizionalmente usate per modulare la funzione tiroidea, sempre su prescrizione medica. Quando l’obiettivo descritto è l’inibizione dell’FSH, la combinazione citata comprende Lithospermum officinale e Borago officinalis; per l’attività tireotropa centrale (TRH e TSH) la pianta viene associata a Lithospermum officinale e Leonurus cardiaca; nell’attività tireotropa periferica compare invece accanto a Fabiana imbricata e Brassica oleracea. Secondo i loro sostenitori, queste combinazioni mirano a un effetto più ampio ed equilibrato sul sistema endocrino, ma non esistono studi clinici che confermino questo risultato.

Associazioni in Formulazioni Ormonali

Nelle formulazioni rivolte al supporto ormonale, lo stesso approccio descrive l’integrazione del licopo con Vitex agnus-castus, citato per l’inibizione periferica degli estrogeni, e con Achillea millefolium, citata come sostegno al progesterone. Per l’inibizione tiroidea periferica vengono menzionati anche preparati gemmoterapici di Cornus sanguinea e di Zea mays, e la tradizione include il licopo anche in miscele usate per sintomi associati a squilibri ormonali, come ansia e palpitazioni, in virtù dell’azione sedativa e cardiaca che gli viene attribuita.

Diverse di queste piante hanno limitazioni di sicurezza proprie, e la borragine, per esempio, contiene alcaloidi pirrolizidinici potenzialmente tossici per il fegato, perciò qualsiasi associazione deve essere impostata e seguita da un professionista sanitario, mai in autonomia in caso di malattie della tiroide.

Ricette e Protocolli di Utilizzo

Infuso delle Parti Aeree

Ingredienti: parti aeree essiccate di Lycopus europaeus, nella quantità stabilita da un professionista sanitario, e una tazza (circa 200 ml) di acqua appena bollita.

Preparazione: Mettere le parti aeree essiccate in una tazza, versarvi sopra l’acqua appena bollita, coprire e lasciare in infusione da 10 a 15 minuti prima di filtrare. Questo infuso è usato tradizionalmente nella fitoterapia europea nei casi di ipertiroidismo lieve accompagnati da nervosismo e palpitazioni, ma poiché la pianta può ridurre la funzione tiroidea, la frequenza e la durata dell’assunzione devono essere stabilite dal medico, che segue anche gli esami ormonali. Consultare un professionista sanitario prima dell’uso.

Tintura delle Parti Aeree

Ingredienti: 50 g di parti aeree essiccate di Lycopus europaeus e 250 ml di alcol al 70%.

Preparazione: Mettere le parti aeree in un barattolo di vetro scuro, coprirle con l’alcol, chiudere bene e lasciare macerare da 2 a 4 settimane, agitando ogni giorno, quindi filtrare e conservare il liquido in un flacone contagocce. Questa tintura è usata tradizionalmente per stati d’ansia, nervosismo e palpitazioni associati a disturbi della tiroide o allo stress, e la dose in gocce, sempre diluita in acqua, deve essere stabilita da un professionista sanitario, poiché la tintura concentra i principi attivi della pianta.

Le preparazioni sopra descritte seguono usi tradizionali e non sostituiscono il parere di un professionista. Prima di qualsiasi uso interno, consultare le controindicazioni e le interazioni descritte in questo articolo.

Terapie Associate

Endobiogenia

L’endobiogenia, un approccio medico integrativo, utilizza il Lycopus europaeus con l’obiettivo di modulare il sistema neuroendocrino, in particolare nei casi di disregolazione tiroidea e ormonale. In questo quadro di riferimento la pianta è considerata un inibitore degli stimoli centrali dell’attività gonadotropa e tireotropa (FSH, TRH e TSH) e viene impiegata in tinture madri con l’intento di riequilibrare la fisiologia, ed è citata soprattutto in terreni caratterizzati da autoimmunità e squilibrio ormonale, nei quali la modulazione dell’attività tiroidea e gonadica occupa un ruolo centrale nel ragionamento clinico di questa scuola.

Fitoterapia Clinica

Nella fitoterapia clinica moderna il Lycopus europaeus viene impiegato soprattutto sotto forma di estratti standardizzati e capsule, spesso titolati per assicurare la concentrazione dei principi attivi, nei disturbi della tiroide. L’uso descritto è quello di agente modulatore della funzione tiroidea, in particolare nell’ipertiroidismo subclinico o lieve e nella gestione dei sintomi associati come tachicardia e nervosismo, con una prescrizione sempre personalizzata che tiene conto del profilo del paziente, degli esami ormonali e delle possibili interazioni farmacologiche.

Omeopatia

In omeopatia il rimedio più citato del genere è il Lycopus virginicus, specie nordamericana affine, descritto nella materia medica omeopatica per disturbi cardiaci come tachicardia e palpitazioni e per disturbi della tiroide. Il Lycopus europaeus è molto meno comune in questa pratica, ma viene di solito descritto in modo analogo, rivolto a irritabilità, ipersensibilità e disturbi nervosi associati a squilibri endocrini, indicazioni che appartengono alla tradizione omeopatica e non hanno conferma in studi clinici.

Controindicazioni ed Effetti Collaterali del Licopo

Controindicazioni Generali

Il licopo (Lycopus europaeus) può ridurre la funzione tiroidea in alcune persone, secondo testimonianze tradizionali e studi preliminari. Chi soffre di ipotiroidismo o ipertiroidismo, o assume farmaci per la tiroide, deve evitarlo o consultare il medico prima dell’uso. Nell’ipotiroidismo la pianta è controindicata, perché può aggravare la condizione sopprimendo ulteriormente la funzione della ghiandola.

L’uso è controindicato in gravidanza e allattamento, per la mancanza di studi sulla sicurezza e per il potenziale di interferenza ormonale. Le persone con gozzo (ingrossamento della tiroide) devono usarlo solo con estrema cautela e sotto supervisione medica, perché in alcuni casi la pianta può indurre o aggravare il gozzo. Anche i bambini e chi ha un’allergia nota alle piante della famiglia delle Lamiaceae devono evitarne il consumo, e l’uso pediatrico non è raccomandato senza una rigorosa supervisione medica.

Effetti Collaterali

Gli effetti collaterali del Lycopus europaeus sono in genere rari e lievi, ma possono comprendere disturbi gastrointestinali come nausea o diarrea, oltre a sonnolenza legata alle proprietà sedative attribuite alla pianta. L’uso prolungato o a dosi elevate può portare alla comparsa di gozzo o aggravare un ipotiroidismo preesistente, e l’interruzione brusca dopo un uso prolungato può accentuare i sintomi tiroidei, motivo per cui anche la sospensione deve essere guidata dal medico. In persone sensibili sono possibili reazioni allergiche cutanee, come la dermatite da contatto.

Interazioni Farmacologiche

Il Lycopus europaeus può interagire in modo significativo con i farmaci per la tiroide, come la levotiroxina, interferendo con il controllo ormonale che questi medicinali perseguono, e se sommato a trattamenti che già riducono l’attività della ghiandola può favorire un ipotiroidismo. La pianta può inoltre interferire con gli esami tiroidei eseguiti con iodio radioattivo, come la scintigrafia, ed è quindi necessario informare il medico dell’uso prima di queste procedure.

A causa delle proprietà sedative attribuite alla pianta, l’uso insieme a sedativi e ansiolitici richiede cautela, perché la sonnolenza può aumentare, e la stessa cautela vale per gli anticoagulanti, che vanno comunicati al medico prima di qualsiasi associazione. Chi assume farmaci per il diabete (ipoglicemizzanti) deve monitorare la glicemia, poiché la pianta può avere un lieve effetto ipoglicemizzante, e chiunque segua una terapia farmacologica continuativa deve consultare un professionista sanitario prima di iniziare a usare il Lycopus europaeus.

Curiosità e Fatti Storici

Il nome del genere Lycopus deriva dal greco e significa piede di lupo, un’immagine che ritorna in diversi nomi popolari della pianta, come pé-de-lobo in portoghese, patte de loup e pied de loup in francese, pie de lobo in spagnolo e Wolfsfuß in tedesco. Altri nomi seguono una strada diversa e avvicinano la specie al marrubio, come marrubio acquatico, marroio-de-água, marrube aquatique, water horehound e l’antico nome tedesco Wasserandorn, che richiamano anche l’ambiente umido di rive fluviali, paludi e fossi in cui la pianta cresce di solito.

La specie fu descritta da Linneo, il che spiega l’abbreviazione L. dopo il nome scientifico, e appartiene a una famiglia che a lungo si è chiamata Labiatae, in riferimento ai fiori bilabiati. Nella medicina tradizionale europea le testimonianze sull’uso del licopo risalgono a diversi secoli fa, e l’interesse per la sua azione sulla tiroide è arrivato fino all’industria farmaceutica: un estratto commercializzato in Germania è stato seguito in uno studio post-marketing su 403 pazienti, pubblicato nel 2013.

In omeopatia la specie più usata del genere non è quella europea, bensì il Lycopus virginicus del Nord America, anche se le due piante hanno profili fitochimici simili. Chi coltiva il licopo resta spesso sorpreso anche dalla vitalità della specie, che in condizioni ideali può diventare invasiva e i cui semi germinano bene solo se ricevono luce, motivo per cui vengono lasciati sulla superficie del terreno. La pianta è inoltre catalogata nella banca dati dell’EPPO, l’organizzazione europea e mediterranea per la protezione delle piante, con il codice LYAEU.

Domande Frequenti sul Licopo

Il Licopo Aiuta a Regolare la Tiroide?

La fitoterapia europea impiega tradizionalmente il licopo nei casi di ipertiroidismo lieve, e studi preliminari su animali e piccoli studi clinici in aperto hanno osservato una riduzione dei sintomi e variazioni dei parametri tiroidei. Questi risultati non equivalgono a una prova definitiva e, poiché la pianta può ridurre la funzione tiroidea in alcune persone, l’uso deve avvenire solo sotto controllo medico, senza sostituire la terapia convenzionale.

Chi Ha Disturbi della Tiroide Può Usare il Licopo?

Chi soffre di ipotiroidismo o ipertiroidismo, o assume farmaci per la tiroide, deve evitare la pianta o consultare il medico prima di usarla. Nell’ipotiroidismo il licopo è controindicato perché può aggravare il quadro, e chi ha il gozzo deve usarlo solo con estrema cautela e sotto supervisione medica.

Il Licopo Si Può Assumere Ogni Giorno?

L’assunzione quotidiana deve avvenire solo per periodi definiti e sotto la supervisione di un professionista sanitario, a causa dell’azione della pianta sulla tiroide. L’uso prolungato o a dosi elevate può portare al gozzo o aggravare un ipotiroidismo preesistente, e anche l’interruzione deve essere guidata dal medico.

Il Licopo Interagisce con i Farmaci?

Sì, la pianta può interagire con i farmaci per la tiroide, come la levotiroxina, e con sedativi e ansiolitici, aumentando la sonnolenza. Richiede inoltre cautela con gli anticoagulanti e con i farmaci per il diabete, e chi assume una qualsiasi terapia continuativa deve consultare un professionista sanitario prima di iniziare.

Il Licopo Si Può Usare in Gravidanza, in Allattamento e nei Bambini?

Il licopo è controindicato in gravidanza e allattamento, a causa dell’azione ormonale e della mancanza di dati sulla sicurezza. Nei bambini l’uso non è raccomandato senza una rigorosa supervisione medica, poiché la pianta può interferire con lo sviluppo ormonale e mancano studi specifici per questa fascia d’età.

Che Differenza C’è tra il Licopo e la Specie Nordamericana?

Il Lycopus europaeus è presente in Europa e in Asia, mentre il Lycopus virginicus è originario del Nord America, e le due specie del genere hanno usi tradizionali simili, legati soprattutto alla tiroide. I loro profili fitochimici si somigliano, ma possono esserci lievi differenze nelle concentrazioni dei principi attivi, e in omeopatia la specie nordamericana è la più usata.

Avviso: questo contenuto è informativo e non sostituisce il parere di un professionista sanitario. Consultare un medico o un fitoterapeuta prima di usare piante medicinali, soprattutto in gravidanza, durante l’allattamento o in caso di assunzione di farmaci.

Riferimenti e Studi Scientifici

10 Riferimenti Citati

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Basato su 10 riferimenti citati (8 Peer-Reviewed, 2 Complementari).

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Studi Scientifici Peer-Reviewed (8)

  1. PMC2008 Beer AM, et al. Lycopus europaeus (Gypsywort): effects on the thyroidal parameters and symptoms associated with thyroid function. Phytomedicine. 2008.
  2. PMC2013 Eiling R, et al. Improvement of symptoms in mild hyperthyroidism with an extract of Lycopus europaeus (Thyreogutt mono). Wien Med Wochenschr. 2013.
  3. PMC2015 Fialová S, et al. Lycopus europaeus: phenolic fingerprint, antioxidant activity and antimicrobial effect on clinical Staphylococcus aureus strains. Nat Prod Res. 2015.
  4. PMC2000 Hussein AA, et al. Isopimarane diterpenoids from Lycopus europaeus. J Nat Prod. 2000.
  5. PMC2010 Radulović N, et al. Antimicrobial phenolic abietane diterpene from Lycopus europaeus L. (Lamiaceae). Bioorg Med Chem Lett. 2010.
  6. PMC2020 Trajčíková E, et al. Antimicrobial and Antioxidant Properties of Four Lycopus Taxa and an Interaction Study of Their Major Compounds. Molecules. 2020.
  7. PMC2006 Vonhoff C, et al. Extract of Lycopus europaeus L. reduces cardiac signs of hyperthyroidism in rats. Life Sci. 2006.
  8. PMC1994 Winterhoff H, et al. Endocrine effects of Lycopus europaeus L. following oral application. Arzneimittelforschung. 1994.

Letture Complementari (2)

  1. EPPO Global Database. Lycopus europaeus (LYAEU).
  2. 2019 Hedayat KM, Lapraz JC. The Theory of Endobiogeny. 2019.
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Licopo (Lycopus europaeus): usi tradizionali legati alla tiroide, forme di preparazione, interazioni con i farmaci e controindicazioni della pianta.

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