Rosolida (Drosera rotundifolia): Proprietà e Benefici

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Drosera rotundifolia L. / Rosolida, nota in italiano come rosolida o rugiada del sole, è una pianta erbacea perenne e carnivora della famiglia delle Droseraceae, descritta da Carlo Linneo nel 1753. Con una distribuzione circumboreale, la specie cresce in paludi, pantani e acquitrini dell’Europa, della Siberia e del Nord America, sempre su suoli intrisi d’acqua, acidi e poveri di nutrienti. La rosolida si riconosce dalla rosetta basale di foglie tondeggianti, coperte da tentacoli ghiandolari che secernono una mucillagine appiccicosa usata per catturare gli insetti, mentre i fiori, delicati e di colore bianco o rosato, spuntano in cima a steli sottili ed eretti che aggiungono un tocco di bellezza a questi ambienti umidi e acidi.

Rosolida (Drosera rotundifolia) in illustrazione botanica: rosetta di foglie tondeggianti con tentacoli ghiandolari rossi e gocce di mucillagine, e steli sottili con i fiori bianchi della rosolida.
Rosetta basale di foglie tondeggianti coperte da tentacoli ghiandolari rossastri, ciascuno con una goccia di mucillagine sulla punta.

L’uso della Drosera rotundifolia nella medicina tradizionale europea è antico, e la tradizione attribuisce al medico italiano Matteo Plateario (Matthaeus Platearius), della Scuola Medica Salernitana, una delle prime testimonianze della pianta come rimedio, già nel XII secolo. Da allora gli erboristi europei l’hanno raccomandata per diverse affezioni respiratorie, come tosse persistente, bronchite e asma. La sua composizione, ricca di naftochinoni e flavonoidi, è alla base delle azioni espettorante, antispasmodica e antinfiammatoria che la tradizione le attribuisce, e recenti studi di laboratorio indagano questi composti, anche se mancano ancora studi clinici solidi che confermino gli usi tradizionali nell’uomo.

Nomi Popolari e Internazionali della Rosolida

  • Italiano: rosolida, rugiada, rugiada del sole.
  • Francese: droséra à feuilles rondes, rossolis à feuilles rondes.
  • Inglese: common sundew, dew plant, red rot, round-leaved sundew, roundleaf sundew, sundew.
  • Portoghese: drósera (Brasile), orvalhinha (Portogallo), orvalho-do-sol, papa-moscas, rorela.
  • Spagnolo: atrapamoscas, hierba de la gota, hierba del rocío, rocío de sol, rocío de sol de hojas redondeadas.
  • Tedesco: Rundblättriger Sonnentau, Sonnenthau.

Sinonimi Botanici di Drosera rotundifolia

Il nome scientifico Drosera rotundifolia L. è ampiamente accettato e riconosciuto dalle principali banche dati di nomenclatura botanica, e la stabilità del binomio creato da Linneo nel 1753 riflette la precisione della descrizione originale e l’ampio consenso che ha ottenuto nella comunità scientifica. Nel corso della storia della botanica, tuttavia, sono state proposte altre denominazioni per la specie, e alcuni di questi sinonimi, pur essendo poco comuni nella letteratura attuale, compaiono ancora in documenti più antichi o in contesti tassonomici specifici.

  • Rorella rotundifolia (L.) All.

La combinazione nel genere Rorella fu proposta dal botanico italiano Carlo Allioni nel XVIII secolo, e il nome, derivato dal latino ros, rugiada, riecheggia nel nome popolare portoghese rorela.

Famiglia Botanica: Droseraceae

La famiglia delle Droseraceae riunisce piante carnivore dei generi Aldrovanda, Dionaea (la nota dionea, o venere acchiappamosche) e Drosera, tutte segnate dall’adattamento ad ambienti con suoli poveri di nutrienti, a cui hanno risposto con meccanismi sofisticati per catturare e digerire gli insetti. Le specie della famiglia sono distribuite in diverse regioni del mondo e preferiscono habitat umidi, come paludi, torbiere e brughiere, dove le radici trovano poco azoto disponibile e la cattura delle prede compensa questa carenza.

Come membro di questa famiglia, la Drosera rotundifolia illustra bene l’ingegnosità evolutiva delle piante carnivore, poiché i suoi tentacoli ghiandolari, che secernono una sostanza appiccicosa, le permettono di catturare piccole prede e di assorbirne nutrienti essenziali. Per questa biologia singolare, la famiglia delle Droseraceae interessa botanici ed ecologi non solo come curiosità, ma anche come modello per comprendere l’adattamento vegetale a condizioni ambientali difficili.

Parti Utilizzate della Rosolida

  • Fiori e steli fiorali
  • Foglie della rosetta basale, con i tentacoli ghiandolari
  • Pianta intera, con prevalenza delle parti aeree

In fitoterapia la rosolida si impiega di solito intera, con particolare attenzione alle parti aeree, cioè foglie e fiori, che concentrano la maggior parte dei composti bioattivi descritti per la specie. Il materiale si usa essiccato per preparare tisane, tinture, estratti e sciroppi, e la raccolta responsabile è decisiva, perché la pianta è piccola e le sue popolazioni selvatiche sono protette in diversi paesi europei.

Usi Etnobotanici e Tradizionali

La Drosera rotundifolia vanta una lunga storia di uso etnobotanico ed è stata apprezzata da diverse culture europee nel corso dei secoli, soprattutto come rimedio per i disturbi respiratori. La tradizione attribuisce a Matteo Plateario, della rinomata Scuola Medica Salernitana, una delle prime testimonianze delle sue proprietà medicinali, con particolare riferimento all’uso contro la tosse, e questa consuetudine ha attraversato i secoli fino a fare della rosolida un componente frequente dei preparati erboristici per l’apparato respiratorio.

Tradizionalmente la rosolida si impiega per alleviare tossi persistenti, bronchite, asma e pertosse, e la sua azione antispasmodica ed espettorante era particolarmente apprezzata per calmare l’irritazione della gola e facilitare l’espulsione del muco. In omeopatia la Drosera rotundifolia è indicata anche per la raucedine e altre condizioni respiratorie, e queste antiche conoscenze continuano a orientare la fitoterapia moderna, che cerca di indagare con metodi scientifici ciò che la tradizione ha registrato. Le fonti tradizionali e omeopatiche citano la pianta soprattutto nei seguenti contesti:

  • Asma, come supporto tradizionale e mai in sostituzione delle terapie mediche
  • Bronchite e catarro delle vie respiratorie
  • Irritazione della gola e laringite
  • Pertosse, uso storico anteriore ai vaccini e agli antibiotici
  • Raucedine
  • Tosse persistente, secca o spasmodica

Proprietà Terapeutiche della Rosolida

Le proprietà seguenti riassumono ciò che la tradizione e gli studi di laboratorio attribuiscono alla rosolida, e nessuna di esse è stata confermata da ampi studi clinici sull’uomo.

  • Antibatterico (attività osservata in studi di laboratorio, anche contro i biofilm batterici)
  • Antinfiammatorio (studi preliminari di laboratorio)
  • Antispasmodico bronchiale (sollievo dagli spasmi dei bronchi riportato dalla tradizione)
  • Antitussivo (l’uso tradizionale più noto, per calmare la tosse)
  • Broncodilatatore (effetto sulla muscolatura delle vie aeree indagato in studi sperimentali)
  • Calmante (riportato dalla tradizione)
  • Diuretico (aumento della produzione di urina riportato dalla tradizione)
  • Emolliente (protezione delle mucose riportata dalla tradizione, associata alle mucillagini)
  • Espettorante (aiuto nell’espulsione del muco riportato dalla tradizione)
  • Mucolitico (fluidificazione del muco riportata dalla tradizione)

Profilo Fitochimico Dettagliato della Rosolida

L’interesse farmacologico per la Drosera rotundifolia risiede nella sua composizione fitochimica, che riunisce diverse classi di composti bioattivi. I naftochinoni costituiscono uno dei gruppi più studiati, in particolare plumbagina, droserone, 7-metiljuglone, ramentaceone, ramentone e biramentaceone, sostanze che gli studi di laboratorio associano ad attività antimicrobiche e antinfiammatorie e che aiutano a spiegare l’uso tradizionale della pianta nelle affezioni respiratorie. La plumbagina, però, può anche irritare le mucose se assunta in eccesso, ed è per questo che l’uso interno prolungato o a dosi elevate non è raccomandato.

Oltre ai naftochinoni, la rosolida contiene flavonoidi come quercetina, miricetina, iperoside, isoquercitrina, kaempferolo-3-O-β-galattopiranoside, astragalina e 2”-O-galloil-iperoside, la cui attività antiossidante e antinfiammatoria, descritta in studi sperimentali, completerebbe l’azione dei naftochinoni. Uno studio del 2022 ha indagato proprio estratti e flavonoidi della pianta per i loro effetti sulla frequenza del battito ciliare e sulla muscolatura liscia delle vie aeree di topo, mentre un altro, del 2021, ha confrontato i profili metabolici e le attività biologiche di piante raccolte in campo e propagate in vitro. La pianta contiene inoltre acidi fenolici, tannini, mucillagini, a cui si attribuisce l’azione emolliente, acidi organici ed enzimi proteolitici, che usa per digerire le prede, in un insieme la cui interazione è ancora poco compresa.

  • Acidi fenolici
  • Acidi organici: citrico, malico e tartarico
  • Enzimi proteolitici
  • Flavonoidi: 2”-O-galloil-iperoside, astragalina, iperoside, isoquercitrina, kaempferolo-3-O-β-galattopiranoside, miricetina e quercetina
  • Mucillagini
  • Naftochinoni: 7-metiljuglone, biramentaceone, droserone, plumbagina, ramentaceone e ramentone
  • Tannini

Forme di Preparazione e Somministrazione della Rosolida

La Drosera rotundifolia può essere preparata e somministrata in diversi modi, a seconda dello scopo e delle indicazioni ricevute. L’infuso, noto come tisana, è una delle forme più diffuse e accessibili per assumere la pianta, mentre tinture ed estratti offrono una concentrazione maggiore dei principi attivi e rientrano di solito in formulazioni più specifiche, e l’omeopatia, dal canto suo, impiega la rosolida in preparazioni diluite, secondo i propri principi.

  • Estratto secco o fluido, generalmente in prodotti standardizzati
  • Infuso (tisana) della pianta essiccata
  • Preparazioni omeopatiche in globuli o gocce
  • Sciroppo, spesso in associazione con altre erbe
  • Tintura alcolica

La scelta della forma di preparazione deve tenere conto della dose e della biodisponibilità dei composti: sciroppi e tinture sono di solito preferiti nei quadri acuti di tosse, mentre le tisane sono la forma più semplice, purché usate per periodi brevi. Qualunque sia la forma, è opportuno seguire le indicazioni di un professionista sanitario o le istruzioni dei prodotti standardizzati, soprattutto perché l’uso interno prolungato o a dosi elevate è sconsigliato per il contenuto di naftochinoni della pianta.

Sinergia con Altre Piante Medicinali

Combinazioni Tradizionali per la Tosse e le Vie Respiratorie

Nella fitoterapia europea la Drosera rotundifolia viene tradizionalmente combinata con altre piante medicinali in formule per le affezioni respiratorie. L’associazione con il timo (Thymus vulgaris) è registrata dalla tradizione perché somma azioni espettoranti e antisettiche, e la radice di liquirizia (Glycyrrhiza glabra) entra in queste formule per le proprietà emollienti e antinfiammatorie che le vengono attribuite, usate per calmare l’irritazione delle vie aeree. Il verbasco (Verbascum thapsus) e la Grindelia robusta completano il gruppo dei partner tradizionali, il primo associato a effetti mucolitici e la seconda a effetti antispasmodici, e queste combinazioni compaiono spesso in sciroppi e tisane per la tosse. Ogni pianta ha le proprie cautele, come la liquirizia, che non è indicata per le persone con ipertensione, e qualsiasi miscela deve essere seguita da un professionista sanitario.

Ricette e Protocolli di Utilizzo

Cordiale Ros Solis (Ricetta Storica)

Il Cordiale Ros Solis è una ricetta storica in cui le foglie di Drosera rotundifolia venivano macerate nell’acquavite, base a cui si aggiungevano spezie come cannella, chiodi di garofano, noce moscata e zenzero. Oltre all’uso medicinale che gli si attribuiva, il liquore era apprezzato per il sapore e l’aroma, e oggi interessa soprattutto come documento della storia della farmacia, poiché contiene alcol e non ha una dose definita, il che lo rende inadatto a donne in gravidanza o che allattano, bambini e persone che devono evitare le bevande alcoliche.

Infuso Tradizionale per la Tosse

Nella tradizione europea l’infuso dell’erba essiccata di Drosera rotundifolia si usa tradizionalmente per la tosse e l’irritazione delle vie respiratorie. La preparazione consiste nel mettere una piccola quantità di pianta essiccata in una tazza d’acqua bollente, lasciare in infusione da 5 a 10 minuti, filtrare e bere.

La quantità di pianta, il numero di tazze al giorno e la durata dell’uso vanno stabiliti con una guida professionale, perché il contenuto di naftochinoni sconsiglia l’uso prolungato o a dosi elevate; consultare un professionista sanitario. La Commissione E tedesca, che ha valutato l’erba in una monografia dedicata, ha fissato un limite giornaliero per la pianta essiccata, il che ribadisce che la dose non va improvvisata.

Tintura

La tintura di Drosera rotundifolia si usa tradizionalmente per la tosse come forma concentrata e pratica di assumere i principi attivi della pianta, e di solito viene diluita in acqua o succo prima del consumo. Essendo più concentrata della tisana, richiede un’attenzione doppia alla dose, che deve essere indicata da un professionista sanitario in base alla concentrazione del prodotto, all’età e alla durata d’uso, e, come ogni tintura, contiene alcol, il che la rende inadatta a bambini, donne in gravidanza e persone che devono evitare le bevande alcoliche.

Sciroppi

La Drosera rotundifolia è un ingrediente comune negli sciroppi usati tradizionalmente per la tosse, spesso insieme ad altre erbe, in formule pensate per calmare la gola e facilitare l’espettorazione. Se si usa uno sciroppo commerciale, seguire le istruzioni del produttore su dose e fascia d’età, verificare che il prodotto sia registrato presso l’autorità sanitaria e non associare più sciroppi per la tosse contemporaneamente senza consiglio professionale.

Le preparazioni sopra descritte seguono usi tradizionali e non sostituiscono il parere di un professionista. Prima di qualsiasi uso interno, consultare le controindicazioni e le interazioni descritte in questo articolo.

Terapie Associate

Fitoterapia Occidentale

Nella fitoterapia occidentale la Drosera rotundifolia è un rimedio tradizionale riconosciuto per diverse condizioni respiratorie e compare in tisane, tinture ed estratti standardizzati indicati tradizionalmente per tosse, bronchite e asma. L’uso si basa soprattutto sulla tradizione e sulla monografia della Commissione E tedesca, mentre studi di laboratorio moderni indagano i suoi composti attivi, e la pianta è apprezzata per l’azione che le si attribuisce di calmare gli spasmi bronchiali e favorire l’espettorazione, senza che ciò esoneri da una valutazione medica in caso di asma o di tosse prolungata.

Omeopatia

La Drosera rotundifolia è uno dei rimedi più noti dell’omeopatia, che la indica soprattutto per tosse spasmodica, bronchite, laringite e raucedine e, storicamente, anche per la pertosse, malattia che richiede diagnosi e terapia medica. Le preparazioni si trovano in globuli e in diverse potenze, come 3DH (3X), 6CH, 9CH e 30CH, e, secondo i principi dell’omeopatia, agirebbero stimolando la capacità di autoguarigione dell’organismo, una premessa propria di questa pratica. La posologia deve seguire le indicazioni di un omeopata qualificato o le istruzioni in etichetta, e uno studio in vitro pubblicato nel 2021 ha osservato alterazioni dell’espressione genica in cellule epiteliali bronchiali umane esposte a basse dosi della pianta, un dato di laboratorio che non dimostra un effetto clinico.

Controindicazioni ed Effetti Collaterali della Rosolida

La drosera, o rosolida (Drosera rotundifolia), è usata tradizionalmente come antitussivo e antispasmodico delle vie respiratorie e di solito è ben tollerata a dosi abituali e per periodi brevi, ma, come qualsiasi pianta medicinale, ha controindicazioni ed effetti collaterali che vanno conosciuti prima dell’uso. Le principali precauzioni sono: evitare l’uso interno prolungato o a dosi elevate, per il contenuto di naftochinoni (plumbagina), che in eccesso può irritare le mucose; non usare in gravidanza e allattamento senza indicazione professionale; cautela nei bambini piccoli, preferendo un’indicazione professionale per il dosaggio; sospendere in caso di irritazione gastrica.

Uso Prolungato e Dosi Elevate

I naftochinoni, in particolare la plumbagina, spiegano parte dell’interesse farmacologico per la pianta, ma in eccesso possono irritare le mucose, e per questo l’uso interno deve limitarsi a periodi brevi e a dosi moderate, stabilite con un professionista sanitario. Una tosse che persiste per più di qualche settimana o che è accompagnata da febbre alta, mancanza di respiro o sangue richiede una valutazione medica e non va gestita solo con preparati casalinghi.

Irritazione Gastrointestinale

In alcune persone il consumo di Drosera rotundifolia può causare una lieve irritazione gastrointestinale, con fastidio allo stomaco o nausea, soprattutto negli individui più sensibili. Di fronte a questi sintomi, l’indicazione è sospendere l’uso e chiedere un parere medico se il disturbo non scompare in breve tempo.

Gravidanza e Allattamento

In gravidanza e durante l’allattamento la rosolida non deve essere usata senza indicazione professionale, perché la mancanza di studi conclusivi sulla sicurezza della pianta in questi periodi rende prudente evitarne l’uso, a meno che non vi sia un’indicazione esplicita del medico. La cautela vale doppiamente per tinture e liquori, che contengono alcol.

Bambini Piccoli

Nei bambini piccoli la cautela è maggiore, e il dosaggio deve sempre partire da un’indicazione professionale, preferendo prodotti specifici per l’età a preparazioni casalinghe o tinture alcoliche. Asma e pertosse, due condizioni citate tra gli usi tradizionali della pianta, richiedono diagnosi e controllo medico, e nessuna preparazione di rosolida sostituisce vaccini, antibiotici o farmaci prescritti.

Colorazione delle Urine

Un effetto non grave, ma che può destare stupore, è il cambiamento del colore delle urine, descritto nelle fonti di fitoterapia come conseguenza dell’uso interno della pianta e legato alla presenza di alcuni suoi composti. L’alterazione è considerata di solito innocua, ma se si accompagna a dolore, febbre o altri sintomi è opportuno rivolgersi a un medico.

Interazioni Farmacologiche

Non sono disponibili informazioni dettagliate su interazioni farmacologiche specifiche della Drosera rotundifolia, il che non significa assenza di rischio, ed è quindi consigliabile consultare un medico o un farmacista prima di iniziarne l’uso, soprattutto se si assumono altri farmaci. La precauzione vale anche per l’associazione con altri sciroppi o rimedi per la tosse e per le formule che includono liquirizia, pianta che richiede cautela nelle persone con ipertensione o che usano diuretici e corticosteroidi.

Curiosità e Fatti Storici

Piccola e affascinante, la Drosera rotundifolia ha accumulato curiosità nel corso della sua storia. Il nome del genere, Drosera, deriva dal greco droserós, “rugiadoso”, a sua volta da drósos, “rugiada”, e allude alle goccioline lucide e appiccicose che coprono le foglie, simili alla rugiada del mattino e capaci di intrappolare gli insetti ignari, in un adattamento che permette alla pianta di prosperare su suoli poveri di nutrienti.

Uno dei più grandi appassionati della specie fu il naturalista Charles Darwin, che le dedicò buona parte delle ricerche raccolte nel libro Insectivorous Plants, del 1875, in cui documentò con esperimenti accurati il comportamento carnivoro nel regno vegetale. Darwin rimase colpito dalla capacità della rosolida di attirare, catturare e digerire gli insetti, un fenomeno che sfidava le concezioni botaniche dell’epoca, e le sue osservazioni dettagliate contribuirono molto alla comprensione della biologia delle piante carnivore.

Nel Medioevo la rosolida era circondata da misticismo e credenze popolari, e le goccioline delle foglie erano viste come una “rugiada della giovinezza” o una “rugiada della virilità”, motivo per cui la pianta entrava in pozioni che promettevano di rallentare l’invecchiamento. Esistono anche testimonianze di un uso curioso nella cucina di alcune regioni della Scandinavia, dove gli enzimi secreti dalle foglie sarebbero stati impiegati per cagliare il latte nella produzione di formaggi, un’usanza che mostra il posto che questa piccola pianta ha occupato nella cultura popolare.

Oggi, poiché le popolazioni selvatiche sono protette in diversi paesi europei, l’approvvigionamento di materia prima di qualità è diventato oggetto di ricerca: uno studio del 2024 ha proposto parametri di qualità per la Drosera rotundifolia come pianta medicinale, mentre un altro, del 2025, ha valutato in laboratorio estratti della specie come inibitori del biofilm di Escherichia coli, includendo test di tossicità.

Domande Frequenti sulla Rosolida

La Rosolida È Sicura da Consumare?

A dosi abituali e per periodi brevi, la Drosera rotundifolia è considerata in genere ben tollerata dagli adulti, sia nelle preparazioni fitoterapiche sia in quelle omeopatiche. Il contenuto di naftochinoni, però, sconsiglia l’uso interno prolungato o a dosi elevate, e l’uso va sospeso in caso di irritazione gastrica. Donne in gravidanza o che allattano, genitori di bambini piccoli e persone che assumono altri farmaci dovrebbero consultare un professionista sanitario prima di usare la pianta.

Quali Sono i Principali Usi Tradizionali della Rosolida?

La rosolida è apprezzata tradizionalmente per i disturbi respiratori e compare nelle fonti per tosse secca e spasmodica, bronchite, laringite e irritazione della gola, oltre che in usi storici per l’asma e la pertosse. Le proprietà espettoranti, antispasmodiche, antinfiammatorie e mucolitiche che le vengono attribuite spiegano questo impiego tradizionale, ma mancano ancora studi clinici solidi, e malattie come l’asma e la pertosse richiedono un controllo medico.

Come Cattura gli Insetti la Rosolida?

La Drosera rotundifolia ha un meccanismo di cattura altamente specializzato, basato su foglie coperte da piccoli tentacoli ghiandolari che secernono una sostanza appiccicosa e lucente, simile a gocce di rugiada. Attirati da questa secrezione, gli insetti si posano sulle foglie e restano intrappolati, e le foglie allora si piegano lentamente per avvolgere la preda. La pianta rilascia enzimi digestivi e assorbe i nutrienti dell’insetto, integrando il nutrimento che ricava da suoli poveri.

Posso Coltivare la Rosolida in Casa?

Sì, è possibile coltivare la Drosera rotundifolia in casa, a patto di riprodurre le condizioni del suo habitat, con ambiente umido, substrato acido e molta luce solare. Di solito si usa una miscela di torba e sabbia mantenuta sempre umida, e la pianta ha bisogno di un periodo di dormienza in inverno, che va simulato per mantenere sano il suo ciclo vitale. Meglio scegliere piantine di vivaio, perché la raccolta in natura minaccia popolazioni selvatiche protette in diversi paesi.

Quali Parti della Pianta Vengono Usate in Fitoterapia?

Tradizionalmente la pianta si usa intera, con particolare attenzione alle parti aeree, cioè foglie e fiori, che concentrano la maggior parte dei composti bioattivi studiati. La raccolta deve essere sostenibile, sia per preservare la specie sia per assicurare la qualità del materiale vegetale.

Perché Evitare l’Uso Prolungato della Rosolida?

La rosolida contiene naftochinoni, come la plumbagina, che in eccesso possono irritare le mucose, e per questo si raccomanda di evitare l’uso interno prolungato o a dosi elevate. L’ideale è usare la pianta per periodi brevi, con una dose stabilita da un professionista sanitario, e sospenderne l’uso al primo segno di irritazione gastrica. In gravidanza, durante l’allattamento e nei bambini piccoli, la pianta va usata solo con indicazione professionale.

Avviso: questo contenuto è informativo e non sostituisce il parere di un professionista sanitario. Consultare un medico o un fitoterapeuta prima di usare piante medicinali, soprattutto in gravidanza, durante l’allattamento o in caso di assunzione di farmaci.

Riferimenti e Studi Scientifici

6 Riferimenti Citati

Livello di Evidenza: 🥈 Moderato

Basato su 6 riferimenti citati (5 Peer-Reviewed, 1 Complementare).

Studi Scientifici Peer-Reviewed (5)

  1. PMC2021 Arruda-Silva F, et al. Low-dose Drosera rotundifolia induces gene expression changes in 16HBE human bronchial epithelial cells. Sci Rep. 2021.
  2. PMC2024 Gerschler S, et al. Quality parameters for the medicinal plant Drosera rotundifolia L.: A new approach with established techniques. Arch Pharm (Weinheim). 2024.
  3. PMC2025 Gerschler S, et al. Drosera rotundifolia L. as E. coli biofilm inhibitor: Insights into the mechanism of action using proteomics/metabolomics and toxicity studies. Biofilm. 2025.
  4. PMC2022 Hake A, et al. Effects of Extracts and Flavonoids from Drosera rotundifolia L. on Ciliary Beat Frequency and Murine Airway Smooth Muscle. Molecules. 2022.
  5. PMC2021 Tienaho J, et al. Field-Grown and In Vitro Propagated Round-Leaved Sundew (Drosera rotundifolia L.) Show Differences in Metabolic Profiles and Biological Activities. Molecules. 2021.

Letture Complementari (1)

  1. Darwin C. Insectivorous Plants. John Murray. 1875.
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Rosolida (Drosera rotundifolia): usi tradizionali per la tosse, fitochimica, forme di preparazione, ricette e controindicazioni della pianta carnivora.

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