L’Andrographis paniculata, conosciuta comunemente come Andrographis o Kalmegh, è una pianta erbacea annuale della famiglia delle Acanthaceae, originaria dell’India e dello Sri Lanka e oggi ampiamente coltivata e impiegata in diverse regioni dell’Asia meridionale e sudorientale. Da secoli occupa un posto centrale nella medicina tradizionale, in particolare nei sistemi Siddha e Ayurveda, che la apprezzano per il sapore intensamente amaro e la impiegano in disturbi che vanno dalle infezioni batteriche alle febbri e ai problemi digestivi. Accanto a queste testimonianze tradizionali, la pianta è diventata oggetto di numerose ricerche scientifiche, i cui risultati ancora preliminari si accompagnano a importanti avvertenze di sicurezza, come l’attività ipoglicemizzante e il possibile effetto sulla coagulazione del sangue.

Nomi Popolari e Internazionali dell’Andrographis
Buona parte dei nomi popolari richiama l’intensa amarezza della pianta, come il portoghese Rei-dos-amargos e l’inglese King of Bitters, mentre Kalmegh, il nome usato nella medicina ayurvedica, è stato adottato anche in altre lingue.
- Italiano: Andrographis, Chiretta Verde.
- Inglese: Andrographis, Creat, Green Chiretta, King of Bitters.
- Spagnolo: Andrographis, Chireta Verde.
- Portoghese: Acanto-verde, Andrographis, Chirata-verde, Kalmegh, Rei-dos-amargos.
- Francese: Andrographis, Chirette Verte.
- Tedesco: Grüner Chiretta, Kalmegh.
Sinonimi Botanici di Andrographis paniculata
Il principale sinonimo botanico registrato per Andrographis paniculata è Justicia paniculata Burm. f., il nome con cui la specie fu descritta in origine prima di essere trasferita nel genere Andrographis, il che spiega l’autorità completa del nome accettato, Andrographis paniculata (Burm. f.) Wall. ex Nees. La tassonomia della specie è considerata stabile, anche se la comprensione delle sue variazioni regionali e genetiche resta oggetto di studio scientifico.
- Justicia paniculata Burm. f. (basionimo)
Famiglia Botanica: Acanthaceae
L’Andrographis paniculata appartiene alla famiglia delle Acanthaceae, un gruppo eterogeneo di circa 4.000 specie distribuite in 250 generi, noto per riunire molte piante medicinali e ornamentali caratterizzate da fiori spesso vistosi e da brattee prominenti. La famiglia è presente nelle regioni tropicali e subtropicali di tutto il mondo, con una notevole concentrazione in Asia e in Africa, e al suo interno l’Andrographis si distingue per le proprietà amare e per l’ampio impiego nella medicina tradizionale.
Parti Utilizzate dell’Andrographis
La tradizione sfrutta diverse parti della pianta, dalle foglie alle radici, e le preparazioni descritte più avanti in questo articolo impiegano soprattutto le foglie essiccate, che concentrano il sapore amaro caratteristico della specie.
- Foglie
- Parti aeree
- Pianta intera
- Radici
Usi Etnobotanici e Tradizionali
Le testimonianze etnobotaniche dei sistemi Siddha e Ayurveda e della medicina popolare dell’Asia meridionale e sudorientale descrivono l’impiego della pianta soprattutto in disturbi digestivi, febbri e infezioni. Le voci seguenti corrispondono a usi tradizionali tramandati di generazione in generazione e non equivalgono a indicazioni comprovate, per cui nessuna di esse sostituisce una valutazione medica.
- Coliche intestinali, per dare sollievo secondo la tradizione
- Diarrea e dissenteria
- Digestione lenta, come amaro stimolante della digestione
- Febbri, anche in regioni dove la malaria è diffusa (uso tradizionale; la malaria richiede diagnosi e trattamento medico)
- Infezioni batteriche
- Infezioni respiratorie (bronchite, influenza, raffreddore comune, sinusite)
- Ittero, come coadiuvante secondo la tradizione (l’ittero richiede sempre un accertamento medico della causa)
- Morsi di serpente e punture di insetti velenosi (uso popolare; il morso di serpente richiede soccorso d’urgenza e siero antiofidico specifico)
Proprietà Terapeutiche dell’Andrographis
La letteratura scientifica attribuisce all’Andrographis paniculata un ampio ventaglio di attività farmacologiche, ma la maggior parte è stata osservata in studi di laboratorio o su animali, e solo alcune sono state indagate in studi clinici di piccole dimensioni. L’elenco seguente riassume queste attività insieme al relativo livello di evidenza, senza che nessuna di esse rappresenti un’indicazione di trattamento.
- Antimicrobico (attività osservata in studi di laboratorio)
- Antinfiammatorio (effetto osservato in studi di laboratorio e indagato in studi clinici di piccole dimensioni)
- Antiossidante (attività osservata in studi di laboratorio)
- Antipiretico (uso tradizionale, con risultati preliminari in uno studio clinico)
- Antiproliferativo (attività osservata in studi di laboratorio, senza conferma clinica)
- Antiprotozoario (attività osservata in studi di laboratorio)
- Antisettico (uso tradizionale)
- Epatoprotettivo (effetto osservato in studi sperimentali)
- Immunostimolante (effetto indagato in studi preliminari; richiede cautela nelle malattie autoimmuni)
- Ipoglicemizzante (effetto osservato in studi sperimentali; richiede cautela in chi assume farmaci per il diabete)
- Nefroprotettivo (effetto osservato in studi sperimentali)
Le revisioni della letteratura riportano inoltre, in modelli sperimentali, un’azione antiangiogenica, un’influenza sugli enzimi epatici ed effetti su ormoni e funzioni sessuali, risultati non ancora confermati nell’uomo che aiutano a capire perché la pianta richieda cautela quando viene usata insieme ad altri farmaci.
Meccanismi d’Azione Studiati
I meccanismi d’azione indagati per l’Andrographis paniculata sono vari e ruotano soprattutto attorno all’andrografolide, il suo componente più studiato, che in laboratorio modula le vie infiammatorie riducendo la produzione di mediatori come l’ossido nitrico e di citochine proinfiammatorie come il TNF-α. In cellule tumorali coltivate in laboratorio e in modelli animali, l’andrografolide ha indotto l’apoptosi (morte cellulare programmata), ha inibito la proliferazione e il differenziamento cellulare e ha bloccato l’angiogenesi, cioè la formazione di nuovi vasi sanguigni che nutrono i tumori, risultati che non autorizzano l’uso della pianta nel trattamento del cancro. La pianta può inoltre interferire con il metabolismo di altri farmaci inibendo l’espressione di alcuni enzimi del citocromo P450, il che richiede cautela quando viene usata contemporaneamente ad altri medicinali.
Evidenze negli Studi Clinici
Gli studi clinici sulla pianta sono ancora pochi e in genere di piccole dimensioni, ma alcuni suggeriscono un sollievo da sintomi come tosse e mal di gola nel raffreddore comune, mentre nell’artrosi del ginocchio uno studio in doppio cieco con estratto standardizzato ha osservato una riduzione del dolore e della rigidità articolare rispetto al placebo. In adulti con infezione della gola e delle tonsille (faringotonsillite), uno studio clinico del 1991 ha registrato una riduzione della febbre e del dolore simile a quella ottenuta con il paracetamolo, ed estratti della pianta sono stati testati anche per alleviare i sintomi della colite ulcerosa, una malattia infiammatoria intestinale, con risultati che le revisioni sistematiche considerano ancora insufficienti per una raccomandazione. Questi risultati sono stati ottenuti con preparazioni e quantità specifiche di ciascuno studio, che non corrispondono necessariamente all’infuso fatto in casa, e nessuno di essi autorizza a sostituire con la pianta la diagnosi o il trattamento medico.
Profilo Fitochimico Dettagliato dell’Andrographis
La chimica dell’Andrographis è dominata dai lattoni diterpenici di tipo labdanico, gruppo di cui l’andrografolide è il rappresentante più studiato e a cui la letteratura attribuisce buona parte delle azioni antinfiammatorie e antivirali indagate in laboratorio. Completano il profilo flavonoidi, noriridoidi e xantoni, classi di composti che compaiono anche nelle revisioni fitochimiche della specie e che contribuiscono alla complessità dei suoi effetti.
- Andrografolide (lattone diterpenico labdanico considerato il principale composto attivo e associato al sapore amaro della pianta)
- Flavonoidi
- Lattoni diterpenici labdanici (gruppo chimico a cui appartiene l’andrografolide)
- Noriridoidi
- Xantoni
Forme di Preparazione e Somministrazione dell’Andrographis
La pianta arriva al consumatore in forme che vanno dall’infuso preparato con le foglie essiccate agli estratti concentrati, e l’intenso sapore amaro porta molte persone a preferire formulazioni che non passano per il palato, come le capsule.
- Capsule
- Estratti (liquidi e secchi)
- Infuso (tisana)
- Tinture
Poiché gli studi clinici citati in questo articolo hanno usato preparazioni specifiche, la scelta della forma e della quantità va fatta con un professionista sanitario, soprattutto da chi assume farmaci in modo continuativo, dato che la pianta può interferire con la glicemia, con la coagulazione e con il metabolismo di altri farmaci.
Sinergia con Altre Piante Medicinali
Le combinazioni seguenti provengono da formulazioni erboristiche e da tradizioni mediche, non da studi clinici che dimostrino un beneficio aggiuntivo dell’associazione, per cui vanno intese come uso tradizionale e discusse con un professionista sanitario prima dell’impiego.
Echinacea
L’associazione di Andrographis paniculata con specie di Echinacea compare spesso in formulazioni erboristiche dedicate alla salute respiratoria ed è tradizionalmente usata nei periodi di raffreddori e influenze, quando si cerca un sostegno per il sistema immunitario. L’idea che le due piante sommino i loro effetti immunostimolanti e accorcino la durata dei sintomi resta un’ipotesi senza conferma in studi solidi, e chi soffre di malattie autoimmuni o assume immunosoppressori deve consultare il medico prima di ricorrere alla combinazione, per l’effetto di entrambe sul sistema immunitario.
Basilico Sacro (Tulsi)
Il basilico sacro, chiamato anche tulsi (Ocimum tenuiflorum, sinonimo Ocimum sanctum), è un’altra pianta che alcune tradizioni mediche associano all’Andrographis paniculata in preparazioni tradizionalmente usate in disturbi che comportano infiammazione e infezioni. Mancano studi clinici che valutino la coppia, e chi assume farmaci per il diabete deve parlarne con il medico prima di provarla, dato che l’Andrographis ha un’attività ipoglicemizzante.
Ricette e Protocolli di Utilizzo
Infuso Tradizionale per Raffreddore e Influenza
Infuso dal sapore molto amaro, tradizionalmente usato per i sintomi del raffreddore comune e dell’influenza, che non va assunto da donne in gravidanza o in allattamento né, senza il parere di un professionista, da chi usa anticoagulanti, antiaggreganti o farmaci per il diabete.
Ingredienti: una piccola quantità di foglie essiccate di Andrographis paniculata (la dose va stabilita da un professionista sanitario), 200 ml di acqua bollente e miele (facoltativo).
Preparazione: Mettete le foglie essiccate in una tazza, aggiungete l’acqua bollente, coprite e lasciate in infusione da 5 a 7 minuti, poi filtrate e, se lo desiderate, dolcificate con il miele. La tradizione attribuisce a questo infuso il sollievo dalla febbre, dalla tosse e dal mal di gola, ma la quantità giornaliera e la durata dell’uso devono essere stabilite da un professionista sanitario, perché la pianta può interferire con la glicemia e con la coagulazione del sangue.
Tintura Tradizionale di Sostegno Immunitario
Tintura di uso tradizionale, impiegata come sostegno immunitario nei periodi di maggiore esposizione alle infezioni, che, contenendo alcol e concentrando i composti della pianta, non è indicata per donne in gravidanza o in allattamento, bambini o persone con malattie autoimmuni.
Ingredienti: 50 g di foglie essiccate di Andrographis paniculata e 250 ml di alcol di cereali al 70%.
Preparazione: Mettete le foglie in un flacone di vetro scuro, copritele con l’alcol, chiudete bene e lasciate macerare per 14 giorni in un luogo fresco e buio, agitando il flacone ogni giorno. Filtrate poi il macerato e conservate la tintura in un flacone dello stesso tipo. Il numero di gocce, la diluizione e la durata dell’uso devono essere indicati da un professionista sanitario, poiché la tintura è una forma concentrata di somministrazione e la pianta può sommare il proprio effetto a quello degli ipoglicemizzanti e degli anticoagulanti.
Le preparazioni sopra descritte seguono usi tradizionali e non sostituiscono il parere di un professionista. Prima di qualsiasi uso interno, consultare le controindicazioni e le interazioni descritte in questo articolo.
Terapie Associate
Ayurveda
Nella medicina ayurvedica, dove è conosciuta come Kalmegh, l’Andrographis paniculata occupa un posto di rilievo come tonico amaro ed è tradizionalmente impiegata per riequilibrare i dosha, in particolare Pitta e Kapha, proprio grazie al suo sapore amaro. I praticanti di questo sistema la associano a idee come purificare il sangue e alleggerire il carico del fegato, concetti tradizionali che non equivalgono a effetti dimostrati, e vi ricorrono in caso di febbri, infezioni, infiammazioni e disturbi digestivi, motivo per cui la pianta entra in molte formulazioni ayurvediche dedicate al benessere generale.
Medicina Tradizionale Cinese (MTC)
Nella MTC l’Andrographis paniculata è classificata come erba di natura fredda, usata secondo questa tradizione per dissipare il calore patogeno e le tossine dal corpo. Viene impiegata in quadri che la MTC descrive come sindromi da calore e tossicità, tra cui febbri, infiammazioni, infezioni, mal di gola e dissenteria, sempre all’interno della logica propria di questo sistema, che vede l’azione della pianta come depurativa e volta a riportare l’equilibrio nell’organismo.
Naturopatia
In naturopatia la pianta è apprezzata per le proprietà immunostimolanti, antinfiammatorie ed epatoprotettive descritte in letteratura, e i naturopati la impiegano di solito nei periodi di maggiore predisposizione alle infezioni come raffreddori e influenze. Viene usata anche come amaro per stimolare la produzione di bile e sostenere le funzioni epatiche e digestive, un approccio tradizionale che non sostituisce la valutazione medica, soprattutto in chi ha una malattia autoimmune o un diabete in terapia farmacologica, oppure usa anticoagulanti.
Controindicazioni ed Effetti Collaterali dell’Andrographis
Controindicazioni
L’Andrographis paniculata contiene andrografolide, che ha attività ipoglicemizzante e un possibile effetto sulla coagulazione, e per questo il suo uso richiede precauzioni specifiche. La pianta è controindicata in gravidanza e durante l’allattamento, e in gravidanza si aggiunge il timore che possa indurre un aborto spontaneo. Chi soffre di malattie autoimmuni o assume immunosoppressori deve consultare il medico, per l’effetto della pianta sul sistema immunitario, e in condizioni come sclerosi multipla, lupus o artrite reumatoide la scelta più prudente è evitarne l’uso, poiché la pianta può aumentare l’attività del sistema immunitario e peggiorare i sintomi.
Nei bambini non va usata senza l’indicazione del pediatra, e le persone con disturbi emorragici devono prestare un’attenzione ancora maggiore, perché l’Andrographis può rallentare la coagulazione del sangue. Si raccomanda inoltre di sospenderne l’uso almeno 2 settimane prima di qualsiasi intervento chirurgico programmato, a causa del rischio di sanguinamento e di calo della pressione arteriosa.
Interazioni Farmacologiche
La pianta può potenziare l’effetto degli ipoglicemizzanti e causare un calo eccessivo della glicemia, per cui chi segue una terapia per il diabete deve usarla solo sotto controllo medico e con il monitoraggio della glicemia. Serve cautela anche con anticoagulanti e antiaggreganti, per il possibile effetto sulla coagulazione, e la possibilità di un calo della pressione arteriosa richiede attenzione da parte di chi assume antipertensivi. Inoltre, inibendo l’espressione di alcuni enzimi del citocromo P450, l’Andrographis può alterare il metabolismo di altri farmaci, con il rischio sia di effetti indesiderati sia di una perdita di efficacia dei medicinali.
Effetti Collaterali
Gli effetti collaterali più segnalati con l’uso di Andrographis paniculata comprendono diarrea, vomito, eruzione cutanea, mal di testa, rinorrea e affaticamento, in genere più probabili a dosi elevate. La pianta può causare reazioni allergiche, e rari casi di reazioni gravi sono stati descritti soprattutto con derivati semisintetici dell’andrografolide, come lo Xiyanping, secondo una revisione sistematica che ha confrontato questi farmaci con le preparazioni erboristiche della pianta. Prima di iniziare a usarla, consultate un professionista sanitario, soprattutto se assumete già altri farmaci o avete una condizione di salute preesistente.
Curiosità e Fatti Storici
Il Re degli Amari
L’Andrographis paniculata viene spesso soprannominata Re degli amari (King of Bitters) per il suo sapore estremamente amaro, una caratteristica legata alla presenza di composti bioattivi come l’andrografolide, ai quali si attribuisce buona parte delle proprietà studiate nella pianta. Nella medicina ayurvedica il sapore amaro è un elemento apprezzato di per sé, e le piante amare sono tradizionalmente stimate per qualità che questo sistema considera depurative e digestive.
Un Nome per Ogni Tradizione
La pianta ha attraversato diversi sistemi di medicina tradizionale e ha ricevuto un nome in ciascuno di essi: è Kalmegh nell’India ayurvedica, chuān xīn lián nella tradizione cinese e King of Bitters nei paesi di lingua inglese, mentre in Brasile la si trova di solito con il nome stesso del genere, Andrographis.
Ricerche di Laboratorio sulle Cellule Tumorali
Studi recenti hanno esplorato l’azione dell’Andrographis paniculata sulle cellule tumorali, e ricerche in vitro e su animali indicano che gli estratti della pianta possono inibire la proliferazione di queste cellule, indurre l’apoptosi (morte cellulare programmata) e sopprimere l’angiogenesi (formazione di nuovi vasi sanguigni che nutrono i tumori), anche in linee cellulari di tumore al seno. La ricerca è ancora in una fase iniziale e non esistono prove cliniche di un beneficio nelle persone con tumore, per cui la pianta non sostituisce il trattamento oncologico, e chi è in trattamento deve parlarne con l’oncologo prima di usare qualsiasi fitoterapico, anche per il rischio di interazione con farmaci metabolizzati dal citocromo P450.
Domande Frequenti sull’Andrographis
L’Andrographis Può Essere Usata per Prevenire i Raffreddori?
L’Andrographis è studiata per le proprietà immunostimolanti e antivirali osservate in laboratorio, e alcuni studi clinici suggeriscono un sollievo da sintomi come tosse e mal di gola nel raffreddore comune. Non esistono ancora basi solide per affermare che l’uso regolare eviti raffreddori o influenze, e chi pensa di usarla con questo scopo deve prima parlarne con un professionista sanitario, che valuterà controindicazioni, quantità e durata dell’uso.
Qual È la Differenza tra Andrographis ed Echinacea?
Sebbene entrambe le piante siano note per le proprietà immunostimolanti, l’Andrographis paniculata e l’Echinacea hanno profili fitochimici e meccanismi d’azione distinti. L’Andrographis è ricca di lattoni diterpenici, come l’andrografolide, ai quali si attribuiscono le azioni antinfiammatorie e antivirali osservate in laboratorio, mentre l’echinacea contiene alchilamidi, polisaccaridi e derivati dell’acido caffeico, che modulano la risposta immunitaria in altri modi. Nella tradizione l’Andrographis appare più legata alle infezioni acute delle vie respiratorie superiori, e l’echinacea a un uso generale di sostegno immunitario.
Chi Assume Farmaci per il Diabete Può Usare l’Andrographis?
Solo sotto controllo medico, perché l’andrografolide ha attività ipoglicemizzante e la pianta può potenziare l’effetto degli ipoglicemizzanti e causare un calo eccessivo della glicemia. In questi casi il monitoraggio della glicemia è indispensabile, e la decisione se usare o meno la pianta va presa insieme al medico che segue la terapia.
Quali Precauzioni Servono Prima di Usare l’Andrographis?
La pianta è controindicata in gravidanza e durante l’allattamento, e l’uso nei bambini richiede l’indicazione del pediatra. Richiede inoltre cautela con anticoagulanti e antiaggreganti, per il possibile effetto sulla coagulazione, e si raccomanda di sospenderne l’uso almeno 2 settimane prima di interventi chirurgici programmati. Poiché può causare reazioni allergiche e alterare il metabolismo di altri farmaci, la cosa migliore è consultare un professionista sanitario prima di iniziare.
Chi Ha una Malattia Autoimmune Può Usare l’Andrographis?
Chi soffre di malattie autoimmuni o assume immunosoppressori deve consultare il medico, per l’effetto della pianta sul sistema immunitario. In condizioni come sclerosi multipla, lupus o artrite reumatoide la scelta più prudente è evitarne l’uso, perché l’Andrographis può aumentare l’attività del sistema immunitario e peggiorare i sintomi.
Perché l’Andrographis È Chiamata Re degli Amari?
Il soprannome, equivalente all’inglese King of Bitters, deriva dal sapore estremamente amaro della pianta, legato alla presenza di andrografolide e di altri lattoni diterpenici. Nella medicina ayurvedica, dove la specie è chiamata Kalmegh, questo amaro è apprezzato come segno di proprietà depurative e digestive, secondo la logica propria di questo sistema tradizionale.
Avviso: questo contenuto è informativo e non sostituisce il parere di un professionista sanitario. Consultare un medico o un fitoterapeuta prima di usare piante medicinali, soprattutto in gravidanza, durante l’allattamento o in caso di assunzione di farmaci.
Riferimenti e Studi Scientifici
- PMC2019 Hancke JL, et al. A double-blind, randomized, placebo-controlled study to assess the efficacy of Andrographis paniculata standardized extract (ParActin®) on pain reduction in subjects with knee osteoarthritis. Phytother Res. 2019.
- PMC2022 Naomi R, et al. Mechanisms of Natural Extracts of Andrographis paniculata That Target Lipid-Dependent Cancer Pathways: A View from the Signaling Pathway. Int J Mol Sci. 2022.
- PMC2013 Ng SC, et al. Systematic review: the efficacy of herbal therapy in inflammatory bowel disease. Aliment Pharmacol Ther. 2013.
- PMC2022 Shang YX, et al. Adverse Effects of Andrographolide Derivative Medications Compared to the Safe use of Herbal Preparations of Andrographis paniculata: Results of a Systematic Review and Meta-Analysis of Clinical Studies. Front Pharmacol. 2022.
- PMC1991 Thamlikitkul V, et al. Efficacy of Andrographis paniculata, Nees for pharyngotonsillitis in adults. J Med Assoc Thai. 1991.
